Il coraggio dei piccoli

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A scuola dai bambini (e dagli animali) per fronteggiare gli agguati scoperti e silenziosi dell'indifferenza. Un libro scritto dalla nostra collaboratrice Graziella Favaro e illustrato da Lisa Nanni.

"Il coraggio dei piccoli": un libro di Graziella Favaro

Durante il recente terremoto in Emilia i bambini hanno dimostrato grande coraggio. Lo testimoniano le maestre quando raccontano le scosse del 29 maggio che le sorpresero nelle scuole. Dalle scuole d’infanzia alle elementari tutte le insegnanti assicurano che i piccoli hanno applicato silenziosamente le regole apprese durante le prove di evacuazione e velocemente hanno raggiunto l’esterno.

I grandi invece si sono abbandonati spesso a scene di panico e di disperazione. I piccoli umani frequentemente lasciano di stucco gli increduli adulti per il loro coraggio.
Io credo che questo comportamento sia favorito dagli esempi di coraggio che i bambini hanno appreso dai piccoli animali. Non solo dagli animali in carne e ossa ma anche dagli animali di carta,quelli che numerosi popolano l’immaginario dei bambini che li hanno incontrati nelle fiabe ascoltate o lette. Rientra in questa categoria anche
Il coraggio dei piccoli scritto in italiano da Graziella Favaro e illustrato da Lisa Nanni. Si tratta di una fiaba raccontata dalle ragazze e dai ragazzi della Byani Secondary School, nel Delta del fiume Tana in Kenya. La fiaba,come è tradizione delle fiabe africane, ha per protagonisti degli animali: l’antilope, la iena, l’elefante, il leone e la rana.

Per sconfiggere il mostro

Vorrei iniziare a discutere di questo volume citandone un passaggio, per esteso:

L’antilope rientrata a casa sentì dei rumori e perciò urlò spaventata “Chi c’è dentro casa mia?”. Una voce portentosa e tonante le rispose:”Io sono il divoratore di antilopi. Ecco finalmente il mio pasto!” L’antilope terrorizzata si precipitò fuori di casa e corse dalla sua amica iena a chiedere aiuto. La iena decise di andare a casa dell’amica, ma questa volta la voce tonante disse: “Io sono il divoratore di iene. Ecco finalmente il mio pasto!”. Perciò anche la iena corse fuori e decise di andare a chiedere aiuto all’elefante,grande e grosso com’era,poteva aver ragione del mostro dalle voce tonante! Anche l’elefante però scappò fuori per fuggire dal divoratore di elefanti e decise di andare dall’unico che poteva farcela :il re degli animali in persona,il leone. Anche sua maestà però si vide costretto a correre fuori dalla casa della antilope per fuggire dal divoratore di leoni. Tuttavia sua maestà aveva una dignità da difendere e perciò convinse l’elefante,la iena e l’antilope a rientrare nella casa di questa armati di bastoni,sassi,legni appuntiti e pietre acuminate. (vi assicuro che queste sono le “armi” tipiche che solitamente i bambini piccoli fanno usare ai protagonisti delle loro storie inventate) E… da un angolo buio uscì il terribile mostro che li aveva terrorizzati con le sue minacce: era una piccola rana e per di più ferita a una zampa. Alla sua vista,tutti gli animali scoppiarono in una gran risata:tanto spavento per una piccola e coraggiosa rana, che saltava pure su tre zampe!

Come gli animali trovano il coraggio per vincere il mostro? Stando uniti. Invece di presentarsi uno alla volta, isolati, davanti al pericolo si mettono insieme. «Tu vivi quando stai insieme,da solo sei un animale», recita un proverbio africano.

Riunirsi insieme nell’aula a leggere ad alta voce per poi iniziare a raccontare e raccontarsi le storie fin che la voce del narratore sia la voce di tutti e che la voce di tutti, diventi, uno dopo l’altro, quella di chi narra. Parole dette, condivise, concatenate ad altre a formare un racconto,intorno alla maestra stretti da un legame di solidarietà. Potrebbe essere un buon utilizzo di questo libro che oltretutto è illustrato in modo tale da permettere, anche a chi avesse difficoltà a comprendere le parole, di seguire l’evolversi della storia. Inoltre essendo bilingue permettere di ascoltare la storia letta anche in swahili (magari con l’aiuto di qualche genitore) e di comprenderla semplicemente seguendo le sequenze disegnate.

Riscrivere le fiabe

La riscrittura delle fiabe permette di tornare a rendere vivo e vivace un patrimonio di narrazione attraverso la godibilità delle storie,utilizzando la forza delle parole e della voce. La parola letta ad alta voce, anche quando viene fissata nella scrittura, è la vera forza delle fiabe dei popoli, che in questo modo ci lasciano un pezzetto della loro cultura e ci aiutano a comprendere ed amare il diverso. I bambini si identificano negli animali come hanno capito i griot e molto tempo dopo Walt Disney.

Osservava Italo Calvino: «È noto d’altronde che dalle storie africane d’animali discendono le favole di Uncle Remus,introdotte nel folklore nordamericano dai negri,e di cui il ciclo disneyano di Mickey Mouse non è che una tarda progenie» (prefazione a
Paul Radin, Fiabe africane, Einaudi, Torino 1955). In questo senso viene da chiedersi: quale tra questi animali entrerà a far parte della nostra tradizione fiabistica come già successe ad Hansel e Gretel?

Personalmente ritengo, come Graziella Favaro, che l’Italia sia già da anni un paese multiculturale, in cui libri come questo cercano di produrre intercultura e perciò, ancora come Calvino, penso che: «il nostro interesse si fissa più che sul passato sul futuro: non sul futuro delle fiabe, dico, ma su quello dei popoli. Sia questo libro un augurio». 

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