“Mi piace scrivere!” – Un quaderno operativo a prezzo speciale per tutti gli abbonati di “La Vita Scolastica” 2012-2013

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“Mi piace scrivere!” – Un quaderno operativo a prezzo speciale per tutti gli abbonati di “La Vita Scolastica” 2012-2013

Intervista all'autrice Silvana Loiero

Gli abbonati a “La Vita Scolastica” 2012-2013 potranno avere a prezzo speciale il quaderno operativo “Mi piace scrivere!”, preparato dalla nostra collaboratrice Silvana Loiero. Abbiamo intervistato Silvana per conoscere meglio la proposta contenuta in questo volume.

Copertina "Mi piace scrivere!"

Silvana Loiero è dirigente scolastico a San Lazzaro di Savena. Segretario regionale del GISCEL dell’Emilia Romagna, è esperta di formazione degli insegnanti e di didattica dell’italiano. Per Giunti Scuola ha scritto libri di testo e guide scolastiche. Fa parte del Comitato tecnico per le didattiche de “La Vita Scolastica”. Ha scritto per la nostra rivista il quaderno operativo “Mi piace scrivere!”. Ecco per voi un’esclusiva intervista in cui Silvana ci spiega gli intenti del volume.

Per chi è pensato il testo?

Il volume potrà essere utile a tutti i docenti, dalla prima alla quinta classe della scuola primaria. Non si occuperà dell’apprendimento strumentale della letto-scrittura nei primi mesi della prima classe ma del modo in cui si può insegnare agli allievi a produrre forme diverse di scrittura, e quindi testi, anche molto brevi. Si proverà pertanto a dare alcune risposte a interrogativi quali “Scrivere che cosa?”, “Scrivere per chi?”, “Scrivere quando?”, ma soprattutto si cercherà di rispondere alla domanda “Scrivere come?”.

In che modo si suggerisce di guidare gli studenti in questo percorso?

Saranno proposte tecniche che portino gradualmente gli alunni a mettere a fuoco l'argomento, a raccogliere e sistemare le idee, a stendere il testo, a prendere consapevolezza degli errori commessi, a rileggere e correggere. In pratica, si daranno suggerimenti per insegnare agli allievi a pianificare l’attività, suddividendo il compito in passi successivi. La stesura finale di un testo è, infatti, l’ultima fase di una procedura che occorre seguire per imparare a scrivere bene.

Quali sono gli obiettivi del volume?

Gli esperti sostengono che bisognerebbe portare gli allievi a scrivere in modo chiaro, preciso e semplice. Perché ciò avvenga occorre mettere in atto un processo complesso, dalla fase di pianificazione a quella di realizzazione. Da qui la necessità di proporre mirati percorsi didattici d’insegnamento/ apprendimento, prevedendo quali difficoltà potrebbe incontrare l'alunno nel corso del processo di scrittura di un testo e quali strategie possano essere messe in atto per facilitarlo.

I ragazzi dovrebbero poter controllare, oltre alle scelte lessicali e sintattiche, anche gli elementi relativi all'organizzazione logico-concettuale del testo, e quindi sviluppare la capacità di ordinare le informazioni, raggrupparle, esplicitare tutte le informazioni necessarie.

A ciò si aggiunge il fatto che è importante predisporre occasioni in cui i ragazzi vengano posti in situazioni comunicative diversificate realmente motivanti e possano sperimentare varie forme di scrittura, per scopi diversi e per destinatari diversi.

Ci sono proposte didattiche per tutte le classi? Ce ne darebbe qualche esempio?

Le proposte didattiche faranno riferimento ai diversi “passi” da seguire per scrivere un testo nelle varie classi e ai vari tipi di “schemi” che la ricerca ha dimostrato essere utili nella fase di scrittura.

Il primo passo è quello di porsi delle domande per individuare lo scopo e i destinatari dell’elaborato e l’argomento specifico da trattare. Il secondo è la raccolta delle idee, cercando nella memoria a lungo termine per raccogliere tutte le informazioni sull’argomento, per richiamare tutte le conoscenze della propria “enciclopedia”, per riflettere sulle cose che si sanno, su ciò che fa parte della propria esperienza.
Il terzo passo è quello di organizzare le idee in vari modi: sotto forma di lista, mediante il grappolo delle idee, sotto forma di mappa e infine di scaletta.

Ci saranno poi esemplificazioni didattiche su due aspetti: da una parte ci si occuperà della coerenza e della coesione testuale, e dall’altra parte della revisione del testo. Sotto il primo aspetto specifichiamo che esiste un filo logico che lega insieme i vari “pezzi” del testo in modo che si accordino sul piano del significato, e c’è inoltre un modo ben preciso di collegare le varie parti con preposizioni, congiunzioni, avverbi, che stabiliscono fra parole o frasi diversi tipi di legami.

Sotto il secondo aspetto si proporrà una scheda utile a rivedere il testo dopo averlo scritto, per insegnare ai ragazzi gradualmente ad autovalutare il proprio prodotto.

Quale rapporto c’è, a suo avviso, nella scuola primaria, tra la lettura e l’insegnamento della scrittura?

Si tratta di un rapporto molto stretto, e infatti parlerei di “leggere per scrivere”. La fase della produzione, orale o scritta, deve essere preceduta a scuola da quella della comprensione: per poter produrre specifici testi i ragazzi hanno bisogno di conoscere come tali testi sono fatti, di familiarizzare con essi, di acquisire consapevolezza delle loro caratteristiche, di analizzarli e smontarli per poterli poi riprodurre.

Saper scrivere vuol dire riuscire a produrre ed elaborare testi di diverso tipo, e a comunicare a distanza con interlocutori diversi. Si può imparare a farlo soltanto sulla base di modelli sperimentati, dopo aver letto una varietà di forme testuali. L’allievo legge testi che hanno elementi comuni (per esempio narrazioni), hanno cioè elementi “invarianti” che ne costituiscono l'intelaiatura; in questo modo può cogliere l’organizzazione interna e capire come tali testi sono fatti; potrà poi riutilizzare le competenze acquisite in una fase successiva, quando si troverà a doverli scrivere.
 

Per saperne di più

19 Settembre 2012 Cultura e pedagogia

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