Con il Bee-Bot alla scoperta del nostro paese: avvio al pensiero computazionale

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Con il Bee-Bot alla scoperta del nostro paese: avvio al pensiero computazionale

Un’esperienza in classe che abbraccia una serie di discipline, dall’area logico-matematica a quella linguistico-espressiva e geo-storico-sociale. Il tutto nell’anno leonardiano. Di Cinzia Melani e Laura Santini

progetto bee bot vinci (4)

“Come si arriva in Piazza del Cavallo?” è un progetto che fa parte della nostra programmazione di classe (la 1°A della scuola primaria “Galileo Galilei” di Vinci – FI, ndr) e abbraccia molteplici contenuti appartenenti all’area logico-matematica, linguistico-espressiva e geo-storico-sociale.

Al fine di raggiungere al meglio i traguardi di competenza previsti al termine della Scuola Primaria, e in linea con la tradizione innovativa del nostro Istituto, abbiamo ritenuto opportuno lavorare, secondo una modalità ludica, inclusiva e cooperativa, sia su alcuni obiettivi specifici delle aree coinvolte, sia su obiettivi più ampi proponendo attività giocose in grado di stimolare al meglio la partecipazione attiva e la creatività di ognuno attraverso l’utilizzo di un Bee-Bot. Si tratta di un piccolo robot dall’aspetto accattivante, coinvolgente e dal funzionamento intuitivo, scoperto attraverso una serie di tentativi ed errori in un lavoro precedentemente svolto.

All’interno del nostro progetto abbiamo sviluppato un’attività multimediale realizzando il video, che trovate a margine di questo articolo, per il concorso “Bici Scuola”, iniziativa correlata al Giro d’Italia di ciclismo che in occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci partiva, per la terza tappa, dal nostro paese.

L’esperienza

L’attività prende avvio dall’esperienza diretta di una passeggiata da scuola alla Piazza della Libertà comunemente detta “Piazza del Cavallo” alla ricerca di un sogno di Leonardo Da Vinci realizzato alla fine degli anni ’90 dalla scultrice Nina Akamu.

Tanti gli obiettivi da sviluppare in classe: dal racconto della relativa storia del cavallo, alla produzione linguistico-espressiva, alla percezione e consapevolezza dello spazio e del movimento al suo interno attraverso l’utilizzo di adeguati indicatori topologici, ed infine il passaggio dal paesaggio tridimensionale a quello bidimensionale disegnato su un foglio.

Durante l’ultima fase del progetto, attraverso un lavoro in piccolo gruppo, i bambini hanno predisposto il materiale per la realizzazione del percorso su una griglia, con i punti di riferimento essenziali per orientarsi, ovvero cartellini che rappresentavano le case, i semafori, il giardino, la chiesa, i parcheggi, le strisce pedonali eccetera…

Prendendo spunto dalle regole per la circolazione in bicicletta elaborate anche attraverso un incontro con la Polizia Stradale, è stata inventata una filastrocca che ci indicava come effettuare il nostro percorso in sicurezza. Seguendo le indicazioni in rima, i bambini hanno dato i comandi al Bee-Bot, in modo da farlo spostare dalla scuola alla Piazza del Cavallo e viceversa.

Sviluppare il pensiero computazionale

L’educazione che la scuola fornisce nell’odierno e complesso panorama, gioca un ruolo chiave nel preparare le future cittadine e i futuri cittadini ad affrontare le sfide e le opportunità di un mondo fortemente interconnesso e globalizzato. Per questo l’obiettivo della nostra attività è stato quello di porre al centro della pratica didattica i bambini, proporre contenuti trasversali e avviare gli alunni allo sviluppo del pensiero computazionale, ovvero la capacità di risolvere problemi, scomponendoli in vari passaggi, individuando strategie logiche personali e creative attraverso l’uso del Bee-Bot che ci ha permesso di implementare la motivazione intrinseca all’apprendimento, di accrescere lo spirito di squadra volto a raggiungere un obiettivo comune, di sviluppare il pensiero divergente e far ricchezza delle diversità di ognuno.

Video realizzato per il concorso e sintesi di una fase della proposta didattica svolta in questi mesi.

 

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