Arte insieme

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Gli abbonati a "La Vita Scolastica" possono richiedere a prezzo speciale il quaderno operativo ArteInsieme, con laboratori espressivi per tutte le classi. Ecco l'introduzione di Gianfranco Staccioli e un'attività tratta dal testo. 

ArteInsieme

L’arte porta con sé un retaggio antico e dei modelli altrettanto longevi: “L’arte è il prodotto di un artista”, “Per fare arte occorre essere dotati”, “L’artista è un solitario”, “L’arte è tensione e sofferenza”… Vi proponiamo un quaderno che offre degli slogan differenti e che dicono: “L’arte è di tutti”, “Per fare arte non si deve necessariamente essere soli”, “L’arte è anche impegno e piacere”.  

L’arte è di tutti

Un bambino che prova, si impegna, si sforza di esprimere se stesso, che cerca di comunicare le proprie idee, le proprie scoperte, le proprie aspirazioni e che lo fa usando immagini bidimensionali, tridimensionali o in movimento, un bambino che fa questo, sta procedendo sulla strada dell’arte. Certo può darsi che non lo faccia “a regola d’arte”, cioè con la competenza tecnica e profondità propria di un adulto. Ma dal momento che sosteniamo che “i bambini sono persone”, allora dobbiamo anche riconoscere che la diversità fra artista adulto e artista bambino, è diversa per competenza, non per “natura”. Certo, per fare arte con i bambini occorrono condizioni precise: impegno, sostegno, ricerca, affinamento tecnico, costanza, esercizio… Tutte cose che possono svilupparsi piano piano, ma che sono già presenti in loro. Nell’arte – come in tante altre cose della vita – non si arriva mai ad un termine. C’è sempre un processo, un cambiamento, un dopo che non può negare un prima. C’è sempre la necessità di fare/dare il meglio che si può, sempre. Così l’arte (maiuscola o minuscola?) diventa patrimonio di tutti coloro che la vogliono fare e nel farla si confrontano con altri. Indipendentemente dalle età.

Per fare arte non si deve essere soli

Lavorare con l’arte in classe non nega il lavoro individuale. La classe, il gruppo, i compagni, sono però di estremo aiuto nel procedere nella comprensione e nelle scoperte e nel migliorarsi tecnicamente e culturalmente. Le osservazioni (non valutative) che si possono fare sui prodotti degli altri, la vicinanza e la complicità dei compagni e dell’insegnante (che offrono i loro pareri senza giudizio, ma esprimono gli echi personali di ciò che è stato prodotto) alimentano un clima di confronto e di ricerca. Nessuno sa come si debba rappresentare un albero. A meno che non si voglia rappresentare uno schema, uno stereotipo per dare un messaggio indicativo e informativo. Nessuno lo sa, nemmeno un artista adulto e affermato. Lui, come i bambini, può solo cercare di rappresentarlo non “come esso è” (sarebbe comunque impossibile), ma come lui l’ha visto/percepito/vissuto. Non c’è mai un albero, c’è sempre un “mio” albero, che può essere riportato. Se poi, anziché un albero si volesse rappresentare qualcosa di non concreto (la felicità, una emozione, un ricordo sfumato…), allora, ancora di più, non sarebbe possibile trovare “un” modo per rappresentarli. È per questa difficoltà che si tende ad usare degli stereotipi. Ma dove c’è stereotipia non c’è arte, non c’è ricerca, non c’è trasformazione. E in tutto questo lavorio, la classe, i compagni, l’insegnante sono un aiuto prezioso. Non si cresce da soli. E l’arte si arricchisce, facendola assieme.

L’arte è impegno e piacere

Cercare, cercare e cercare ancora, per scoprire quale sia il modo di “far vedere” i propri pensieri, le proprie emozioni, le proprie scoperte, può scoraggiare e spingere alla rinuncia. Anche per questo è importante non essere soli. Ma i compagni non bastano. Occorre che l’amica/o, il gruppo o la classe sentano il clima piacevole, di sfida, di non competizione, di alleanza, di serenità che si respira nella classe. Non c’è contraddizione fra sforzo e piacere. Quando una cosa si fa volentieri, ci si impegna, ma lo si fa quando il contesto lo consente. Per questo le nostre proposte sono allegre e impegnative allo stesso tempo. Perché sono pensate per situarsi in luoghi educativi dove si fa cultura e si cresce con entusiasmo e curiosità. Sono proposte che mescolano la meraviglia dell’arte con l’arte della meraviglia. Ritratti, Nature, Racconti e Visioni sono solo quattro capitoli di un viaggio che può iniziare da sempre e non finire mai.

Un assaggio - Volti di terra e oro: attività

  • Tecnica - Pittura con terre naturali
  • Materiali - Carta da pacchi marrone o cartone, ondulato, matita, carboncino nero,colla vinilica, tempera bianca, polvere solubile color oro, pennelli in setola punta piatta, terre, acqua.

Procedimento

  • Invitiamo gli alunni a raccogliere terre di diverse tonalità; possiamo prenderle insieme nel giardino della scuola oppure chiediamo loro di portarle da una passeggiata all’aperto con i compagni o i familiari.
  • Facciamo essiccare bene le terre ponendole vicine a una fonte di calore e maciniamole finemente in un piatto di carta usando come pestello i barattoli di tempera.
  • Prima di procedere con il disegno e la pittura, prepariamo il fondo: useremo come base la carta da pacchi marrone e/o cartone ondulato sul quale stendiamo una massiccia base di tempera bianca che andrà fatta ben seccare.
  • In un secondo momento invitiamo i bambini a tracciare semplici ritratti lineari usando la matita.
  • Poi passiamo alla preparazione del colore con le terre: prendiamo un cucchiaio di terra macinata e mescoliamola con un po’ d’acqua e colla vinilica fino a raggiungere una densità che consenta di stendere il miscuglio con il pennello.
  • Invitiamo gli alunni a riempire le campiture (volto, capelli, busto ecc.) con il colore preparato con le terre e poi, con il carboncino nero, a tracciare le linee principali degli occhi, o di altri particolari a loro piacimento.
  • Per lo sfondo in oro possiamo usare polveri solubili in acqua.

Per saperne di più

Gianfranco Staccioli: 26 Novembre 2015 Articoli

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