Che cosa accadrà dopo le dimissioni del ministro dell'Istruzione?

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [GXZDMGXZ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [8MMXLI4E] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [JD3RGH4A] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Che cosa accadrà dopo le dimissioni del ministro dell'Istruzione?

La scuola, l’università e la ricerca dovrebbero essere al centro dell'attenzione e degli investimenti di un Paese. Di Silvana Loiero

lorenzo fioramonti ministro

La notizia era nell’aria, ma nessuno si aspettava che le dimissioni del Ministro Fioramonti diventassero una realtà. E invece è successo, fatto più unico che raro nella politica italiana.
Oggi un certo sconcerto serpeggia dovunque, unito alla preoccupazione: i sindacati della scuola, che già da metà dicembre avevano proclamato lo stato di agitazione per i troppi nodi ancora irrisolti, alla notizia delle dimissioni annunciate da Fioramonti avevano sottolineato che in un momento qual è quello odierno servirebbe continuità e stabilità.

Adesso ci troviamo invece in uno stato di incertezza: chi sarà il nuovo ministro? Sarà una persona in grado di garantire ciò che serve a scuola, università e ricerca? Che ne sarà delle intese sottoscritte pochi giorni fa da Fioramonti con i sindacati? Che fine faranno i concorsi? Tra quanto tempo la macchina del MIUR riprenderà a funzionare con regolarità?

Non è una novità che gli investimenti dei nostri governi nel settore dell’istruzione siano sempre più bassi, l’Italia destina infatti solo una piccolissima percentuale del suo Pil all’istruzione. A distanza di qualche mese, non è male rileggere in proposito un articolo della sociologa Luisa Ribolzi sul Sole 24 ore, che si conclude con questa affermazione “Qualsiasi politica seria sulla scuola dovrebbe partire da un’accurata disamina delle risorse umane e finanziarie impegnate per la formazione dei propri giovani. E invece questa disamina non è accurata o meno. Semplicemente, non esiste”. Il ministro dell’istruzione ha fatto un gesto eclatante, che di sicuro avrà ripercussioni in ordine all’attuazione degli impegni da lui assunti, sia in ordine ai tempi che alle modalità di realizzazione. Ha dimostrato però quel coraggio, quella volontà politica, quella capacità di fare le cose difficili che invece il governo non ha manifestato con i fatti.

Ci auguriamo davvero che questo gesto clamoroso possa servire a portare finalmente al centro dell’attenzione la scuola, l’università e la ricerca, che rappresentano risorse strategiche per la società e necessitano di investimenti forti e di qualità.

 

 

 

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

26 Dicembre 2019 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola