Le 3 R dello sviluppo sostenibile: Ridurre, Riusare, Riciclare

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Le 3 R dello sviluppo sostenibile: Ridurre, Riusare, Riciclare

Prendersi cura dell’ambiente: un’esperienza di educazione ambientale per la promozione delle competenze di cittadinanza attiva nella periferia di una città metropolitana caratterizzata da degrado sul piano socioculturale e ambientale.Di Rosa Stornaiuolo

plastica spiaggia

L’esperienza ha preso avvio da un percorso di formazione dei docenti su pratiche didattiche fortemente inclusive quali, ad esempio, il tinkering. il termine vuol dire “armeggiare, darsi da fare”; indica una forma di apprendimento informale in cui si impara facendo ed il cui scopo è realizzare oggetti vari utilizzando materiali di recupero. Questa pratica diviene molto più efficace se realizzata in team work, situazione in cui ciascuno è chiamato ad offrire il proprio contributo per conseguire obiettivi comuni, attivando la creatività e senza la paura di sbagliare.

Sono infatti proprio le relazioni inclusive e solidali tra compagni di scuola la trama indispensabile per tessere l’integrazione e promuovere le competenze di cittadinanza attiva.

Parallelamente si è avviata, in collaborazione con un’associazione di volontariato che si occupa di tematiche ambientali, una sensibilizzazione di docenti, famiglie ed alunni sulle 3 R dello sviluppo sostenibile: Ridurre, Riusare, Riciclare.

 

La realizzazione

Le pratiche didattiche sono state sperimentate nelle classi, durante l'orario curricolare, in percorsi settimanali di due ore, per complessive trenta ore. Si è proceduto al riciclo di bottiglie e tappi di plastica procurati con l’aiuto dei genitori.

Successivamente, gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado sono stati coinvolti nella pulizia della spiaggia antistante la scuola, con la collaborazione delle famiglie e delle associazioni di volontariato del territorio, al fine di combattere la dispersione della plastica nell’ambiente.

L’esperienza è proseguita con una visita didattica a un museo, la cui attività ruota attorno a una delle più importanti collezioni di plastiche storiche del mondo. Un universo di materiali e forme che documenta la storia della plastica, dalle origini alla nostra contemporaneità: da quelle derivate dal petrolio a quelle biocompatibili più attuali. La visita è stata anche l’occasione per sollecitare la creatività degli allievi sul possibile riutilizzo della plastica.

http://www.fondazioneplart.it/educazione.aspx

Un’altra visita didattica è stata effettuata al Centro Ricerche Tartarughe Marine con particolare attenzione agli spazi dedicati alla cura e riabilitazione delle tartarughe marine ferite a causa dell’interazione con le attività antropiche.

http://www.szn.it/index.php/it/centro-tartarughe-marine/centro-ricerche-tartarughe-marine

 

L’assunzione di impegni

È stato quindi organizzato, con i manufatti realizzati dagli allievi, un “Plastic show” a scuola ed in aree limitrofe con la collaborazione di genitori ed associazioni.

L’esperienza è proseguita con la formulazione di un decalogo di ecologia quotidiana al fine di favorire l’utilizzo responsabile ed il corretto riciclo della plastica, stimolando la consapevolezza che piccole azioni quotidiane possono contribuire a generare grandi cambiamenti.

Scarica il decalogo a questo link

A questo punto ogni bambino ha individuato un comportamento da implementare in relazione al decalogo annotando, in un diario personale, ogni giorno, il rispetto pieno, parziale o mancato dell’impegno assunto.

L’esperienza è stata dunque uno strumento utile per cambiare comportamenti e modelli attraverso scelte consapevoli orientate allo sviluppo sostenibile.

Come dice un proverbio cinese: “il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

 

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29 Ottobre 2019 Articoli

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