"Ridateci il futuro": Iqbal e i diritti dei bambini

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"Ridateci il futuro": Iqbal e i diritti dei bambini

Un bellissimo film d'animazione racconta la storia vera di Iqbal Masih, il coraggioso ragazzo operaio diventato simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile. Di Silvana Loiero. 

iqbal bambini senza paura

"Non avete il diritto di obbligarci a lavorare […] Dovete darci le chiavi del mondo. Dovete ridarci il futuro". Queste parole sono pronunciate dal coraggioso bambino protagonista a conclusione del bellissimo film d’animazione dal titolo Iqbal - Bambini senza paura.

Il film, promosso e sostenuto da UNICEF Italia, uscito nel 2015 e trasmesso venerdì 17 novembre 2017 su Rai 3 in prima visione, è diretto dal regista italo francese Michel Fuzellier in collaborazione con l’iraniano Babak Payami.
Sarebbe molto bello far vedere questo film ai ragazzi, per richiamare l'attenzione sul problema del lavoro minorile: nel mondo, secondo l’UNICEF, il fenomeno del lavoro minorile è ancora molto diffuso, è concentrato soprattutto nelle aree più povere del pianeta e riguarda più di 150 milioni di bambini.
 

Per vedere gratuitamente l’intero film, basta registrarsi su Rai play

Il film è liberamente ispirato al romanzo Storia di Iqbal, scritto da Francesco D’Adamo, che riporta la storia vera di Iqbal Masih, un coraggioso ragazzo operaio diventato simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile e che, se non fosse stato ucciso nel 1995, oggi avrebbe 34 anni.
Lo stesso autore ha anche pubblicato Dalla parte sbagliata. La speranza dopo Iqbal. A dieci anni dalla morte di Iqbal, ci fa conoscere le vicende di Fatima e Maria, due ragazze ormai ventenni amiche del ragazzo.

La vita di Iqbal

Iqbal era un ragazzo pakistano che all’età di 5 anni fu venduto dal padre a un fabbricante di tappeti per ripagare i debiti della povera famiglia e costretto a lavorare incatenato al telaio per almeno12 ore al giorno. Dopo alcuni anni, con l’aiuto dell’organizzazione Fronte di Liberazione dal Lavoro forzato (Bonded Labour Liberation Front, BLLF) fondata da Ullah Khan, riuscì a mettere fine alla sua vita in fabbrica. Era il 1993 e Iqbal aveva solo dieci anni!
Cominciò a studiare (voleva fare l’avvocato), a viaggiare per il mondo e a partecipare a eventi internazionali, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dell’infanzia.
«Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite». Questa è una sua frase rimasta celebre.
Qui il discorso fatto da Iqbal a Boston:

Sotto la spinta dell’opinione pubblica internazionale circa 3000 piccoli lavoratori furono liberati dalla schiavitù e molte fabbriche di tappeti furono chiuse dal governo pakistano.
Il giorno di Pasqua del 1995, a 12 anni, Iqbal fu ucciso con un colpo di fucile mentre era in bicicletta; si è parlato della “mafia dei tappeti” ma il suo assassino è rimasto ignoto.
Nel 2000 fu istituito il World’s Children’s Prize, premio conferito a un attivista per i diritti dei bambini e gestito dalla Fondazione no-profit svedese Children's World's Children Foundation (WCPF). Sono i bambini del mondo a votare per quello che ritengono essere un eroe per i diritti dei bambini. Il primo a ricevere (alla memoria) questo premio è stato proprio Iqbal.
In questo video Ehsan Ullah Khan, presidente del Bonded Labour Liberation Front (BLLF), nel 2013 a Genova ricorda Iqbal Masih a Genova
 

Il film di animazione

Il film percorre la vita reale del piccolo pakistano, tralasciando due elementi: l’inizio (la vendita da parte dei genitori al fabbricante di tappeti) e la fine (la morte). Come dire: la realtà c’è tutta (lo sfruttamento del lavoro minorile in condizioni di schiavitù), ma sono stati evitati possibili elementi traumatici per i ragazzi che guardano il lungometraggio.
Lo scorso anno a Rimini si è svolta la 32a edizione del Festival Internazionale del cinema d'animazione, del fumetto e dei games, festival nel corso del quale è stato proiettato il film d’animazione su Iqbal e il regista stesso ha ricevuto il premio Cartoon Club alla carriera. In occasione di tale evento Fuzellier, intervistato, ha detto: “Ci siamo interrogati a lungo sul finale del film e abbiamo scelto questo non solo perché Iqbal è rivolto ai ragazzi […] ma anche perché noi volevamo raccontare una storia entusiasmante, un eroe positivo e tutto ciò che ha fatto Iqbal di positivo l’ha fatto da vivo. Il fatto che l’abbiano ammazzato lo ha trasformato in un martire, ma per noi era importante rendere la straordinarietà di un bambino di dieci anni che parla all’Onu. Data l’importanza del tema e del personaggio eravamo di fronte ad un bivio: o lo trattavamo in modo molto serio o, come abbiamo fatto, lo trattavamo come una favola […] Quando ai bambini in passato si raccontavano le favole con gli orchi lo scopo era dare un avvertimento, mettere in guardia. Nel nostro film l’orco è lo schiavista, colui che lo fa lavorare ai tappeti”.

Un cartone animato molto bello, dunque, con un intento pedagogico. “Il grande pregio di questo lungometraggio, che dovrebbe essere mostrato al numero più ampio possibile di coetanei del protagonista, è quello di affrontare temi importanti ad altezza di sguardo di bambino […] Questo film non è solo utile ma qualcosa di più: è necessario”. 

Così scrive il critico cinematografico italiano Giancarlo Zappoli, direttore responsabile di MYmovies.it . Noi siamo d’accordo, e vi consigliamo di vederlo e di farlo vedere.

Per saperne di più

Ecco alcune recensioni.
 

Silvana Loiero: 20 Novembre 2017 Articoli

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