“Non ci sono più le famiglie di una volta”: Paolo Ragusa e la fragilità educativa

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [T5S6KIET] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [CBVBYFQ4] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [RMWSPSUP] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

“Non ci sono più le famiglie di una volta”: Paolo Ragusa e la fragilità educativa

Una realtà in trasformazione: il parere dell'esperto del CPP (Centro Psicopedagogico) sulle difficoltà di genitori e bambini di oggi

mani bambino adulto famiglia

“È un dato di fatto: oggi con la parola famiglia intendiamo un arcipelago variegato che comprende aggregazioni miste, allargate, omosessuali, monogenitoriali, adottive e così via. La prima sfida, quindi, è quella di saper mantenere lo sguardo su questa realtà in trasformazione, cercando di correggere le fragilità educative che - di volta in volta - possono minare l’autonomia, la serenità e il rispetto delle tappe evolutive dei bambini” spiega Paolo Ragusa del CPP tra i relatori del convegno Dalla parte dei genitori (13 aprile a Piacenza).

La fragilità, un’emergenza tutta contemporanea? “No, padri e madri fragili ci sono sempre stati. La differenza è che, un tempo, ad arginare quella di un padre-padrone o di un genitore evitante, due comportamenti fragili tipici del Novecento, c’era un aggregato sociale più ampio, unito da regole condivise”.
Oggi, invece, afferma Paolo Ragusa, anziché su un implicito sistema di regole, la gran parte delle famiglie nasce su una base eccentrica, nella quale cioè ciascuno trae un ritorno su di sé, di crescita personale, non porta un servizio alla famiglia. “Una volta c’era un 'implicito' socialmente condiviso: la famiglia era il luogo del sacrificio, ci si accostava quasi con spirito missionario. Oggi, invece, è soprattutto un’occasione di realizzazione personale. Ma se il servizio inteso come 'sacrificio', secondo una antiquata visione passiva, rinunciataria e punitiva (specialmente per le donne), è stato giustamente messo da parte, anche l’eccentricità alla lunga è fragilità. Perché nessuna esperienza può adempiere alla piena realizzazione personale se non si rinuncia a qualcosa: la famiglia, ricordiamocelo, è un’esperienza di perdita. È perdita di una parte di sé in favore di un progetto più ampio e altro, anche rispetto alle proprie ambizioni personali. È così che si trasforma in una reale e profonda appartenenza (la gens di antica memoria) e allo stesso tempo di separazione: in una famiglia 'sana' occorre poter sperimentare entrambe le cose”.

Perché la famiglia non è “per sempre” e non è “statica” né immutabile. Perché l’intreccio che ne permette la nascita e la crescita deve poi allentarsi e diventare punto di partenza (e distacco) per i figli. "L’idea che esista una famiglia 'naturale', per esempio, è già un errore. La famiglia è una realtà 'culturalizzata', all’interno della quale le persone portano segni e significati”.
 

Per saperne di più

Convegno nazionale del CPP, “Dalla parte dei genitori”

Di questi e altri temi si discuterà al Convegno Nazionale CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti), il prossimo 13 aprile, presso il Teatro Politeama di Piacenza (via S. Siro 7, informazioni e iscrizioni a questo link). Tra i relatori,  Silvia Vegetti Finzi, Susanna Mantovani, Alberto Pellai, Michele Zappella, Bruno Tognolini e, naturalmente, Daniele Novara e lo staff del Cpp di Piacenza.

Tariffe agevolate per gli abbonati a La Vita Scolastica: quota di 50 € invece di 90 €.
È sufficiente che indichino nel campo “note” del modulo di iscrizione “Convenzione Giunti”.

 

 

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

12 Marzo 2019 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola