"Da Grande Farò": una bambina intervista dieci importanti scienziati

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"Da Grande Farò": una bambina intervista dieci importanti scienziati

Ariel Spini Bauer trasforma il suo interrogativo sul lavoro del domani in un libro pubblicato da Editoriale Scienza, scritto a cavallo tra la fine della scuola primarie e l'inizio della secondaria: "Credere nei sogni e coltivare le passioni". Di Daniele Dei

Ariel Spini Bauer VS

“Cosa farò da grande?”. Tanti bambini si pongono la domanda ma in pochissimi prendono l’interrogativo così tanto sul serio da andare a intervistare dieci personaggi scientifici italiani raccogliendo le loro testimonianze. È quello che invece ha fatto Ariel Spini Bauer, una ragazza di 11 anni che da tre anni, quindi quando stava ancora frequentando la scuola primaria, ha dato vita a un progetto concretizzato nel libro “Da Grande Farò”, pubblicato nel 2019 da Editoriale Scienza, illustrato da Maria Gabriella Gasparri e presentato al Bologna Children’s Book Fair. Un lavoro dunque condotto in continuità tra due cicli di istruzione diversi.

La Vita Scolastica ha incontrato Ariel per sapere come è nato questo libro e per avere da lei un po’ di consigli.

Cosa ti ha spinto a realizzare questo libro?

Fin da piccola mi sono sempre domandata quale lavoro avrei potuto fare da grande. Così cercavo anche di inventarmi dei lavori che non sono mai esistiti. Assillavo di domande i miei genitori e la mia famiglia. Poi un giorno, mentre eravamo a cena, fuori è nata l’idea di questo libro, tramite il quale intervistare dieci grandi personaggi del mondo scientifico - di cui sono sempre stata appassionata - per capire gli aspetti positive e negativi delle varie professioni.

Il tuo lavoro è iniziato alla scuola primaria. Come può un bambino concretizzare un sogno come hai fatto tu?

Per scrivere questo libro ho impiegato quasi tre anni. Ho iniziato alla scuola primaria, a circa nove anni, per terminarlo alla secondaria. Sognare un’avventura del genere è importante. Bisogna inseguire le proprie aspirazioni, se si parte con il presupposto di non riuscirci mai, non arriveremo mai a niente. Come mi ha detto lo stesso Paolo Nespoli: se non avesse sognato di fare l’astronauta non sarebbe mai stato selezionato per andare nello spazio. Bisogna crederci, ovviamente avere anche i mezzi.

Ciò detto, hai un consiglio da dare agli insegnanti?

Gli insegnanti bisogna innanzi tutto che facciano appassionare gli studenti alle materie. Devono aiutare a far emergere la passione e il talento di ognuno, cercando di agire di conseguenza.

Ci sono state delle interviste che ti sono piaciute di più?

Mi sono piaciute soprattutto le interviste all’ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli Finzi, simpaticissima, molto gentile, mi ha fatto sentire a mio agio; all’archeologo Ausilio Priuli, assieme al quale ci siamo divertiti per una mattina intera a cercare incisioni rupestri e a fare laboratori sugli uomini preistorici; alla biologa Elisabetta Dejana, sempre sorridente; infine a Paolo Nespoli, il quale faceva un sacco di battute e gesticolava molto.

L'11 febbraio è stata la giornata delle donne e delle ragazze nella scienza. Il tema del genere in questo settore è ancora molto attuale. Qual è il tuo pensiero, da ragazza, alla luce del lavoro che hai portato avanti?

In questo libro ci sono cinque persone intervistare femmine e altrettanti maschi. Significa che ognuno ha il proprio diritto di inseguire i propri sogni indipendentemente dal genere. Tutte le femmine mi hanno spiegato che hanno superato degli ostacoli proprio per il fatto di essere donne. Io le stimo molto, perché sono riuscite a superare questi ostacoli, inseguendo la loro passione, raggiungendo l’obiettivo prefissato. È per questo che ammiro di più le donne scienziate rispetto ai maschi…

Gli intervistati:

Amalia Ercoli Finzi, ingegnere aerospaziale; Ausilio Priuli, archeologo; Elisabetta Dejana, biologa; Paolo Giordano, scrittore; Paolo Nespoli, astronauta; Piero Angela, giornalista scientifico; Barbara Mazzolai, robotica vegetale; Valter Longo, biologo della longevità; Marica Branchesi, astrofisica; Fabiola Gianotti, fisica. 

Il libro ha la prefazione di Alberto Mantovani, direttore scientifico del IRCSS, Istituto Clinico Humanitas e docente Humanitas University.

Per approfondire:

La scheda sul sito di Editoriale Scienza

Il libro su Giuntialpunto.it

 

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Daniele Dei: 24 Aprile 2019 Articoli

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