Quale grammatica serve davvero?

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Ancora sui risultati INVALSI di quinta primaria. L’analisi delle risposte riguardanti la riflessione sulla lingua pone importanti questioni didattiche. Di Paolo Mazzoli

scrivere scrittura gruppo classe primaria

Nel post precedente ho proposto una prima analisi della Tabella 8B di una quinta primaria, quella con i risultati di tutte le domande di matematica, presenti nella prova Invalsi del 2018. Per “par condicio” propongo ora una lettura della Tabella 8A, quella con le domande di italiano.


Vorrei però limitarmi alle domande di “riflessione sulla lingua” perché pongono interessanti problemi sulla didattica dell’italiano e sul senso dell’insegnamento della grammatica.
Come per la matematica, evidenzio una delle domande dove la classe è caduta di più (la domanda C6, con il 27,2% di risposte errate) e quella con il maggior numero di risposte corrette (la domanda C3, con solo il 4,5% di risposte errate). Ricordo che in queste tabelle le caselle grigie contraddistinguono le risposte corrette.

La domanda C6

Quali competenze richiede questa domanda? Competenze strettamente grammaticali o competenze logiche?
Prima di proporre una mia risposta, vorrei approfittare dell’occasione per accennare a due concetti sui quali è imperniato il paragrafo sulla riflessione sulla lingua presente nelle Indicazioni nazionali del 2012, e ripresi dall’Invalsi nel suo Quadro di riferimento delle prove INVALSI di Italiano: il concetto di “grammatica implicita” e quello, complementare, di “grammatica esplicita”. La grammatica implicita è quella che chiunque possiede per il solo fatto di saper parlare in una lingua. È il possesso di una grammatica implicita, ad esempio, che ci fa avvertire come sbagliata una frase come “Giorgio è andata al mare”. La grammatica esplicita, invece, è quella che si impara intenzionalmente, in modo occasionale o sistematico, e che emerge dalla riflessione sul funzionamento della lingua visto come oggetto di studio.
La risposta di Alice alla domanda C8 denota, allo stesso tempo, il possesso di alcuni elementi della grammatica esplicita, nel nostro caso la conoscenza delle convenzioni ortografiche relative all’uso dell’apostrofo, ma anche il possesso di una buona capacità logica (Alice usa le sue conoscenze sull’apostrofo per dedurne che non si può dire se l’astronauta è un uomo o una donna).
Durante la stesura delle Indicazioni nazionali ci fu un intenso dibattito sull’opportunità di insegnare la grammatica nella scuola del primo ciclo. L’idea di grammatica implicita fu proposta da Tullio De Mauro che raccomandava di non incoraggiare l’insegnamento sistematico della grammatica quanto, piuttosto, di “curare insieme” l’uso della lingua e la riflessione su di essa. In questo modo gli alunni sviluppano una graduale consapevolezza sul funzionamento della lingua avvicinandosi gradualmente verso forme di grammatica esplicita in un processo che si avvia, ma non si completa, nel primo ciclo.

La domanda C3

La domanda C3 è un classico esempio di domanda che non richiede il possesso di termini e regole della grammatica esplicita. Per rispondere occorre però controllare non solo se le frasi proposte “suonano bene”, ma anche se hanno un senso compiuto. La frase “l’insegnante mette i quaderni degli studenti” è formata bene ma non è completa. Nel linguaggio della grammatica valenziale, potremmo dire che la forma verbale “mette” non è accompagnata da tutti gli argomenti necessari, non è “saturata”. Il verbo mettere richiede infatti tre argomenti: il primo è l’argomento soggetto (l’insegnante), il secondo serve a specificare cosa viene messo, il terzo per specificare dove. L’unica frase completa tra quelle proposte è dunque: “L’insegnante mette i quaderni nel cassetto”.

 

Per saperne di più

Prova di italiano - Classe quinta primaria (2018)

Griglia di correzione della prova di italiano – Classe quinta primaria (2018)

Riflessione sulla lingua. Nota esplicativa relativa alla descrizione dei livelli (Grado 8 - 2018)

La grammatica valenziale illustrata da Francesco Sabatini, Carmela Camodeca e Cristiana De Santis

 

 

 

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