Diana non sa se è brava in matematica

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Un video autoprodotto da un gruppo di studenti dell’Università Bocconi spiega perché fare le prove INVALSI può servire anche al singolo alunno. Di Paolo Mazzoli 

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Sul sito del Corriere della sera è comparso un video intitolato Arriva la primavera. Scuola, è tempo di test INVALSI. Cosa valutano e a cosa servono”. Dura due minuti e è realizzato in modo totalmente autonomo da un gruppo di studenti dell’Università Bocconi di Milano.
Vale la pena di vederlo. È indirizzato agli studenti delle ultime classi delle scuole superiori che quest’anno iniziano a svolgere le prove INVALSI. Quelle stesse prove che la scuola primaria fa da tanti anni. Ma gli argomenti proposti offrono diversi spunti validi anche per la scuola primaria che, da sempre, si interroga sull’utilità delle prove sia per i docenti che per i bambini.
Alla domanda: “quali sono i vantaggi dei test per i ragazzi?” risponde il prof. Massimo Anelli facendo un esempio concreto, quello di una studentessa di nome Diana. Supponiamo che Diana abbia buone competenze in matematica e che però frequenti una classe, un po’ anomala, dove sono quasi tutti molto bravi in matematica. Tutti sappiamo che può succedere, così come può succedere il contrario: essere molto carenti in Italiano o in Matematica e capitare in una classe con tanti alunni ancora più deboli.
In questo caso, dice Anelli, svolgendo la prova INVALSI di matematica, Diana si renderà conto delle sue competenze, non più confrontandosi con i suoi compagni, ma con una prova comune a tutti gli studenti italiani della sua età, corretta in modo oggettivo. Dove per “modo oggettivo” intendo in modo tale che ogni alunno ha la certezza di avere lo stesso punteggio di qualsiasi altro alunno che abbia risposto come lui. Ovviamente non può, e non deve, essere così per la valutazione dei docenti che tiene conto del contesto, della storia di ogni alunno e dei personali criteri del docente stesso.
A questa considerazione ne aggiungerei un’altra che forse si adatta ancora meglio alla scuola primaria. Le prove standardizzate devono essere costruite mescolando insieme, in modo meticolosamente equilibrato, i diversi argomenti previsti dalle Indicazioni nazionali e riportati nei Quadri di riferimento INVALSI. Nel caso della Matematica in ogni fascicolo non potranno mancare domande per ciascuno degli ambiti previsti: Numeri, Spazio e figure, Dati e previsioni, Relazioni e funzioni. Questo vuol dire che se Diana fosse convinta di essere una frana in matematica perché si confonde sempre negli esercizi di calcolo, potrebbe invece cavarsela bene in altri ambiti nei quali l’abilità di calcolo non serve, indipendentemente dall’importanza che il suo insegnante attribuisce al calcolo.
Ci sono perfino dei casi in cui l’abilità di calcolo può giocare un brutto scherzo, come ad esempio nella domanda in figura nella quale se ti precipiti a calcolare quanto fa 2,629 : 1,3 e quanto fanno le quattro divisioni presenti nelle risposte ti ritrovi sommerso in calcoli astrusi che non sono affatto necessari per rispondere.

Per saperne di più

Il video di cui si parla in questo post fa parte di una serie denominata “SnackNews” rivolta agli studenti delle scuole superiori per spiegare in modo chiaro e semplice argomenti di attualità.
Questo il link del video sulle prove INVALSI: https://video.corriere.it/scuola-tempo-test-invalsi-cosa-valutano-cosa-servono/e7fbe984-3cdb-11e9-a007-aa95ee5722e6


 

 

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