Le "super-attività” per sviluppare la padronanza in Italiano

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Che importanza dare a un risultato non soddisfacente nelle prove Invalsi di Italiano di quinta primaria? E, volendo intervenire, da dove si potrebbe cominciare? Di Paolo Mazzoli

gruppo classe lettura

Riprendiamo il discorso da dove lo avevamo lasciato nel post precedente e cioè da quelle che potremmo definire delle “super-attività” per sviluppare la padronanza in Italiano (vedi figura) ed esaminiamole una per volta.

 

Lavoro sul testo

Sui benefici della lettura ad alta voce del docente (almeno 2-3 volte a settimana, meglio tutti i giorni, per 15-20 minuti) la letteratura è sterminata. Ne parlano pediatri, neuroscienziati, cognitivisti, pedagogisti e pedagoghi di ogni tempo, educatori, genitori, nonni… Eppure è una pratica molto meno utilizzata di quanto si crede.

Stesso discorso per le discussioni sul testo, a partire da domande aperte come, ad esempio: di cosa parla questo brano? ci sono degli animali che parlano? quale personaggio si fa imbrogliare? Questo racconto fa ridere? perché fa ridere? ecc.

Le attività sull’inferenza possono essere considerate come “sessioni speciali” delle discussioni sul testo. Quando si passa dal “cosa racconta la favola della volpe e il corvo” al “da cosa ti accorgi che la volpe è più furba del corvo?”. Attenzione: non basta chiedere se la volpe è furba, dovremmo cercare di capire in quali parti del testo troviamo la dimostrazione, o almeno l’indizio, che la volpe della fiaba è davvero furba.

 

Espansione del lessico

Le attività di espansione del lessico erano una delle cose che più stavano a cuore a Tullio De Mauro, grande linguista, Ministro dell’Istruzione e, soprattutto, appassionato di scuola. Si possono fare attività e giochi del tipo “cosa potrebbe significare questa parola”, ma anche lavori più raffinati sull’origine delle parole, sui sinonimi (che spesso non sono veramente tali), sulla polisemia (parole che hanno più significati: riso, piano, campo, ecc.), sull’alterazione, la suffissazione, la prefissazione, ecc. Ma forse è proprio il lavoro sulla semantica (cioè sulla scoperta e la “cura” del significato delle parole) che è poco praticato nelle scuole.

 

Completezza della frase

Veniamo alla completezza della frase. Accorgersi se una frase è completa (tecnicamente: se il verbo della frase è “saturato”) è una delle operazioni fondamentali per verificare se un testo “regge” dal punto di vista logico-formale e, in ultima analisi, se è comprensibile. È una verifica di validità linguistica ancora più importante del controllo dell’ortografia e della morfologia.

È fondamentale che di fronte alla frase “l’insegnante si era dimenticato di mettere i quaderni”, ortograficamente e morfologicamente corretta, un ragazzo sia in grado di accorgersi che manca qualcosa di essenziale e possa agevolmente correggerla.

Questo ampio campo di attività può essere impostato adottando due diverse prospettive linguistico-grammaticali. Quella tradizionale che risponde alla domanda: “questa frase è sintatticamente corretta?” e quella valenziale, più profonda e più semplice allo stesso tempo, che risponde alla domanda: “il verbo di questa frase ha tutti gli argomenti che deve avere?”, “la valenza del verbo è saturata?”.

 

Argomentazione

Ultimo step: l’argomentazione. In questo caso mi riferisco all’argomentazione logico-retorica (c’è poi un’argomentazione logico-matematica di cui parleremo a proposito della Matematica), cioè alla capacità di costruire testi logicamente corretti e, nello stesso tempo, di “smascherare”, di “smontare”, testi illogici. È una capacità di grandissima portata culturale e relazionale che gioca un ruolo decisivo nelle più diverse circostanze. La stessa retorica, intesa nel senso della capacità di elaborare testi convincenti e persuasivi, si fonda principalmente su una solida competenza argomentativa. Da dove partire? Ci sono un’infinità di strade. Propongo quattro domande stimolo tratte da un’interessante ricerca condotta a scuola (vedi il riferimento alla fine del post): 1. Gioco dei pro e dei contro; 2. “Persuadi la tua mamma a mandarti al campo estivo” 3. “Mamma, comprami una maglietta” 4. “Compiti a casa sì, compiti a casa no”.

 

Molti si chiederanno: tutto qui? Mi rendo conto che i campi di attenzione che ho appena elencato sono materia conosciutissima nella scuola primaria, o almeno lo spero. Sono però convinto che una delle caratteristiche dei grandi insegnanti della gloriosa storia della scuola primaria italiana è proprio quella di riuscire a lavorare in intensità, piuttosto che in estensione, su questi grandi ambiti della competenza linguistica.

 

Per saperne di più

Silvana Loiero. L’italiano nelle indicazioni nazionali 2012 primo ciclo. Spunti per la costruzione di un curricolo verticale: http://www.ic14bo.it/joomla/attachments/article/32/Loiero%20Italiano%20Scuola%20Dozza.pdf

Il Quadro di riferimento delle prove INVALSI di Italiano: https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/file/QdR_ITALIANO.pdf

Nada Dario, Ca’ Foscari, “La pratica argomentativa nella scuola primaria”: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siref/article/view/630/610

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