Pace

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [sso_global_sid] => sktlmim2agq99gqokvigdd7r97
    [sso_expires] => 1542727250
    [cmg_users] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => -3
        )

    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [NXRY3ECE] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [ZPJ5731I] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [MLWL7WAT] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Piste di lavoro sull’articolo 11 della Costituzione.

Illustrazione di Andrea Rivola

Illustrazione di Andrea Rivola, dall'interno del libro Se vuoi la pace, della collana La Costituzione nello zainetto.

L’articolo 11 della Costituzione recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Alla base di questo articolo, che come l’intero documento è stato scritto dopo la disastrosa esperienza della Seconda Guerra Mondiale, c’è il rifiuto assoluto della guerra come strumento di offesa, anche quando ci sia la giustificazione di aiutare a risolvere con la forza i conflitti altrui. E c’è l’impegno ad aiutare le organizzazioni internazionali che nascono per diffondere la cultura della pace, prima tra tutte l'Europa (la Comunità Europea fu fondata per favorire pace e alleanza tra le diverse nazioni); poi l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), l’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia), che si occupa della tutela dei diritti dei bambini nel mondo, e tante altre.

Resta aperta invece la possibilità di ricorrere a una guerra di difesa e di partecipare a missioni autorizzate da organismi internazionali in difesa di popolazioni perseguitate.

  • Nel leggere questo articolo, spieghiamo ai bambini che, come ogni altro, anche questo si ispira ai principi e valori che sono alla base della Costituzione: il principio di uguaglianza, la tutela dei diritti, tra cui quello della libertà, e valori quali la dignità e il rispetto.
  • Sottolineiamo che la pace si alimenta di un esercizio quotidiano di rispetto e cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente. La responsabilità di garantire e promuovere la pace è affidata a ciascuno di noi, fin dalle piccole azioni.

 

Piste di lavoro per i più piccoli

  • Giocando si impara la pace

Tutti i bambini, nel loro processo di socializzazione, affrontano conflitti che devono imparare a gestire. Se non riescono da soli a risolverli, possiamo intervenire come mediatori aiutandoli ad esprimere ragioni e sentimenti, a trovare vie di uscita, ad attribuire ai vari attori del conflitto le giuste responsabilità. È interessante la funzione del gioco sociale, che consente ai bambini di misurarsi con i coetanei, cercando il riconoscimento pubblico delle proprie capacità, senza che l’affermazione di uno comporti la distruzione degli altri. Il gioco permette anche di vivere nel tempo alternativamente il ruolo di vincitori e di vinti; e ancora di accettare liberamente di sottostare a delle regole per il piacere di giocare. Sono stimoli che educano all’autocontrollo, alla flessibilità, al rispetto degli altri e delle regole, a stabilire alleanze tra pari. Le piste sono davvero infinite: basta offrire ai bambini tempi, spazi e occasioni per i loro giochi e aiutarli a giocare.

  • C’era una volta…

“Il mio nome è Jasmina
Il destino mi vuol clandestina
Se mi incontri specchiamoci a fondo
Siamo tutti finestre del mondo.”
(da Se vuoi la pace, Giunti 2016)

Cogliamo l’occasione di essere tanti e tutti diversi, per conoscerci e confrontarci, per esprimere opinioni e per ascoltare quelle altrui, per scoprire i luoghi di provenienza e le tradizioni di ciascuna famiglia, per assaggiare suoni di lingue diverse e sapori di tante ricette. Chiediamo a ogni bambino una piccola fiaba che si racconta a casa e costruiamo un piccolo libro con queste fiabe illustrate dai bambini.

Piste di lavoro per i più grandi

  • Ho visto alla tele…

Per educare alla pace dobbiamo necessariamente affrontare con i bambini il tema della violenza e delle tante forme in cui si manifesta: fisica, verbale, psicologica, basata sulla restrizione delle libertà o sulla privazione delle risorse. Notizie e immagini rimbalzano sui media senza rispetto per i bambini che guardano e spesso non possono capire, contestualizzare, difendersi. Davanti ai loro occhi passano immagini di piccoli abbandonati, sfruttati, colpiti dalla guerra o dal terrorismo, sfiniti o uccisi dai viaggi delle migrazioni. Aiutiamo i bambini a raccontare ciò che hanno visto e che li ha turbati, e quando sia possibile cerchiamo di contestualizzare e approfondire le informazioni spesso confuse che ne ricevono. Approfondiamo una di queste storie, esemplare quella di Malala Yousafzai, aiutandoci con i libri, il film e le interviste, per offrire un percorso che permetta di elaborare la paura spaesata.

  • Ma l’Italia è unita?

Vi propongo una piccola indagine sugli stereotipi che connotano le regioni italiane, seguendo lo spunto che ci suggerisce la mappa degli stereotipi europei elaborata dall’artista bulgaro Yanko Tsvetkov.
Disegniamo una cartina muta dell’Italia con le sue regioni e, chiedendo ai bambini di farsi aiutare dai genitori, raccogliamo gli stereotipi che circolano. Ad esempio: Liguri tirchi, Piemontesi falsi e cortesi, Sardi fieri e testardi, Campani chiassosi e imbroglioni…
Analizziamo gli stereotipi raccolti, facendo notare che sono generalizzazioni facilmente smontabili anche in base alle conoscenze dirette che i bambini possono avere (amici, familiari…). È facile purtroppo passare dagli stereotipi ai pregiudizi, che aprono la porta a forme di razzismo vero e proprio.

Per saperne di più

      

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola