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Una guida per la lingua dello studio

Il Consiglio d’Europa ha raccolto in una guida, ora tradotta anche in italiano, spunti di riflessione e strategie per la costruzione della padronanza della lingua dello studio alla primaria. 

di Redazione GiuntiScuola07 novembre 20161 minuto di lettura
Una guida per la lingua dello studio | Giunti Scuola

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Quando gli alunni entrano a scuola vivono un vero e proprio “salto discorsivo” negli usi della lingua. L’italiano che ascoltano e leggono in classe è lingua di comunicazione quotidiana, ma anche lingua veicolare per apprendere contenuti e conoscenze. Sono soprattutto i bambini e i ragazzi nuovi italiani, poco esposti fuori dalla scuola agli usi più formali della lingua, a incontrare spesso difficoltà nell’appropriazione della lingua scolastica.
Quando entrano a scuola, gli alunni non italofoni apprendono in realtà molte lingue nello stesso momento: l’italiano informale dei pari, la lingua scritta, il lessico e le retoriche disciplinari, le parole e le forme della comunicazione scolastica e formale.
Una Guida, elaborata dal Consiglio d’Europa, ora tradotta anche in italiano ( La dimensione linguistica di tutte le discipline. Guida per l’elaborazione dei curricoli e per la formazione degli insegnanti , Consiglio d’Europa 2015, disponibile sul sito http://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/index/ , offre spunti di riflessione, suggerisce strategie e appropriate indicazioni operative per la costruzione della padronanza della lingua dello studio nel ciclo primario.
A partire dalla consapevolezza che questo compito riguarda tutti gli insegnanti di tutte le discipline: “Gli insegnanti di tutte le discipline scolastiche devono essere sensibilizzati alle sfide poste dalla necessità di aiutare i loro alunni ad acquisire le competenze linguistiche richieste dalle loro discipline”.

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