Tra web e interculturalità: il progetto Giufà

GIUFÀ è un progetto educativo che si rivolge alla scuola, incentrato sul tema della fiaba e sui personaggi-ponte tra culture diverse. Il progetto integra educazione all’interculturalità e uso delle tecnologie multimediali, per costruire nuovi “ponti”. Il racconto di Michela Zapparoli.

di Michela Zapparoli · 18 ottobre 2016
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18 Ottobre 2016 Argomento: Sesamo didattica interculturale , autore: MIchela Zapparoli
 
 
 

Il progetto

Giufà è un progetto educativo cha fa parte della mia tesi di Laurea Magistrale di Design della Comunicazione, svolta presso l’università del Politecnico di Milano nell’A.A. 2015/16 (relatore di tesi: Prof.ssa Dina Riccò).
Il progetto si rivolge alle scuole primarie e secondarie di primo grado e si propone di facilitare l’inserimento degli alunni stranieri nelle classi, coinvolgendoli insieme ai compagni in un percorso di attività interattive e stimolanti che prevedono l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Tramite i dispositivi digitali i ragazzi possono ascoltare lingue e suoni ed intrattenersi in letture e mini-giochi che vedono come protagonista il noto personaggio-ponte presente nel patrimonio favolistico di molti paesi del Mediterraneo: Giufà.

Il sito web realizzato si può considerare il nucleo principale del progetto e il “contenitore” delle attività: al suo interno si trovano tutti i materiali utilizzabili gratuitamente e le indicazioni utili all’insegnante per procedere e guidare il laboratorio.
Il sito è consultabile all’indirizzo www.lastoriadigiufa.com .

Un personaggio-ponte fra mondi e culture collocato nel presente

Come è risaputo, gli aneddoti di Giufà fanno parte del filone della narrativa orale araba e sono molto conosciuti e diffusi in tutta l’area del Mediterraneo. Ciò ha fatto sì che Giufà sia considerato un personaggio-ponte fra culture diverse, con varie potenzialità didattiche nell’ambito di attività di tipo interculturale.
In occasione della realizzazione del progetto, ho cercato di dare un’identità visiva univoca a questo personaggio dalle molteplici personalità (la sua caratteristica principale è la doppiezza) che vive in contesti e in epoche differenti.
Il “nuovo” Giufà appare come un ragazzino vestito con abiti dei nostri giorni, vive nel tempo presente ed ha all’incirca dieci anni di età. Ciò che lo contraddistingue in ogni situazione è un cappellino rosso con la visiera che gli dona un’aria simpatica e burlona. Talvolta lo troviamo munito di cartella per la scuola, talvolta di un fagotto, a volte lo vediamo a bordo di un’auto, ma è pur sempre lui calato in diversi contesti: se lo si osserva attentamente non è difficile riconoscerlo.
Il percorso da svolgere consiste in un viaggio alla scoperta delle origini di questo personaggio un po’ furbo e un po’ sciocco , che per sua natura riesce a rappresentare il genere umano in tutte le sue sfaccettature.
Conoscere la storia di Giufà è un po’ come andare alla scoperta di ciascuno di noi, permettendoci di accogliere l’esperienza dell’altro facendola nostra: è esattamente in questo processo che risiede il suo potenziale educativo.

Mappa che evidenzia i paesi del Mediterraneo in cui si tramandano le storie di Giufà (a sinistra) e schema che mostra il personaggio vestito in abiti tradizionali (a destra).

Un percorso plurilingue e tre attività

Tutto il materiale necessario per lo svolgimento delle tre attività previste dal percorso é reperibile sul sito www.lastoriadigiufa.com. è sufficiente quindi per l’insegnante dotarsi di connessione Internet e della lavagna luminosa LIM per proiettare e navigare il sito web in presenza dei ragazzi.

  • La prima attività è chiamata “La storia di Giufà” e consiste nella lettura di una storia interattiva che introduce il personaggio alla classe. Il racconto è ambientato nel tempo presente e narra di quando Giufà, dopo il suo lungo viaggio in giro per il mondo, arriva in una nuova scuola e si presenta ai suoi nuovi compagni.
  • La seconda attività è chiamata “In viaggio con Giufà” ed è anch’essa da svolgere al computer usando la LIM come proiettore. La pagina web scorre orizzontalmente simulando il viaggio nel tempo e nello spazio; cliccando sui personaggi che si incontrano si apre un racconto in doppia lingua con la riproduzione vocale dei testi. É consigliabile chiedere agli alunni stranieri di leggere i testi in lingua.
  • Infine la terza attività, “Anch’io come Giufà” , consiste in un gioco di gruppo da scaricare e stampare, finalizzato a far riflettere ulteriormente gli alunni sulle tematiche affrontate.

Nel maggio 2016 il progetto Giufà è stato sperimentato con agli alunni della classe 2°A della scuola media “A. Fiori” di Formigine (Mo), insieme alla prof.ssa Loretta Marabini, docente di italiano che ha guidato insieme a me lo svolgimento del percorso educativo.
Le fotografie che seguono sono parte della documentazione dell’esperienza . Il lavoro in classe è stato molto positivo, ed è stato inoltre utile per valutare e migliorare alcuni aspetti del progetto, in vista di poterlo utilizzare in altre scuole per la valorizzazione del plurilinguismo e l’ educazione interculturale.

I ragazzi della scuola media “A. Fiori” di Formigine (Mo) mentre svolgono il progetto Giufà .

Fare intercultura con i “nativi digitali”

Per sensibilizzare i ragazzi nel modo corretto ritengo non sia sufficiente presentare loro l’altra cultura in termini di usanze, storia e folklore, ma occorre appassionarli, coinvolgere la loro sfera affettiva e non solo cognitiva durante il processo di apprendimento. Raggiungere questo obiettivo non è così immediato: è importante che un progetto di inclusione scolastica sia ben studiato e ben strutturato affinchè ottenga i risultati sperati.
Pertanto in un progetto educativo che si serve delle ICT penso non vadano trascurati alcuni importanti aspetti, non soltanto contenutistici, dai quali dipende la sua buona riuscita. Mi riferisco innnanzitutto alla forma visiva dell’artefatto che deve risultare accattivante e adeguata sia al supporto che all’utenza. Ciò implica una collaborazione tra esperti nel settore dell’insegnamento e nel settore della progettazione grafica e del web; solo in questo modo si potranno sfruttare al massimo le potenzialità che offrono le tecnologie multimediali.
L’esperienza nella classe della scuole media A. Fiori ha dimostrato inoltre che la possibilità di ascoltare le storie tramite la LIM e di coinvolgere i compagni stranieri nella lettura è risultata un ingrediente fondamentale ai fini del coinvolgimento. In classe si è creato un clima molto bello e tutti i ragazzi si sono sentiti parte del gruppo.
Il computer e la LIM possono infatti essere strumenti molto utili per suscitare entusiasmo ed interesse. Contribuiscono alla realizzazione di un contesto idoneo allo svolgimento delle attività avvicinandosi all’esperienza dei cosiddetti “nativi digitali” che è molto legata al visivo e apprezza maggiormente tutto ciò che è rappresentato visivamente.

Alcuni dei commenti dei ragazzi della scuola media “A. Fiori” di Formigine (Mo) sul progetto Giufà.

 
 
 
docente

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