Tempo pieno, Ramadan e laicità della scuola pubblica

Come conciliare i ritmi della scuola a tempo pieno con i bambini che vogliono seguire il digiuno del Ramadan? E come rispettare i precetti religiosi e la laicità dell'istituzione scolastica? A cura del comitato genitori "Casa del Sole".

di Redazione GiuntiScuola · 07 giugno 2017
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Da alcuni anni gli insegnanti hanno notato un abbassamento dell'età in cui i bambini iniziano a seguire la pratica del Ramadan . Si è posto così il problema di aprire un dialogo con le famiglie, soprattutto con le mamme di questi bambini.
Nel parco in cui ha sede la scuola è attivo un progetto decennale dell'associazione “Amici del Parco Trotter” denominato Paroleingioco , all'interno del quale è presente uno Spazio di Socialità, co-progettato con le mamme italiane e non italiane. Un luogo protetto, inclusivo e rispettoso. Qui le donne hanno avuto modo, con una certa emozione, di raccontare cos'è per loro il Ramadan e come lo vivono nei loro Paesi di origine e di scambiare le loro esperienze con gli insegnanti.
Di fatto, la scuola italiana non è ancora attrezzata per conoscere e gestire la presenza di altre fedi , nonostante le Linee Guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri del MIUR del 2014 e fermo restando il principio della laicità della scuola.
Anche tra i genitori italiani c'è chi ha idee differenti: qualcuno pensa che la scuola debba essere laica e non ci sia spazio per richieste di questo tipo; altri pensano che vadano rispettate le tradizioni di tutte le religioni; altri ancora che in realtà la scuola non sia laica visto che si propone l'insegnamento della religione cattolica.

Tempo pieno e digiuno

Nel caso del Ramadan, ci sono poi una serie di problemi pratici. Gli insegnanti sono preoccupati dal fatto di avere i bambini digiuni per ore a scuola , di dover separare i bambini a digiuno dagli altri nel tempo mensa, che è comunque un momento educativo collettivo di grande importanza. Si chiedono se sia preferibile la scelta di riportare i bambini a casa per due ore, per poi tornare a scuola, come hanno proposto alcune mamme musulmane.
Il dibattito è aperto, anche perché nei prossimi anni il mese di digiuno sarà sempre più compreso dentro il calendario scolastico e la scuola dovrà trovare delle proprie linee di condotta, che riescano a coniugare il rispetto per una religione con i propri principi pedagogici.

Bambini e Ramadan

Oltretutto ogni famiglia musulmana vive il Ramadan in maniera molto diversa: alcune fanno interrompere il digiuno a bambini e ragazzi se ci sono esami a scuola, oppure quando i centri estivi prevedono molte pratiche sportive e all'aperto: Altre invece preferiscono rinunciare a certe attività, se non sostenibili con la pratica del digiuno.
Questo argomento è stato ripreso anche dalle più alte cariche musulmane con le “Indicazioni dell'associazione degli Imam e delle guide religiose in Italia in merito al digiuno dei bambini nel mese del Ramadan” , molto aperte rispetto all'adempimento al digiuno da parte dei bambini. Gli Imam, citando i riferimenti coranici, invitano i genitori ad abituare i figli al digiuno gradualmente, a non metterli in difficoltà e a valutare di poter sospendere il digiuno, anche per motivi scolastici, recuperando i giorni durante l'anno. Questo sia in età di obbligo religioso sia prima.

L'inizio di un percorso

Con il confronto avvenuto in questi giorni è stato posto il seme di un percorso innovativo di scambio tra genitori, che continuerà nel quotidiano laboratorio di cittadinanza della nostra scuola anche con strategie nuove e condivise. Nel frattempo, tutte insieme, le donne hanno festeggiato l'avvento del Ramadan, prima dell'inizio del digiuno, ritrovandosi al centro multiculturale per un pranzo condiviso.