Salutarsi al tempo della “scuola senza scuola”

Un diario per ricordarci questi mesi, l'ultimo giorno a distanza: fine di un anno scolastico con i progetti per settembre

di Angela Maltoni · 10 giugno 2020
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Ogni conclusione di anno scolastico si porta dietro un sottile velo di nostalgia e di tristezza. Si ripensa a quel che si è fatto ma anche – e a me succede spesso – a tutto quello che si avrebbe voluto fare.

Tirare le fila di un percorso, in tempi di “scuola senza scuola”, è davvero difficile. Anche per l a mancanza dei saluti e degli abbracci e di tutti quei riti che accompagnano la fine delle lezioni: revisione e rilegatura dei quaderni, raccolta degli elaborati e la festa finale.

“Dimmi cosa ti piace”

Quest’anno per congedarci ho proposto la video lettura del bellissimo albo illustrato Chiedimi cosa mi piace di Bernard Waber, illustrato da Suzy Lee per Terre di Mezzo.

Dopo una veloce discussione ho chiesto ai bambini di scrivere un breve testo con le loro cose preferite. Mi ha colpito quello che alcuni hanno scritto:

“a me piace giocare, andare a scuola e al parco giochi”

“mi piace giocare con gli amici”,

“leggere insieme in classe nell’angolo morbido”

perché fa emergere nitidamente la mancanza della scuola e della routine quotidiana che porta con sé.

Diario di uno strano anno scolastico

Un’altra attività in divenire e che impegnerà i bambini anche durante il periodo estivo è la creazione di una sorta di libro/diario in cui confluiscano i ricordi di un anno scolastico interrotto bruscamente il 21 febbraio con uno spettacolo teatrale.

Ne abbiamo discusso tra noi – collegati con pc, tablet e cellulari – e se da un lato è balzata evidente la semplicità e naturalezza con cui sono venuti fuori i ricordi dei mesi trascorsi a scuola, dall’altro è affiorata una certa nebulosità rispetto al lungo periodo segnato dalla DaD.

Nei nostri incontri quotidiani non sono tuttavia mancati i momenti significativi, come la prima volta che siamo riusciti a rivederci tutti insieme su una piattaforma che ci ha permesso di dialogare in diretta, oppure i bei video-libretti realizzati con alcuni dei loro elaborati più significativi.

L’ultimo giorno a distanza

Particolare è anche l’ultimo giorno di scuola, che per forza di cose non vedrà i giochi, le canzoncine e la festa di congedo con i genitori.

Per l’ultimo atto di questo strano anno scolastico ho pensato di proporre a ognuno un disegno : una scritta di saluti – anche nelle loro lingue madri – da portare a scuola a settembre, che andrà a comporre un cartellone per abbellire l’aula completamente spoglia dopo la sanificazione.

Un bel sorriso e il suono della campanella

Sempre per terminare l’anno ho pensato di chiedere ai bambini di farsi fotografare mentre sorridono , per poter poi realizzare un poster che sostituirà la rituale fotografia di fine anno. La festa, anche se a distanza, ci sarà comunque e avrà il suo culmine con il suono della campanella, un po’ come se fossimo a scuola.
Tutti in quel momento penseremo a settembre, con l’auspicio di poter tornare alla normalità.

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