Per una cittadinanza scientifica

La scienza dovrebbe essere parte della nostra cultura condivisa. Perché è tanto importante che le informazioni si trasformino in vera conoscenza e desiderio di partecipazione per costruire cittadini attivi e democratici? La storia di Lena, e un invito a "incontrarla" a Roma.

di Redazione GiuntiScuola · 09 gennaio 2016
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Nomos è una collana storica di Sinnos che intende, a partire dagli articoli della nostra Costituzione, offrire strumenti utili per crescere cittadini consapevoli e partecipanti. L’ultimo volume della collana riguarda la cittadinanza scientifica , è stato scritto da una fisica, Maria Nicolaci, e potrebbe essere utilizzato dagli insegnanti di scienze a scuola per affrontare temi davvero urgenti e attuali come l'ecosostenibilità, il rispetto dell'ambiente, il clima, l'alimentazione .

Una delle idee centrali del testo è che non occorre essere esperti scienziati per coltivare la cittadinanza scientifica. La conoscenza critica, approfondita, dei temi elencati sopra, infatti, dovrebbe consentire a tutti di valutare quel che accade e non subire passivamente le decisioni di politici, governi, pubblicità o mode. Infatti la protagonista del libro, Lena, non è una ragazza speciale o con particolari genialità nell'ambito delle scienze. È, semplicemente, una ragazza sveglia e curiosa che sta crescendo in un mondo in cui il bisogno di essere informati, di essere coinvolti e di poter partecipare stanno diventando così importanti da assumere il profilo di autentici e imprescindibili diritti.

La cultura scientifica come chiave per un futuro migliore

La scienza è, o meglio, dovrebbe essere, parte della nostra cultura condivisa. Perché allora, come capita a Lena, non ci viene voglia di dire la nostra su alcune questioni “scientifiche”, e quotidiane al tempo stesso, che ci coinvolgono profondamente? Salute, clima, ambiente, tecnologia, trasporti, energia, alimentazione per dirne solo alcune. Le scelte che i nostri governi faranno nei prossimi decenni potrebbero determinare il futuro della dell’ambiente che ci circonda. E questo lo abbiamo visto recentemente, con le scelte fatte sul clima a Parigi . Per chi come noi vive nella società della conoscenza, una società in cui la scienza e il governo della scienza giocano un ruolo così delicato e importante, una delle sfide da vincere al più presto è di costruire un futuro desiderabile in cui la scienza non sia a vantaggio di pochi o di alcuni, ma dell’intera umanità.
Proprio per questo è necessario che il governo e la gestione della scienza sia tale da salvaguardare sia il principio della partecipazione democratica alle scelte , sia il principio della libertà di ricerca . Non è facilissimo: l’equilibrio da raggiungere è delicato, ma spirito critico, informazione, conoscenza e partecipazione sono gli ingredienti principali per diventare cittadini maturi e consapevoli, cittadini “scientifici” se vogliamo.

Tre virtù per costruire democrazia

Perché la scienza non rimanga territorio per soli scienziati, tutti dobbiamo avere un’idea dei suoi principi basilari. Per raggiungere questo obiettivo, le informazioni dovrebbero diventare, sempre più, corrette e a portata di tutti. Ma anche questa conquista non sarebbe sufficiente. L’informazione infatti non è conoscenza . Per trasformarla in conoscenza, occorre modellarla con altre capacità:

  • la capacità di argomentare e il senso critico, che certamente non si sviluppano seguendo in solitudine un talk show sprofondati nel divano;
  • la capacità di ascolto, delle informazioni e delle idee altrui;
  • la tolleranza e il rispetto per le opinioni di chi ci sta accanto;
  • la maturità per riuscire, eventualmente, a cambiare idea dopo aver compreso meglio, ascoltato e chiacchierato è un cammino che vale la pena di percorrere.
  • la capacità di negoziare, o meglio, la capacità di trovare di comune accordo una possibile intesa tra diversi modi di intendere la realtà, per riuscire, dopo uno scambio reciproco e autentico, a conciliare posizioni diverse.

Per sintetizzare, abbiamo bisogno di tre virtù per fare veramente parte della nostra democrazia e costruirla attivamente ogni giorno: la virtù civica, quella di governo e quella cognitiva . Lena, nelle pagine di questo libro, viene coinvolta attivamente in un’esperienza di educazione civica e scientifica perché domani sarà una cittadina migliore se crescerà nella consapevolezza dell'importanza della divulgazione della scienza per una cittadinanza europea attiva e consapevole. E, come Lena, vorremmo che tutti i nostri ragazzi venissero abituati a non fermarsi in superficie ma a prendere parola con consapevolezza e conoscenza.

Per continare a parlare di questi temi e per saperne di più, vi invitio a Roma il 14 gennaio presso la libreria L’Altracittà (via Pavia 106) . L'autrice di Lena e la cittadinanza scientifica parlerà del libro con Giovanni Moro, presidente della Fondazione Cittadinanza Attiva, e con tutti coloro che potranno partecipare. Vi aspetto!

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