Per accogliere bisogna sentirsi a casa

È tempo di accoglienza. Tempo di riprendere o tessere i fili di relazioni buone e di predisporre condizioni positive per l’apprendimento di ogni bambino e ragazzo. Ma, per poter accogliere, anche gli insegnanti – “vecchi” o “nuovi” che siano – devono sentirsi a loro volta accolti e sentirsi parte del contesto educativo che è anche la loro casa

di Graziella Favaro · 31 agosto 2019
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Buon anno scolastico a tutti gli insegnanti che accolgono con attenzione e competenza: ai docenti di nuova nomina che cominciano un’avventura appassionante e coinvolgente e a coloro che riprendono un cammino già iniziato!
 

Buona ripartenza a tutti e buona accoglienza per tutti, grandi e piccoli!       

 

Anche gli insegnanti possono essere spaesati

Il tema e le azioni dell’accoglienza dei bambini e dei ragazzi – i piccoli che iniziano il cammino e coloro che lo riprendono dopo la pausa estiva – sono al centro dei discorsi e delle proposte di questi giorni. Il rito del nuovo inizio consegna un messaggio positivo, inaugura il cammino insieme, costruisce le condizioni per sentirsi parte di un gruppo, di una classe, di una comunità.  Ma anche gli adulti hanno bisogno di essere accolti; hanno bisogno  di riti che facilitino l’entrare a far parte di un “cerchio caldo”, di un gruppo di lavoro. Non si può accogliere se chi accoglie non  si sente a casa, se non si conosce   e condivide  il luogo, il tempo, le regole e le opportunità del nuovo contesto.

Come succede agli alunni,  anche gli insegnanti infatti possono sentirsi spaesati nella nuova scuola perché di nuova nomina o  perchè trasferiti da altri contesti. Succede a volte che capitino in città e scuole lontano dal luogo di residenza di cui poco sanno  e di cui ignorano la storia esplicita e gli eventi che le caratterizzano. Con il tempo, il disorientamento iniziale si attenua e si individuano punti di rifermento e ancoraggi.  Ma forse sarebbe il caso di rendere esplicita e ordinaria  la fase di accoglienza dei docenti e organizzare il rito del racconto di una biografia collettiva.

 

Racconto di scuola: una biografia collettiva per immagini e parole  

Raccontare la scuola, i cambiamenti  intervenuti nel tempo,  tratteggiare la comunità in cui a scuola si trova ad agire,  delineare a grandi linee i ritratti dei bambini e dei genitori che la abitano: sono azioni e attenzioni  importanti per accogliere, scambiare, condividere. Servono certamente ai nuovi insegnanti, ma  sono riti di ripartenza utili e importanti anche per chi nella scuola ci sta da tempo,  l’occasione per fermarsi un momento e ripercorrere il cammino fatto finora e prefigurare le tappe a venire.

I primi giorni del nuovo anno possono allora prevedere un momento collettivo dedicato al racconto della scuola, alla condivisione e allo scambio, organizzato attorno a temi quali:  

  • i cambiamenti negli ultimi anni e i dati;
  • le caratteristiche della comunità e del quartiere;
  • i nodi critici e i punti di forza;
  • le collaborazioni con il territorio;
  • i progetti in atto…

Un progetto promosso dal MIBAC  dal titolo “Da un oggetto racconto la mia scuola” invita gli alunni a narrare la loro scuola a partire da un oggetto, un’immagine, un documento… (www.movio.beniculturali.it). Possiamo  riprendere questa sollecitazione e intrecciare lo  sguardo degli adulti (insegnanti e genitori) con quello dei bambini e dei ragazzi.    

Il tempo della ripartenza è anche l’occasione per condividere e mettere in comune proposte, strumenti, materiali.  Oltre a rendere esplicito il racconto sulla scuola, in questa fase di avvio,  è importante anche  orientare i docenti neo accolti a conoscere e usare le risorse già presenti nella scuola: i materiali didattici prodotti e sperimentati, i progetti  e le azioni  realizzate ed efficaci, i testi disponibili e le indicazioni che hanno funzionato… Per la scuola multiculturale e l’accoglienza degli alunni neoarrivati, è un buon esempio di collaborazione e generosità il Toolkit per l’accoglienza degli alunni neoarrivati , curato da Arcangela Mastromarco e messo a disposizione di tutti sul sito: www.icgiacosa.edu.it.   

 
 
 
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