Oggi sono felice!

Lavorare sulle emozioni in classe, valorizzando le lingue e i vissuti di tutti i bambini. Riconosciamo la paura, la tristezza, la rabbia. Ma diamo spazio e facciamo durare anche e soprattutto la felicità e i desideri.  

di Angela Maltoni · 01 dicembre 2015
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Felicità VS tristezza

Nella pratica didattica accade abbastanza spesso di affrontare il tema delle emozioni concentrandosi soprattutto su quelle negative – la paura, la tristezza, la rabbia – perché, purtroppo, occupano una parte significativa della nostra vita e di quella dei bambini. Da insegnante che ogni mattina, durante l’attività di conversazione nell’angolo morbido, si trova ad ascoltare gli stati d’animo che in quel momento particolare della giornata affiorano nella mente dei miei alunni devo dire che non sempre sono positivi. I bambini oggi vivono in una realtà estremamente complessa che li porta ad assorbire dall’ambiente circostante molte negatività. Per questo motivo mi piace proporre – o quantomeno ci provo – attività legate alla felicità, e ad ogni “sono triste” chiedo subito cosa potrebbe in quel momento renderli felici.

Una lettura interessante, che faccio soprattutto con i più piccoli, è Felicità di Alison Mcghee dove, attraverso semplici illustrazioni, i bambini vengono condotti alla scoperta di quelle piccole cose che possono far felici davvero con poco, anche saltando dentro una pozzanghera. La discussione solitamente nasce da una domanda: “Sapete spiegarmi cos’è la felicità?”.

Le risposte sono sempre interessanti anche se, essendo piccoli e in qualche modo ancora sotto l’influenza del testo appena letto, il più delle volte risultano impossibili da realizzare, come ad esempio volare . Parallelamente, riportandoli con “i piedi per terra”, è bello farli riflettere su come trovare la felicità nelle piccole cose quotidiane. Qui viene in aiuto un piccolo albo illustrato edito da Giunti Junior, Oggi sono contento , che in classe prima fornisce lo spunto per scrivere ogni giorno sul quaderno di lingua “Oggi sono…”, destinato – giocando in modo naturale con le similitudini – a diventare col passare del tempo “Oggi mi sento come…”.

Come si dice “sono felice” nelle altre lingue?

Il lavoro sulle emozioni positive lo faccio anche nelle varie lingue della classe , in particolare lo spagnolo, lingua prevalente, e sul quaderno di plurilinguismo adottiamo una striscia con le varie emozioni da colorare a seconda della sensazione del momento. Sempre nelle attività in lingua spagnola propongo la lettura di Oda al dìa feliz ”di Pablo Neruda che ben si presta al coinvolgimento della classe nella ricerca del significato e nella traduzione collettiva, quest’ultima condotta attivamente dai bambini madrelingua.

Il valore delle piccole cose

Per far riflettere i più grandi sull’importanza di apprezzare le piccole cose di tutti i giorni, compresi quegli attimi di felicità che “c'è chi non sa riconoscere”, in terza propongo il libro di Beatrice Alemagna La gigantesca piccola cosa ” (da cui è tratto il corsivo sopra riportato), che aiuta molto in questa ricerca per la delicatezza, le grandi immagini colorate e le pochissime parole contenute. Dopo la lettura si è deciso tutti assieme di “mettere a dimora” in un vaso i momenti felici di ciascuno racchiusi in tanti foglietti colorati.

Natale: un momento carico di emozioni

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, durante la nostra riflessione mattutina emergono con più frequenza rispetto ad altri momenti dell’anno sentimenti di tristezza e disagio legati all’assenza di un genitore, alla lontananza dal paese d’origine, al desiderio di rivedere una persona cara che vive lontano. In questo frangente, complice il nostro amico immaginario Mago dell’Armadio , propongo letture legate a questi temi, tutte in chiave gioiosa e comunque “scaccia-tristezza”. Tra i miei preferiti per i bambini di prima e seconda – proposto pochi giorni prima delle vacanze di Natale – il libro di Gino Alberti Il pacchettino rosso , regalato dal Mago logicamente fasciato in una carta rossa. Un testo tenero e pieno di poesia che ha suscitato grande curiosità ed emozione nei bambini, e li ha portati a discutere su cosa potrebbe renderli felici nei giorni di festa. Nello scorso ciclo ho scelto di proporre questo lavoro in quinta, per cercare di capire quanto una maggiore maturità e una crescente consapevolezza di sé avesse in qualche modo affinato le loro scelte.

Sono venute fuori frasi molto significative che, illustrate e poi montate in una presentazione, hanno fatto da filo conduttore alla festa natalizia con i genitori. I bambini, e questo lo sappiamo, si accontentano di cose semplici ma hanno anche le idee chiare su cosa significhi trascorrere momenti felici. La domanda era: “Cosa vorresti a natale per essere felice?”. Significative le risposte: vedere la famiglia riunita in pace e senza rancore; che tutte le persone del mondo possano essere felici almeno per un giorno; poter ricevere in dono un animaletto ; trascorrere un’intera giornata tenendosi per mano con gli amici.

Un attimo di riflessione

Ogni volta che affronto tematiche di questo tipo mi ritrovo poi a riflettere su quanto i bambini, anche molto piccoli, abbiano le idee chiare e come i loro pensieri – una volta “ripuliti” dagli stereotipi che li circondano – riescano ad essere profondi e a far breccia nel cuore degli adulti. A condizione, però, di essere un po’ più disposti ad ascoltarli…

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