L'emozione dei saluti e la capacità di accogliere

Accogliere significa alimentare uno sguardo rispettoso dell’infanzia che restituisce ai bambini valore, dignità, ricchezza. Di Anna Lia Galardini. 

di Redazione GiuntiScuola · 11 luglio 2018
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Quando un anno educativo finisce gli educatori devono affrontare l’emozione dei saluti di bambini e famiglie che sono cresciuti giorno dopo giorno con loro. Hanno imparato a conoscerli ed a comprenderne risorse e bisogni, hanno costruito un legame fatto di ascolto e di gesti affettuosi, non è facile perciò lasciarli andare e fare posto nella mente e nel cuore a nuovi bambini e a nuove famiglie.

È un’emozione che ogni anno si rinnova , che richiede un allenamento nella gestione dei sentiment i, ma accanto alla nostalgia c’è la speranza di un nuovo inzio e quindi la necessità di prepararsi all’accoglienza.

È la capacità di accogliere ciò che caratterizza la professionalità degli educatori, che significa disponibilità a dare valore all’incontro con l’altro, una disponibilità cognitiva ed emotiva nel mettere a disposizione dell’altro le proprie capacità e le proprie risorse personali, attraverso gesti, parole, azioni. Accogliere significa alimentare uno sguardo rispettoso dell’infanzia che restituisce ai bambini valore, dignità, ricchezza e condividere con le famiglie l’attenzione verso questi aspetti imprescindibili della relazione educativa.

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