Le mani dei bambini rifugiati

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata del rifugiato. Per l'occasione, Save The Children lancia un sondaggio sulla percezione del rischio di discriminazione cui sono soggetti i bambini rifugiati. La preoccupazione c'è, ma ha tratti confusi (la scuola non viene ritenuta una priorità per questi minori) e non corrisponde spesso ad un impegno concreto. A maggior ragione vale la pena di mettere in evidenza buone pratiche che gettano luci positive sul presente e sul futuro dei bambini. Ai genitori degli alunni delle scuole della Casa del Sole di Milano, per esempio, viene data, insieme alla pagella, l'immagine di una manina blu: un messaggio per ricordare a tutti che ci sono bambini vittime della guerra e dei conflitti e privati della loro infanzia.  

di Redazione GiuntiScuola · 18 giugno 2016
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Istituita dalle Nazioni Unite nel 2001 per ricordare l'approvazione nel 1951 della Convenzione sui rifugiati , la Giornata del rifugiato si celebra in tutto il mondo il 20 giugno. Ecco alcuni siti, iniziative e documenti utili per saperne di più.

  • Nel sito dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sono disponibili i testi delle convenzioni internazionali dedicate al tema. L'UNHCR ha inoltre lanciato per il 2016 una campagna di sensibilizzazione globale dal titolo #WithRefugees , che durerà fino al 19 settembre. La campagna ha come obiettivo quello di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola, avere un posto da chiamare casa. Per la giornata del 20, sono previste iniziative in tutta Italia: luoghi date ed eventi si possono consultare nella rassegna stampa pubblicata dall'UNHCR.
  • Save The Children ha lanciato in questi giorni i risultati di un sondaggio sul fenomeno della discriminazione nei confronti dei bambini rifugiati . Il tema preoccupa quasi tre quarti degli intervistati a livello globale, con picchi di interesse in Italia e Spagna. Ma nonostante emerga chiaramente da parte degli intervistati una forte percezione del problema della discriminazione nei confronti dei bambini rifugiati, pochi di loro sarebbero disposti a compiere azioni concrete per combattere questo fenomeno . Il comunicato stampa diffuso dall'associazione restituisce dati concreti e percezioni non sempre nette dei dati medesimi: "3,5 milioni di bambini rifugiati nel mondo non hanno accesso alla scuola, e sono per questo ancora più vulnerabili alle discriminazioni e agli abusi, allo sfruttamento da parte dei trafficanti o costretti a matrimoni precoci e lavoro minorile. Secondo il 77% degli intervistati nell’ambito del sondaggio di Save the Children, i bambini rifugiati e sfollati hanno diritto all’educazione come qualsiasi altro bambino, ma solo la metà di loro crede che la scuola debba essere una priorità per questi bambini ".
  • Lo scenario della percezione dei diritti dei bambini rifugiati è dunque complesso e  ha tratti contraddittori. Come non sembra esserci sempre un rapporto limpido tra la consapevolezza del problema e le possibilità di un'azione individuale, collettiva, istituzionale mirata. Appunto per questo ci fa piacere raccogliere una buona pratica che viene dalla scuola e che getta luci positive sul presente e sul futuro dei minori. I genitori dei bambini che frequentano le scuole della Casa del Sole di Milano hanno ricevuto, insieme alle pagelle, l'immagine di una manina blu , simbolo del lavoro minorile cui sono costretti spesso i bambini rifugiati. "L'unico lavoro che devono fare i bambini di tutto il mondo è andare a scuola, giocare e divertirsi con gli amici", si legge nel volantino. Il messaggio è forte e chiaro, ma una bambina della scuola, Annina, 5 anni, lo ribadisce con questi due bei disegni per la campagna "Bambini rifugiati senza infanzia".

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