La felicità è attesa ed è sapore di ciliegie

La felicità dei bambini è condizione di base e meta da raggiungere e costruire giorno per giorno. Insegnando a dare parole alle emozioni e a coltivare l’attesa

di Graziella Favaro · 03 giugno 2019
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Se tu vieni per esempio tutti i pomeriggi alle quattro,

dalle tre io comincerò a essere felice.

Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.

(Il Piccolo Principe)

 

Salutiamoci prima della pausa estiva con un inno alla felicità. Siamo inondati spesso da messaggi, immagini e faccine che ridono e sprizzano lacrime gioiose, che augurano un “buongiorno” un po’ gridato e sopra le righe. Essere felici, per i bambini e per gli adulti, sembra una condizione obbligata, a portata di mano, che richiede solo di essere afferrata senza sforzi. Come sanno bene gli insegnanti, stare bene a scuola insieme è invece una condizione di partenza, da curare, fecondare, riparare ed è al tempo stesso una meta da costruire nel tempo con pazienza, intenzionalità, azioni mirate. Emozioni e apprendimento sono strettamente intrecciate: il benessere dei bambini consente loro di imparare, aprire la mente, rinforzare la motivazione e la voglia di scoprire.

Ma che cos’è la felicità? Gianni Rodari (Il libro dei perché) scrive che “non vuol dire essere pienamente contenti per sempre o per lungo tempo, come dice il vocabolario”. “La felicità dev’essere per forza qualche atra cosa, una cosa che non ci costringa a essere sempre allegri e soddisfatti come una gallina che si è riempita il gozzo. Forse la felicità sta nel fare le cose che possono arricchire la vita di tutti, nell’essere in armonia con coloro che vogliono fale le cose giuste e necessarie. Quelli che non si stancano mai di cercare, di lottare e di fare, credo possano essere felici per tuttala vita”.

 

Il "Feliciometro": misurare la felicità

Per i bambini, la felicità è attesa, desiderio, esperienza di sensi, di mente e di cuore. È attimo e momento che si dilata, accoglie il vuoto/pieno che si colloca fra le tre e le quattro, per citare la volpe che aspetta ogni giorno il piccolo principe e che diventa più felice a ogni attimo che passa. La felicità è risata, scoperta, conquista, sapore d’estate e “bisognerebbe chiedere ai bambini e agli uccelli che sapere hanno le ciliegie e le fragole” (Goethe).

Per misurare la felicità dei bambini, Marilena Onorati e Luca Ferrari, insegnanti della scuola primaria di via Passerini (i.c. via Locchi) di Milano – una scuola multiculturale, attenta da anni all’inclusione all’accoglienza - hanno realizzato e proposto ai bambini il “feliciometro”, uno strumento per dare voce alle emozioni e far emergere come si sentono a scuola. Hanno realizzato un video per spiegare a tutte le classi il significato e le ragioni di questa attività che è diventata quotidiana e inaugura la giornata insieme. Lo strumento si pone due obiettivi: capire come stanno i bambini e i ragazzi a scuola e accompagnarli a dare parole alle loro emozioni. E a partire dai loro vissuti, coltivare l’intelligenza emotiva progettando interventi e azioni concrete e mirate al benessere di tutti. 

Una giornata di scambi e tanti materiali

Sul tema delle felicità delle nuove generazioni, si è riflettuto e scambiato pensieri e buone pratiche durante la giornata del 5 maggio a Milano “E tu, da che parte stai? Umanità contro indifferenza”. Molti sono i materiali e i video che raccontano l’evento e che raccolgono le parole/chiave che insegnanti, educatori, genitori… propongono per crescere bambini più felici o sufficientemente felici. Sono disponibili sul sito https://etudachepartestai.home.blog/  e sulla pagina facebook dedicata insieme alla proposta di costruire insieme un Manifesto della felicità dei bambini.

 

 

Due poesie per un’estate felice

E infine, ecco l’augurio ai bambini per un’estate di risate, corse e scoperte con le parole di due poeti.

Filastrocca del sorriso (Bruno Tognolini)

Il tuo vero sorriso
Sul teatro del viso
Non lo fanno i tuoi denti
Ma la gioia che senti
Ha un colore preciso
Un suo muto clamore
Il tuo vero sorriso
È un applauso del cuore.

Problemi di stagione (Gianni Rodari)

“Signor maestro, che le salta in mente?
Questo problema è un’astruseria,
non ci si capisce niente:
trovate il perimetro dell’allegria,
la superficie della libertà,
il volume della felicità…

Quest’altro poi
è un po’ troppo difficile per noi:
quanto pesa una corsa in mezzo ai prati?
Saremo certo bocciati”.

Ma il maestro che ci vede sconsolati:
“Son semplici problemi di stagione.
Durante le vacanze
troverete la soluzione”.