Il colore e la voce delle emozioni

Esce "Inside Out": un lungometraggio sulla rabbia, la tristezza, la felicità e su una ragazzina che cambia casa, scuola, contesto e amici in seguito al trasferimento della famiglia. 

di Redazione GiuntiScuola · 17 settembre 2015
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Storia di Riley e delle sue emozioni, il lungometraggio I nside Out arriva nelle sale italiane con grande successo di pubblico e di critica. Ci interessa particolarmente perché, tra le altre cose, racconta statit d'animo legati al cambiamento di contesto (amici, scuola, ambiente) e rivendica il valore umano e universale di tuti i sentimenti, anche quelli meno accettati dal mondo di oggi.

Al proposito, condividiamo con i lettori alcuni passaggi del "Buongiorno" di Massimo Gramellini apparso oggi su " La Stampa ".

Elogio della tristezza

Inside Out , il nuovo cartone animato della Pixar ambientato dentro il cervello di una ragazzina di undici anni, è un’opera geniale e coraggiosa. Ci vuole genio per trasformare le emozioni umane nei personaggi di una storia. E ci vuole coraggio per rivendicare, tra queste emozioni, il ruolo fondamentale della tristezza, raffigurata come una bambina occhialuta, goffa e blu: il colore dello spirito. Per buona parte del film la tristezza si accompagna alla gioia come un intralcio, una ganascia conficcata nelle ruote dell’ottimismo e della felicità. Ma alla fine la sua importanza verrà riconosciuta.

Non così nella vita vera, dove la tristezza è stata espulsa da qualsiasi discorso pubblico e privato. [...] Per il pensiero dominante la tristezza non consuma e non comunica, si nutre di astinenze e di silenzi, è antieconomica e dannosa. Occorreva un cartone animato per ricordarci che un uomo incapace di accogliere la tristezza è un automa . Non solo perché la gioia senza tristezza perde significato, come la luce senza il buio. È che la tristezza sa aprire squarci che permettono di guardarsi dentro da una prospettiva nuova. Rende consapevoli. Dunque umani.

Massimo Gramellini

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