Il cibo è...

Il centro COME mette a disposizione lo speciale "Il Cibo è. Educazione civica e intercultura attraverso il cibo", a cura di Graziella Favaro e Silvia Balabio. 

di Redazione GiuntiScuola · 10 ottobre 2015
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"Ancor prima della parola, condividere il cibo vuol dire stabilire un legame, inaugurare un incontro, scambiare sapori, gusti, memorie": così Graziella Favaro nell'introduzione a "Il cibo è", un dossier preparato insieme con Silvia Balabio per il centro COME (Cooperativa farsi prossimo).

Il dossier raccoglie una serie di percorsi di L2 sperimentati con le donne immigrate a partire dall'incrocio tra alimentazione, tradizioni culturali e cittadinanza. Tutti i percorsi (citiamo sempre dall'introduzione di Graziella Favaro) hanno consentito di esplorare tre dimensioni essenziali nella formazione di adulti e immigrati:

  • la prossimità . Il tema rimanda a esperienze vissute direttamente e dunque la richiesta all’apprendente non è quella di apprendere nuovi concetti con nuove parole, ma di dare nuove parole a oggetti e situazioni che già si conoscono;
  • l’autobiografia . Nell’esplorazione delle diverse dimensioni legate all’alimentazione, le apprendenti possono rievocare ricorsi, memorie, emozioni e vissuti a carattere personale. In questo modo, la formazione diventa un’esperienza più vicina e che si può saldare con frammenti del “prima” e della proprio storia;
  • l’interculturalità . Parlare di cibo significa parlare del mondo, degli intrecci e degli scambi, dei commerci e delle interdipendenze. E’ un tema fortemente interculturale che consente a ciascuno di raccontare il suo pezzo di mondo per metterlo insieme a quello degli altri.

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