I muri e i ponti

La parola "ponte" è familiare, costruttiva, appartiene al lessico interculturale e si oppone a uno dei termini più usati in questi tempi: "muro". L’esperienza della scuola primaria del Convitto Umberto I di Torino e della scuola dell’infanzia di Cadelbosco di sopra, Reggio Emilia. Ce la racconta Vinicio Ongini.

di Redazione GiuntiScuola · 10 novembre 2015
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Torneranno i ponti

“C’erano una volta in un Paese molto lontano cinque re che governavano su cinque regni diversi, ognuno di un colore diverso. Al confine dei cinque regni sorgevano cinque muri...”. Inizia così un libro per bambini, Il Paese dei colori , pubblicato diversi anni fa. Ma quei muri, quel Paese, ci ricordano qualcosa di grande attualità e sembrano alludere all’Europa del nostro tempo. Infatti una delle parole che si è sentita più spesso in questo anno 2015 è stata “muri”. L’Europa sembra aver preso l'aspetto di una fortezza assediata : è stato costruito un muro di filo spinato in Ungheria per impedire il passaggio dei migranti, a 26 anni dalla caduta del muro di Berlino l’Europa è tornata a costruire altri muri, altre barriere, a presidiare i confini. Più che verso l’integrazione, questo Paese, l’Europa fatta di “tanti regni diversi”, sembra avviato verso la disintegrazione.

L’opposto della parola “muro” è, lo sanno anche i bambini!, la parola “ ponte ”.
Un parola familiare, costruttiva, che appartiene al lessico interculturale: si parla infatti di ponti tra culture, dei mediatori culturali come figure ponte, di facilitare il passaggio tra ordini scolastici diversi quindi di “fare ponte”, di personaggi ponte nelle letteratura per ragazzi e nella didattica.
Ci sono due scuole che hanno lavorato su queste due immagini, i muri e i ponti: la classe II C della scuola primaria del Convitto Umberto I di Torino e la scuola dell’infanzia di Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia.

Dal buco del muro potevo vedere e sentire altre lingue

La classe di Torino ha realizzato un diario di bordo, un fascicolo con dialoghi degli alunni, disegni, osservazioni degli insegnanti, a partire proprio dalla lettura del libro Il Paese dei colori , dall’analisi dei personaggi e dalla messa in scena del testo nel teatro della scuola. Trasposizione che ha consentito loro di abbattere davvero il muro di cartone che avevano costruito. Scrive l’insegnante nel diario di bordo: “ogni bambino ha espresso le emozioni e i sentimenti che ha provato quando, durante lo spettacolo, abbiamo buttato giù il muro. I bambini hanno imparato alcune delle parti della storia in lingue diverse , è emersa l’importanza di conoscere le lingue per comunicare”. È l’idea che anche la lingua è un ponte e può servire a scalare e oltrepassare muri e barriere.
Dice Giacomo: “ Il muro non mi faceva vivere bene. Quando lo vedevo mi sentivo male…”. E Andrea: “il muro non mi faceva vedere gli amici, i colori, le persone”; Michele: "tra il buco, nel muro, potevo vedere e sentire altre lingue…”.

Un arco in cielo, un ponte in terra

La scuola dell’infanzia di Cadelbosco di Sopra è invece partita dall’osservazione della natura per il suo viaggio di ricerca sui ponti. L’arcobaleno, per esempio, è un ponte. Poi i bambini hanno visto e commentato figure di ponti prese da un libro di architettura e proiettate con la lavagna luminosa. Infine hanno costruito e discusso di ponti con materiali diversi nell’atelier e in assemblea. Questo per esempio è un frammento dei dialoghi:

- Che cos’è quello sul muro?
- È l’arcobaleno. Si forma quando piove.
- Si è staccato un pezzo di arcobaleno e poi è venuto qua.

- L’arcobaleno di cosa è fatto?
- È rotondo
- Dov’è adesso l’arcobaleno?
- Sulla scatolina
- Da dove viene?
- Dal cielo
- Ma con le finestre chiuse?...

La maestra osserva che i bambini, facendo riferimento al proprio vissuto personale, hanno associato la forma dell’arcobaleno ai ponti di Calatrava , i nuovi “ fantastici” ponti bianchi che si vedono attraversando la campagna emiliana, e hanno subito messo in evidenza che le strutture architettoniche viste assomigliano all’arcobaleno (ma senza i colori!).
La ricerca sui ponti è diventa un libro di 80 pagine, pieno di disegni e di dialoghi, intitolato Un grande paese di fiume di ponte , pubblicato con tiratura da bestseller, 40 copie o poco più! E andato a ruba tra le famiglie dei piccoli autori.
L’esperienza sarà presentata al seminario nazionale Costruttori di ponti. Storia, scuola, migrazioni che si terrà a Gattatico, Reggio Emilia, il 27/28 novembre 2015.

Libri utili

  • Leggere i ponti , Editrice Logos (un manuale di architettura pieno di disegni e fotografie sui ponti del mondo, dall’antichità ad oggi).

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