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Emozioni per diventare grandi

Nel percorso della scuola primaria, a seconda dell’età, nei racconti dei vissuti personali dei bambini emergono in maniera sempre diversa stati d’animo, ansie e paure. Di Angela Maltoni. 

di Angela Maltoni12 gennaio 20187 minuti di lettura
Emozioni per diventare grandi | Giunti Scuola

Da piccoli tra le emozioni prevale in primis l a paura del buio , seguita da quella di ciò che non si conosce e dai brutti sogni ricorrenti. Proprio per tentare di “smontare” questi timori cerco di veicolare le attività con una serie di proposte mirate. Tra queste, la lettura di albi illustrati per l’infanzia viene in soccorso con personaggi e storie che tentano di sfatare le ansie dei piccoli lettori. In questo anche l’amico Mago dell’armadio – un personaggio immaginario che diventa con il passare del tempo promotore di giochi, letture e attività – viene spesso in soccorso nelle situazioni problematiche o difficili . Per quanto riguarda le paure, in prima classe propongo spesso la Poesia per vincere la paura , di P. Gastaldi – O. Tonelli (vedi sotto), che tra l’altro mi offre la possibilità di lavorare anche sui colori. I bambini in un primo momento cercano i colori negativi, successivamente quelli che possono aiutarli a superare la paura.

A quest’età è facile che abbiano timore anche di alcuni animali – più o meno conosciuti – e questo emerge spesso nelle nostre conversazioni nell’angolo morbido. Molti di loro elencano piccoli e grandi esseri che li spaventano: serpenti, coccodrilli, iguane – soprattutto i bambini provenienti da aree geografiche in cui sono presenti – ma anche topi, ragni e insetti vari. In questo caso propongo la lettura del bellissimo Il grande libro delle paure , di Emily Gravett per Valentina Edizioni, che le affronta specificandone addirittura il termine scientifico. Il volume si presenta in un’edizione originale, con le pagine rosicchiate come se le avesse mangiate un topolino, e i bambini si appassionano sia alla lettura che a sfogliarlo più e più volte. A seguire, con la collaborazione della collega che insegna inglese, propongo la lettura di Big book of beast s, della stessa autrice ma edito da Mac Millan. Dopo la lettura, le paure di ognuno si “trasformano” in immagini.
Un altro libro interessante, che affronta il tema dei mostri e attrae particolarmente i bambini suscitando un mix di timore e curiosità, è Io non ho paura , di Dan Crisp e Lee Wildish edito da DeAgostini. Divisi in piccoli gruppi, al termine della lettura sono loro a progettare e a r ealizzare i propri mostri : alcuni davvero spaventosi, altri estremamente fantasiosi e anche simpatici. Per domare la paura di eventi naturali – è il caso del temporale e dei fulmini – particolarmente gradito è Il topo che misurava i fulmini contenuto in “ Billi Acchiappapaura ”, di Maria Loretta Giraldo e Giulia Orecchia edito da Giunti: fin da subito i bambini si “appropriano” di uno stralcio della filastrocca iniziale che recita: “Paura acchiappata, mezza passata!”

L’importanza del libro-mediatore

In terza e nelle classi successive solitamente riflettiamo a lungo su una serie di paure un po’ diverse, che loro definiscono “da grandi”. A prevalere, di norma, sono l a paura dell’ignoto e del cambiamento . Ma a preoccuparli un po’ sono anche le fasi della crescita , perché piano piano si rendono conto dei loro mutamenti fisici, esteriori e interiori. I bambini provenienti da altri paesi – o che, pur essendo nati in Italia, hanno genitori di altra origine – spesso confessano il timore di non riconoscere i loro parent i che non vedono da molto tempo o di non padroneggiare sufficientemente la lingua madre per poter comunicare con loro.
La maturità di alcuni porta a volte a riflettere anche su situazioni famigliari spesso complesse, in cui emergono le difficoltà a trovare lavoro, di arrivare a fine mese o di perdere l’affetto di uno dei genitori nel momento della separazione. Di fronte a queste situazioni – purtroppo piuttosto diffuse e notevolmente delicate e complesse – tento, come sempre attraverso un “libro-mediatore”, di affrontare l’argomento “in punta di piedi”. Mi limito ad ascoltare e se lo ritengo utile propongo la lettura di Mi chiamo Nina e vivo in due case , di Marian De Smet edito da Clavis, che affronta il tema attraverso la scansione della vita di una bambina che improvvisamente si ritrova divisa tra “i giorni del papà” e “i giorni della mamma”. In un secondo momento – e in base all’età – la scelta va su “Io non mi separo”, di Monica Zani e Beatrice Masini per Carthusia, un libro molto bello che entra in maniera incisiva in quella che da paura della perdita dell’amore si trasforma in rabbia e dolore.
Un altro tema in cui – secondo me – il libro diventa fondamentale è quello, estremamente delicato, della paura della perdita di persone care, che solitamente emerge quando vengono a mancare i nonni o qualche conoscente. I libri che prediligo sono Mio nonno era un ciliegio , di Angela Nanetti edito da Einaudi Ragazzi e La nonna in cielo , di Anna Lavatelli con illustrazioni da David Pinter, Lapis Edizioni.

Parole che esprimono stati d’animo

In quinta riprendo ancora l’argomento con Emozionario. Dimmi cosa senti , di Cristina Núñez Pereira edito da Nord-Sud Edizioni, un bel libro che presenta una lunga serie di emozioni, comprese quelle più complesse e sfaccettate. In questo caso più che la lettura propongo di sfogliarlo insieme, per riflettere e intavolare una conversazione: tra le emozioni più “gettonate” ci sono l’odio, l’ira – differenziata dalla rabbia – la colpa, la frustrazione e la vergogna. Proprio grazie alle parole-stimolo presenti nel testo, la conversazione scivola spesso verso temi quali la paura del diverso inteso come colore della pelle, la discriminazione e la persecuzione razziale.
Oggetto di discussione diventa anche la noia, che i bambini accomunano alla lentezza. Da qui, ispirandosi alle tavole di Gianfranco Zavalloni , inventano disegni e piccole poesie – alcune anche molto significative – in cui emerge il desiderio di “rallentare” e di “annoiarsi”, magari osservando le nuvole in cielo o ascoltando in silenzio i rumori dell’ambiente circostante.
Vengono sempre fuori interessanti riflessioni anche rispetto al termine “accettazione” , che parte dei bambini amplia fino a trasformarlo in “accoglienza”; oppure “orgoglio”, di rimanere se stessi con le proprie caratteristiche e le proprie differenze, che non rappresentano un ostacolo ma una risorsa, e infine “gratitudine”. Riferita a quest’ultima, hanno voluto imparare la canzone vincitrice delle Zecchino d’Oro di quest’anno, “Una parola magica” , dedicata appunto al piacere di dire “grazie”.

Poesia per vincere la paura

Per vincere la paura
se ci pensi un momento,
la paura è fatta di vento.
La paura sta in un pensiero:
a volte è grigio e a volte è nero.
Chiudi gli occhi, pensa ai colori:
dentro al buio che c’è là fuori
non c’è nessuno che può far spavento!
La paura è fatta di vento!


P. Gastaldi – O. Tonelli


Scuola primaria