Dolcimondo, fusioni culinarie e contaminazioni possibili

“A me piace molto la mescolanza in cucina. Con le mie amiche italiane ho imparato e insegnato a cucinare diversi piatti, inventando una versione italo-marocchina del tiramisù”. Le parole di Hasana, il cibo come ponte. Della Commissione Intercultura dell’Istituto Cadorna, Milano.

di Redazione GiuntiScuola · 09 febbraio 2016
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Un concorso di cucina molto partecipato

Fin dalle origini della nostra commissione, ci è stato chiaro che l’approccio gastronomico era un ponte naturale e primario per lo scambio e la condivisione con le altre famiglie dell’istituto, ed è stato infatti il centro di una delle nostre prime iniziative: nell’ambito del progetto “ Da casa a scuola in mezzo al mondo ” infatti, nacque Dolcimondo, Ricettario multiculturale , bissato in edizione dolce e salata, nel 2012 e nel 2013.

La partecipazione dei genitori stranieri , difficile e faticosa in situazioni quali riunioni di classe, assemblee ed incontri pubblici, risultava invece immediata e gioiosa quando si trattava di contribuire ad aspetti meno formali e indipendenti dal grado di padronanza linguistica raggiunta: feste di fine anno, uscite di gruppo e gite. In quelle occasioni, con grande entusiasmo di grandi e piccini, comparivano dolci e bevande con sapori e colori diversi, segno del desiderio di convivialità e di reciproca accoglienza. L’esperienza di questi momenti ha fatto lievitare l’idea di indire un concorso di cucina e ricette dal mondo, una gara gastronomica che è stata prima di tutto un’occasione di scambio e di confronto, favorita dalle regole proposte ai partecipanti.

A ogni piatto difatti, è stato richiesto di abbinare una piccola “squadra” costituita da genitori di doppia provenienza per scrivere la ricetta e cucinarla insieme. In seguito le ricette che hanno animato la tenzone si sono materializzate in due ricettari stampati. Il nome Dolcimondo (concorso e ricettario) strizza l’occhio alla famosa guida della cucina etnica milanese “Pappamondo” e alla via della scuola: Carlo Dolci, rimandando al caleidoscopio di realtà che la nostra scuola contiene e alla voglia di raccontarle . Nei giorni precedenti alla gara, le nostre cucine si sono trasformate in laboratori di materie prime: “Cucinare insieme a loro è stato molto divertente e spettacolare. C’era curiosità, loro volevano sapere i nomi delle spezie, i nomi dei piatti arabi, lì era una scena infinita di risate. Le mie amiche italiane erano così soddisfatte di tutto quello che ho cucinato insieme a loro, anche se per tagliare le carote ci hanno messo due ore. Ho imparato anche alcuni piatti italiani che sono molto buoni” rivela Mounia.

Ogni paese è un mondo

Non si è trattato però di pura interpretazione, c’è stato spazio alla creatività: “A me piace molto la mescolanza in cucina. Con le mie amiche italiane ho imparato e insegnato a cucinare diversi piatti, inventando una versione italo-marocchina del tiramisù, con aggiunta di noci di cocco” dice Hassna.

Tra nuvole di farina, frullio di fruste e vampate di forni… c’è stato tempo per lo scambio e la conoscenza: si è potuto così scoprire che è “tipico” degustare nelle Filippine una variante della milanesissima busecca o che le tagliatelle di grano saraceno si mangiano tradizionalmente non solo tra le Retiche valtellinesi ma anche tra gli hunzakut del Karakorum, che c’è molto di portoghese nella nipponica tempura e che tra le farine con cui far “polenta” si annovera anche quella di radice di manioca. Insomma in cucina ogni mondo è paese ma soprattutto, ogni paese è un mondo: di sapori, di saperi e di pratiche.

Suggello esemplare per l’esperienza Dolcimondo è stato la partecipazione di una piccola delegazione di mamme della nostra scuola a un convegno durante EXPO: “Ricette italiane di integrazione”, ove si relazionava di una ricerca dedicata al cibo come veicolo di integrazione secondo diverse prospettive e potenzialità: contaminazione e conoscenza, crescita economica e occupazione, imprenditorialità di successo.

Alcune famiglie della scuola hanno partecipato anche alla ricerca e, vista la presenza del più celebre cuoco d’Italia, Gualtiero Marchesi, non ci siamo fatte sfuggire l'occasione: Sumya ha consegnato e illustrato al Maestro una copia dei nostri ricettari che sintetizzano ben venti nazionalità distribuite in quattro continenti!
Buon appetito!

La Commissione Intercultura dell’Istituto Cadorna

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