Diritti dei bambini in un mondo diseguale

Il 20 novembre è la Giornata mondiale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Alcuni passi avanti sono stati fatti, ma per quanti bambini ancora oggi l’infanzia è un tempo rubato?  

di Redazione GiuntiScuola · 16 novembre 2016
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I diritti dei bambini

I bambini giocano con la sabbia
e qualcuno si arrabbia.
I bambini giocano con il sole
e qualcuno non vuole.
I bambini giocano con la voce
e qualcuno si fa feroce.
I bambini giocano con la festa
e qualcuno protesta.

Roberto Piumini

Tutti i bambini hanno gli stessi diritti (sulla carta)

Le rime di Roberto Piumini ci introducono al tema dei diritti dell’infanzia a partire da quelli fondamentali per ciascun bambino: giocare, imparare, cantare, vivere in pace nel luogo in cui sono nati e con la propria famiglia. Diritti che tuttavia non sono garantiti a tutti i minori a causa di migrazioni, conflitti, diaspore famigliari, condizioni di povertà .
I bambini sono diversi fra loro, ma sono tutti uguali in termini di diritti. Pur nelle differenze dei contesti e delle culture in cui crescono, condividono i bisogni di cura e di protezione, le tappe di sviluppo e l’avventura della crescita, i traguardi e gli impacci dell’apprendimento, le conquiste e i salti e le quotidiane e spesso salutari “cadute da cavallo”. Vivono le stesse emozioni e custodiscono desideri e sogni del tutto simili.
I bambini quindi, qualunque siano i luoghi delle origini e del diventare grandi, hanno gli stessi diritti. E anche gli stessi doveri. Hanno diritto alla cura, all’istruzione, al gioco, alla protezione, al nome, alla nazionalità e alla propria storia . Hanno diritto di mantenere e saldare i legami con le origini e il passato , di immaginare e costruire il proprio futuro e di essere tutelati e accompagnati nel presente e nel qui e ora.

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia lo ribadisce e decreta: “Gli Stati si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo e dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità , dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.” (art.2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia).

Infanzie sempre più diseguali

Ma queste affermazioni sono nei fatti davvero condivise e soprattutto messe in pratica, oppure vi si colgono gli accenti timidi e non efficaci che hanno le pronunce e le esortazioni? Nella realtà, le vite dei bambini sembrano infatti precocemente differenziarsi fra loro e prendere strade divers e, quanto a risorse, condizioni e opportunità, invece di avvicinarsi e mescolarsi.
Negli ultimi tempi, il numero di bambini che vivono in condizioni di povertà anche in Italia è andato aumentando. E sempre di più nelle nostre scuole ci sono casi di alunni che non frequentano la scuola dell’infanzia o non usufruiscono della mensa, che riducono il loro tempo di permanenza a scuola o non partecipano ad attività extracurricolari a causa delle difficoltà economiche della famiglia. Oltre a queste criticità comuni alla fascia socialmente più debole, i bambini migranti vivono altre situazioni che rendono meno concreti e non realizzati i loro diritti. L’essere straniero, e considerato “appartenente” ad una cultura più o meno distante, rischia talvolta di ridurre lo spettro dei diritti comuni. In nome delle supposte appartenenze culturali, si tende a volte a chiudere gli occhi.
Così, eventi o situazioni d’infanzia considerati inaccettabili se vissuti dai bambini autoctoni, vengono tollerati e appaiono quasi “normali” nel caso dei piccoli ancora non italiani . La separazione precoce dai genitori, la solitudine protratta nel tempo extrascolastico, la scarsità delle occasioni di incontro e di aggregazione con i pari, la responsabilità precoce, l’orientamento verso percorsi di studio più brevi e meno esigenti anche degli alunni considerati bravi: sono tutti esempi diffusi di penalizzazione e di minore attenzione.

Diritti e doveri: al rispetto, ad esempio

La giornata dedicata alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ci sollecita a prestare maggiore attenzione alle condizioni di vita dei più piccoli e, in particolare, dei più vulnerabili. Nello stesso tempi osserviamo tuttavia un paradosso: accanto alle situazioni in aumento di bambini in difficoltà e con meno diritti vi sono casi di minori con “troppi” diritti. Più che diritti forse sarebbe meglio parlare di pretese senza confini, di desideri che non trovano limiti da parte di adulti che fanno fatica a dire di no e a rendere esplicite le regole.
Allora l’altra attenzione da dedicare quando si tratta il tema dei diritti dell’infanzia è quello di evocare i doveri di ciascuno, adulto o bambino, che sono l’altra faccia delle stessa medaglia. Doveri che i bambini praticano ogni giorno, imparando le regole e i limiti della convivenza, il rispetto degli altri e la capacità di ascolto , le attenzioni e le cure che anche i più piccoli possono adottare.

Per saperne di più e per fare

Molti sono i documenti che fotografano la condizione dell’infanzia nel mondo e le iniziative che vengono promosse in questo periodo. Ne citiamo alcuni.

Noi e gli altri. Unicef 2016/17
L’Unicef propone percorsi didattici sui temi dell’accoglienza, dell’inclusione, della cittadinanza attiva e della tutela dei diritti. Offre agli insegnanti kit didattici, video di animazione e documentari, materiali informativi .

I Comuni per i diritti dei bambini
L’ANCI (associazione nazionale comuni italiani) della Lombardia ha lanciato l’iniziativa per far conoscere, diffondere e praticare i diritti dei bambini. In particolare, l’attenzione al centro degli incontri è su temi quali: l’urbanistica e gli spazi per i più piccoli, la partecipazione delle nuove generazioni alla vita sociale, la qualità delle scuole e la sicurezza.
www.anci.lombardia.it

Bambini in povertà estrema. Rapporto Unicef e Banca Mondiale
I bambini che vivono nel mondo in condizioni di povertà estrema sono 385 milioni; fra questi, i più vulnerabili sono i piccoli al di sotto dei 5 anni. L’Africa subsahariana ha il tasso più alto di bambini che vivono in povertà. Il Rapporto sottolinea la necessità di effettuare investimenti specifici e precoci, durante i primi anni di vita che possano garantire acqua pulita, servizi igienico-sanitari, cure mediche, scuole di qualità.

La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo - Dossier INDIFESA 2016
Il rapporto è stato realizzato nell’ambito della campagna Indifesa, iniziativa di Terres des hommes che sostiene progetti volti a prevenire e contrastare violenze e discriminazioni contro bambine e ragazze. Il dossier si compone di dieci capitoli e contiene anche dati che riguardano il nostro Paese. Tra i peggiori nemici delle bambine e delle ragazze ci sono i coetanei. Secondo il Ministero della Giustizia, tra in soggetti in carico agli uffici di servizio sociale per i minorenni, al 31 agosto 2016, i minori di sesso maschile condannati per violenze sessuali sono 817 ( 599 italiani e 218 stranieri).

La carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale
L’associazione bambini in ospedale (ABIO) e la società italiana di pediatria hanno elaborato la carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale e hanno individuato degli indicatori per osservare e verificare la qualità delle strutture ospedaliere e per individuare gli spedali “amici dei bambini”.

Ecco i nostri diritti. Un video con piccoli protagonisti
Il Comune di Bergamo ha realizzato il video “I diritti dei bambini” nel quale sono le immagini e i volti di bambini a raccontare i diritti e la felicità dell’infanzia.

Graziella Favaro

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