Come proteggere i bambini in contesti di emergenza. Un decalogo Save The Children dopo il terremoto

Tanti bambini in queste ore hanno perduto la propria casa e i propri punti di riferimento. Save The Children propone un decalogo per proteggerli e rassicurarli in contesti di emergenza.

di Redazione GiuntiScuola · 27 agosto 2016
0 0

Mi piace

REGISTRATI ACCEDI

0
5 min read

10 cose da fare per proteggere i bambini dopo un evento drammatico : s'intitola così un decalogo pubblicato da Save The Children in occasione del terremoto che ha colpito il centro Italia.

"Spesso eventi drammatici costringono molti bambini a vivere in contesti di emergenza in ogni angolo del mondo e, talvolta, ad abbandonare la propria casa e perdere tutte le abitudini, che per loro rappresentano l’universo di riferimento ", si legge nel comunicato stampa.

Vengono poi presentate le dieci voci del decalogo:

  • Evitare che i bambini stiano troppo davanti alla televisione : continuare a veder immagini del disastro non aiuta i bambini a superare il trauma, perché potrebbero non capire che si tratta di immagini registrate e pensare che l’evento catastrofico sia ancora in corso.
  • Ascoltare attentamente i bambini : prima di fornire loro informazioni, cercare di capire qual è la percezione dell’evento e quali i loro interrogativi in merito. Iniziare a dialogare con loro per fornire delle spiegazioni chiare di quanto accaduto, che siano comprensibili in base all’età, lasciando che esprimano le proprie preoccupazioni e tranquillizzarli.
  • Rassicurare i bambini e fornire loro il primo supporto psicologico : rasserenarli spiegando loro quello che si sta facendo per proteggerli, nonché informarli che durante un’emergenza la cosa che si considera prioritaria è aiutarli, affinchè si sentano al sicuro.
  • Accettare l’aiuto di esperti : in caso di vittime in famiglia è importante considerare di rivolgersi a personale specializzato per aiutare sia i bambini che gli altri membri della famiglia a superare il trauma della perdita. Inoltre, anche se non hanno sperimentato direttamente questo shock, bisogna considerare che i bambini possono essere stati turbati da scene che hanno visto o storie che hanno ascoltato. I genitori devono prestare particolare attenzione ad ogni cambiamento significativo nelle abitudini relative a sonno, nutrizione, concentrazione, bruschi cambiamenti d’umore, o frequenti disturbi fisici senza che ci sia un’apparente malattia in corso, e in caso questi episodi non scompaiano in un breve lasso di tempo, si consiglia di rivolgersi a personale specializzato.
  • Aspettarsi di tutto : non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo ad eventi traumatici e con lo sviluppo, le capacità intellettuali, fisiche ed emozionali dei bambini cambiano. Se i più piccoli dipendono dai propri genitori per avere la chiave d’interpretazione di quanto accaduto, quelli più grandi e gli adolescenti attingono informazioni da varie fonti. Tener presente che soprattutto gli adolescenti possono essere maggiormente colpiti da queste storie proprio perché in grado di capire meglio. Benché i ragazzi più grandi sembrano avere più strumenti a loro disposizione per gestire l’emergenza, hanno comunque bisogno di affetto, comprensione e supporto per elaborare l’accaduto
  • Dedicare tempo e attenzione : i bambini hanno bisogno di sentire che gli adulti di riferimento sono loro particolarmente vicini e di percepire che sono salvi e al sicuro. È fondamentale parlare, giocare con loro e soprattutto ascoltarli, trovare il tempo per svolgere apposite attività con i bambini di tutte le età, leggere loro storie o cantare l’abituale ninnananna per farli addormentare.
  • Essere un modello : i bambini imparano dai grandi come gestire le emergenze. Occorre essere attenti ad esprimere le proprie emozioni di fronte ai bambini a seconda della loro età.
  • Imparare dall’emergenza : anche un evento catastrofico può essere un’opportunità di far capire ai bambini che tutti viviamo in un mondo dove possono accadere queste cose e che in questi momenti è essenziale aiutarsi l’un l’altro.
  • Aiutare i bambini a ritornare alle loro normali attività : quasi sempre i bambini traggono beneficio dalla ripresa delle loro attività abituali, dal perseguire i propri obiettivi, dalla socialità. Quanto prima i bambini ritorneranno al loro ambiente abituale e meno si continuerà a parlare del sisma, più riusciranno a superare velocemente il trauma.
  • Incoraggiare i bambini a dare una mano: aiutare gli altri può contribuire a dare ai bambini un senso di sicurezza e controllo sugli eventi. Soprattutto gli adolescenti possono sentirsi artefici di un cambiamento positivo. È pertanto importante incoraggiare i bambini e i ragazzi a dare il loro aiuto alle organizzazioni che assistono i loro coetanei.

    Altri materiali

Per saperne di più

Questo contenuto è riservato agli abbonati io+, l'offerta Premium di giuntiscuola.it.

Vuoi provare io+ gratis per un mese? Registrati a giuntiscuola.it!