Ai bambini fa’ sapere quali diritti (e doveri) devono avere

20 novembre 2014: la convenzione ONU sui diritti dei bambini compie 25 anni. Il rapporto Unicef sulla condizione dell’infanzia mostra qualche progresso e non poche ombre. Cosa accade in Italia? Cosa può fare la scuola?

di Redazione GiuntiScuola · 27 agosto 2015
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Ogni bambino conta

20 novembre 2014: la convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza compie venticinque anni. È una data importante da celebrare in classe presentando i bambini i loro diritti, ma facendo loro scoprire anche l’altra faccia dei diritti che sono i doveri di ciascuno, nei confronti di se stesso e nei confronti degli altri. Una data importante e un tempo sufficientemente lungo per fare bilanci, cogliere i progressi intervenuti in questi anni, mettere in luce i numerosi casi ancora esistenti di violazione dei diritti dei bambini.

Il Rapporto Unicef 2014 sulla condizione dell’infanzia nel mondo, intitolato Ogni bambino conta , fotografa in maniera puntuale e accurata la vita dei due miliardi e duecento milioni di bambini e adolescenti (il 31% della popolazione mondiale).

Fra i progressi che si possono rilevare, vi sono la diffusione delle vaccinazioni, il miglioramento dell’alimentazione e l’aumento delle iscrizioni alla scuola primaria. Oggi l’81% dei bambini accede alla prima scuola, anche la frequenza non è per tutti assidua e duratura. Fra le ombre che ancora pesano sulle vite di più piccoli e che hanno a che fare con la violazione dei loro diritti, si registra ancora un tasso elevato di mortalità infantile. Ogni giorno muoiono 18.000 bimbi al di sotto dei cinque anni per cause che si sarebbe potuto prevenire. E ancora, resta preoccupante il numero dei minori che lavorano e delle “spose bambine”.

E in Italia, qual è la condizione dei bambini dopo sette anni di crisi economica? L’Istat ha calcolato che i bambini che si trovano in condizione di povertà assoluta – e cioè che non riescono ad accedere a beni e servizi per una vita dignitosa – erano nel 2013 più di un milione e quattrocentomila. Essi rappresentano il 13.8% del totale di bambini e degli adolescenti e risiedono soprattutto nelle regioni del Sud. È il tempo dunque ancora di richiamare con forza ed esigere i diritti di “primo livello”, che hanno a che fare con l’alimentazione, la cura, la salute, le condizioni materiali della vita di ogni giorno dei più piccoli.

Quanto pesa una lacrima?

E pensando a quanta strada resta ancora da fare perché ogni bambino possa vivere in condizioni dignitose e sicure, vengono in mente le parole di Gianni Rodari : “Quanto pesa una lacrima? La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento; quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”.

Nella filastrocca La parola “piangere" , ancora Gianni Rodari scriveva che le lacrime dei bimbi che hanno fame erano finalmente finite dentro un museo, come reperti del passato e iniziava così: Un giorno saremo tutti felici…. E concludeva con la rivincita della gioia sulla fame, la povertà, la violazione dei diritti dei più piccoli:

I bimbi di domani
rivedranno le lacrime
dei bimbi di ieri:
del bimbo scalzo,
del bimbo affamato,
dei bimbo indifeso, del bimbo offeso, colpito, umiliato.
Infine la maestra narrerà:
“Un giorno queste lacrime
diventarono un fiume travolgente,
lavarono la terra
da continente a continente,
si abbatterono come una cascata:
e così la gioia fu conquistata".

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