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10 Gennaio 2012

Il Dipartimento digitale Giunti Scuola vi accompagna al BETT (British Educational Training and Technology Show), la maggiore fiera internazionale per l'incontro tra didattica, educazione e nuove tecnologie.

Bett 2012

Una delegazione del Dipartimento digitale Giunti Scuola sarà tra poco al BETT di Londra, la più grande fiera mondiale dedicata alle tecnologie per la didattica. 

Nata nel 1985, la fiera s’è progressivamente arricchita di espositori e visitatori, tanto da cambiare sede: dal Barbican Centre al grande polo fieristico Olympia, dove si tiene dal 1993 e dove si terrà anche quest’anno, a partire dall’11 gennaio fino al 14 gennaio. Sempre col tempo, ha approfondito la vocazione di luogo di dialogo, di “contatto” tra aziende ed educatori, scuole, associazioni, bambini, genitori, così da trasformarsi in una spazio assai composito (laboratorio, convegno, momento di formazione, di esposizione, conoscenza, acquisto di nuove tecnologie), dove professionalità e proposte provenienti da tutto il mondo si scambiano saperi e domande.

Cercheremo di tenervi aggiornati sulle proposte e sugli incontri più interessanti della fiera, quelli che ci sembrano fornire buoni spunti per la didattica di tutti i giorni e per la scuola di domani. Nel frattempo, vi diamo qualche informazione su questo evento a dire il vero non troppo conosciuto in Italia.

Logo New Wordls

Intanto la fiera è collegata a un sito molto dettagliato che potrete fin da ora esplorare (c'è anche una guida in formato sfogliabile); ha una pagina Facebook dove intervengono particolarmente i fan, un account Twitter molto attivo, un blog, infine una radio che aggiorna minuto per minuto gli ascoltatori su ciò che accade al BETT. A livello espositivo, si struttura in grandi percorsi, tutti accompagnati da momenti di incontro con esperti e fornitori. INNOVATION AVENUE, per esempio, propone l’esposizione di nuovi prodotti in fase di lancio o che vedremo sul mercato tra 5 o 10 anni; nella SOFWARE ZONE si possono trovare le nuove soluzioni software nell’ambito dell’educazione (cliccando sul programma di ciascuna giornata è possibile vedere gli orari delle presentazioni e una descrizione assai dettagliata dei prodotti, per esempio qui).

La mostra propone poi gruppi di eventi che consentono ai partecipanti di approfondire la conoscenza delle nuove tecnologie e di aggiornarsi sulle ultime soluzioni e i principali modelli a cui far riferimento.  

Learn Live raccoglie brevi seminari su esperienze e progetti attraverso i quali la tecnologia può migliorare l’apprendimento. Nel programma vediamo interventi dedicati a nuove tecnologie e disabilità, a come semplificare la tecnologia per venire incontro all’insegnante, creare spazi virtuali e fisici integrati, di apprendimento e di insegnamento, migliorare (in termini di spesa e di risultati) gli investimenti delle scuole sulle nuove tecnologie. Risponde a questa sezione del programma Education Leaders@, una serie di incontri dove educatori ed esperti illustrano i nuovi scenari educativi, così da porre domande concrete alle nuove tecnologie.

Laboratori al BETT

Ci sono poi due “punti di contatto”. New Worlds of Learning è un ambiente della fiera in cui bambini e ragazzi possono lavorare con le nuove tecnologie (blog, esperimenti, nuove app, tavoli di lavoro)  in collaborazione virtuale con altri bambini e ragazzi da tutto il resto del mondo. Il Bett Fringe propone ai professionisti dell’educazione di incontrarsi tra loro e condividere le esperienze attraverso workshop, incontri, seminari.

Vi lasciamo con una proposta di riflessione e di discussione, una post secondo noi interessante, sui legami tra nuove tecnologie e storia, dal blog collegato alla fiera. Vi si legge, tra l’altro: “People from the past were not that different to us, and learning is a pretty natural process. What technology is doing at the moment is perhaps acting as a mirror, revealing that for the last few years we possibly haven’t been catering for the human constants around learning in the most beneficial way. That’s why I think technology matters; not so much because it lets us do cool things, but because it makes us think”.

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