Il gioco per il bambino con autismo: un volano per lo sviluppo

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Il gioco per il bambino con autismo: un volano per lo sviluppo

Il gioco è utile per iniziare a conoscere le pratiche di negoziazione e ad avvicinarsi agli altri con fiducia. La conquista di una maggiore autonomia nel gioco in un bambino con autismo, quindi, crea le condizioni per facilitare la crescita nelle abilità sociali
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Immagine tratta dal sito Servizio Volontario Europeo

Il bambino con autismo manifesta evidenti limiti nell’ambito delle abilità sociali, le quali consentono a ogni individuo di adeguare il proprio comportamento sulla base di quello dell’altro, di leggere correttamente i messaggi di natura sociale, di avviare opportune iniziative con finalità comunicative e di rispondere agli stimoli sociali in modo dinamico e flessibile.

Non deve sorprendere, quindi, che l’acquisizione delle capacità ludiche sia uno degli elementi maggiormente problematici per questi bambini, in grado inoltre di compromettere ulteriormente il loro sviluppo generale. Mediante il gioco sociale, infatti, il bambino inizia a conoscere le pratiche di negoziazione e ad avvicinarsi agli altri con fiducia. Tutto ciò conferma come il gioco sia un aspetto sostanziale per facilitare una crescita nelle abilità cognitive e sociali, oltre che in quelle specificatamente senso-motorie.

Nei bambini con autismo la condotta nel gioco è non solo rallentata, ma anche diversa per quanto riguarda la complessità, dato che non usano, né spesso accettano, il modo di giocare dei compagni. Le carenze principali riguardano il processo di simbolizzazione e la sua applicazione nei giochi sociali.

Per questo motivo, a livello educativo, non è sufficiente adattarsi al gioco spontaneo messo in atto dal bambino, ma occorre guidarlo e cercare le migliori condizioni perché possa socializzare. Questo implica insegnargli a chiedere, condividere, attendere il proprio turno, nonché a considerare il punto di vista dell’altro, proponendo giochi che sia in grado di svolgere autonomamente, con un compagno (anche con un minimo aiuto da parte dell’adulto), o in piccolo gruppo.

Tali attività ludiche non devono essere prioritariamente un training per insegnare regole; occorre stabilire da subito obiettivi semplici e socialmente utili.

È consigliabile che gli insegnanti, o gli operatori, o i genitori, siano comunque presenti durante il gioco e soprattutto durante l’interazione con il/i compagno/i, sollecitando e ribadendo il rispetto dei turni, le negoziazioni, il come procedere e tutto ciò che quel determinato gioco implica.

Molto incisivi sono gli ausili visivi, per rendere più chiara e positiva l’interazione: immagini, frecce, simboli, forme colorate, scritte, ecc.

La conquista di una crescente autonomia nel gioco, anche attraverso una progressiva riduzione degli aiuti, crea le condizioni per facilitare uno sviluppo maggiormente significativo nel bambino.
 

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