Che cosa fare con il bambino con autismo in piscina

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [7RES4HXT] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [UAQ455C3] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [LKSQBLA8] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [7RES4HXT] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [UAQ455C3] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [LKSQBLA8] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)

Che cosa fare con il bambino con autismo in piscina

Come fare per aiutare il bambino con autismo durante il suo primo approccio con l'acqua? Ci sono delle accortezze da prendere, delle fasce orarie da preferire, degli obiettivi da perseguire? Le risposte delle Dottoresse Rita Centra e Sabrina Pecora
interna_BimbiInAcqua_562d3c08063c6

Immagine tratta dal sito www.infanziasantanna-sanmauro.it

Il primo approccio con l’acqua nei bambini con caratteristiche dello Spettro Autistico è del tutto simile a quello di qualsiasi bambino: l’ambiente acquatico può spaventare, incuriosire, stupire, infastidire o scatenare immediatamente un profondo piacere.

Alcuni bimbi manifestano immediatamente un forte interesse per l’acqua, accompagnato da una minore percezione del rischio rispetto ai coetanei a sviluppo tipico: possono letteralmente lanciarsi verso la piscina e una volta dentro l’acqua tentare subito di spostarsi autonomamente, noncuranti della profondità della piscina e della difficoltà a stare a galla, complice la necessità di evitare l’interazione con l’operatore che è accanto a lui.

Altri al contrario possono essere fortemente spaventati dall’ambiente acquatico, che appare del tutto diverso rispetto ai luoghi nei quali si svolge la propria vita quotidiana. In questo caso giocano un ruolo essenziale anche le caratteristiche sensoriali del bambino: se l’ambiente è affollato, rumoroso (nelle piscine c’è spesso anche un fastidioso rimbombo acustico), la temperatura dell’acqua non è adatta alle esigenze del bambino o egli prova un particolare fastidio nel percepire la sensazione di “bagnato” o “umido”, sarà necessario svolgere un preliminare lavoro di desensibilizzazione, per permettergli di superare il fastidio che prova di fronte a specifici stimoli sensoriali.
Scegliamo fasce orarie in cui c’è minore confusione, affollamento o rumore.

Prima di entrare in piscina cerchiamo di stabilire un contatto graduale con l'acqua. Sediamoci accanto al bambino sul bordo e muoviamo le gambe che sono immerse dal ginocchio in giù. Cerchiamo di modulare il movimento delle proprie gambe con maggiore o minore intensità facendo da modello, sollecitiamo l'imitazione nel bimbo e se necessario guidiamolo a fare gli stessi movimenti.

In seguito, immergiamo le mani e a giochiamo con l'acqua producendo schizzi e spruzzi; anche in questo caso cerchiamo di sollecitare l'imitazione da parte del bambino. Quindi entriamo in acqua, prendiamo in braccio il bambino e gradualmente immergiamolo; una volta abituati alla nuova temperatura il primo obiettivo è divertirsi insieme: possiamo effettuare dei "salti" nell'acqua, movimenti ondulatori e vere e proprie rotazioni circolari in cui entrambi distendiamo il proprio braccio producendo alcune onde.

In alternativa si può spostare l'attenzione del bambino su oggetti interessanti, come per esempio pesciolini in grado di riempirsi d'acqua e poi spruzzarla all'esterno.
Per i bimbi più spaventati di solito risulta rilassante poter mettere la mano sotto la fontanella d'acqua e sentirla scorrere. Se motivati alla ripetizione della sequenza di gioco, possiamo suggerire "Pronti, partenza..." e aspettare che il bambino dica "Via" per far uscire l'acqua dal pesciolino, eventualmente suggerendolo a bassa voce.

A questo punto possiamo effettuare insieme i primi spostamenti all'interno della corsia o in una parte di essa, esplorando l'ambiente circostante. Nella scelta delle prima attività da svolgere in piscina giocano un ruolo fondamentale le preferenze del bimbo. Cerchiamo di capire immediatamente le esigenze del bambino e adattiamo il nostro comportamento alle sue caratteristiche.
 

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola