Carlo Magno tra interviste impossibili e romanzo

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Condivido un progetto e un video di Alessandra Cenci su Carlo Magno. I suoi alunni hanno avuto l'opportunità di vestire i panni dello storico, del giornalista, del romanziere. Nello stesso tempo, sono state attivate le principali competenze chiave europee: imparare a imparare, l'espressione nella madrelingua, la competenza digitale. 

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Alessandra Cenci

Imparo ad imparare...

L’insegnante Alessandra Cenci ha partecipato alla sperimentazione legata al progetto Europeo Erasmus+ “Flip – Flipped Learnning in Praxis” che, come scritto nel precedente articolo, ho condotto tra il 2015 e il 2016 all’Istituto “Baccio da Montelupo (Fi)”. Nel percorso di ricerca e formazione la docente Alessandra Cenci ha sviluppato diverse unità di lavoro Flipped in modo davvero interessante, trovando sempre il sistema per mettere gli studenti di fronte a sfide didattiche coinvolgenti

Le fonti e la storia

Per questi motivi propongo nel blog uno percorso didattico su Carlo Magno nell’ambito del quale Alessandra ha sviluppato la competenza disciplinare di storia legata alla lettura e all’uso di diverse fonti ma anche altre diverse competenze come quella disciplinare legata alla scrittura, quelle chiave europee come imparare a imparare, espressione nella madrelingua, la competenza digitale... Nel percorso, a partire da alcune fonti fornite dalla docente, gli alunni sono invitati a ricostruire la figura dell’imperatore e a comprendere come nasce un contenuto storico. Possono infine simulare un incontro con l’imperatore nei panni di un giornalista, di uno scrittore di romanzi, di uno storico, assumendone il punto di vista.

 

Un gioco didattico sempre nuovo

La professoressa Cenci ha collaborato all’arricchimento del volume da me curato Flip your Classroom - La didattica Capovolta inserendo nel testo diverse riflessioni sulla sua esperienza legata all’uso della Didattica Capovolta in aula e nel percorso di ricerca Erasmus+ a Montelupo. Mi fa quindi piacere presentare un estratto della sua riflessione registrata nel volume, perché credo che potrà essere uno stimolo davvero positivo e prezioso per tutti quei docenti che vorranno cominciare a sperimentare l’uso della Didattica Capovolta in classe.

Lavorando in modo capovolto ho sperimentato una benefica sensazione di "alleggerimento" del peso che deve avere il docente in classe: non tutto dipende da me, da come preparo la lezione o dalle attività che propongo. Resto comunque il designer occulto del "gioco" didattico, ma molto spetta al ruolo che sanno interpretare gli alunni, alle creazioni che riescono a realizzare e che possono stupirmi talvolta per gli esiti toccati. Imparo da loro e con loro, non sono lì con le risposte già tutte confezionate, ma cerco con i ragazzi di trovarle. Che è poi quello che facciamo nella vita. E mi illudo che in tal modo sia possibile anche avvicinare davvero la scuola all'esistenza quotidiana.

Per saperne di più

 

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