New York creativa e chic

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New York creativa e chic

Un viaggio tra i quartieri più trendy di Manhattan

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TriBeCa, Soho e il Greenwich Village sono sicuramente tra i quartieri più trendy e chic di tutta Manhattan e vi si respira un’aria bohémienne e creativa. Il “Village”, in particolare, è il quartiere più artistico, quello prediletto dalla Beat Generation per intendersi. Popolati da artisti e intellettuali, spesso impegnati politicamente, questi tre quartieri si caratterizzano come le zone più vivaci e alla moda, soprattutto per quanto riguarda i divertimenti notturni.


TriBeCa

TriBeCa sta per Triangle below Canal Street. Un tempo era una zona industriale piena zeppa di artisti che si erano allontanati dagli affitti più esosi di Soho. A partire dagli anni Novanta è diventata molto esclusiva (vi abitava anche John John Kennedy), tanto che il famoso TriBeCa Grand Hotel vanta una folta clientela di gente dello spettacolo, star, attori, registi e produttori.
Le vie Sixth Ave. e Hudson St. sono contraddistinte da negozi di arredamento e di design, originali boutique, ristoranti che vanno dai diner come Bubby’s, ideale per il brunch, al semplice pub Puffy’s Tavern, a ristoranti alla moda come il bistrò francese Cercle Rouge o l’Odeon, un ristorante-bar in art déco. Per rilassarsi ideale è il Washington Market Park.

Alcuni edifici storici si trovano lungo la White Street, ai numeri 8-10, dove si notano case progettate nel 1860 da un maestro della ghisa come Henry Fernbach, con archi e colonne. Poco distante sono le case al numero 2 e al 17 della Franklyn St., in stile federale.
Nel 1989, un ex magazzino di Greenwich St. è stato trasformato, dall’attore Robert De Niro, in centro cinematografico. Al piano terra si trova il TriBeCa Grill, di proprietà dello stesso De Niro. Nel 2002 è stato istituito il festival del cinema TriBeCa Film Festival, che si svolge ogni anno ad aprile, conferendo una particolare atmosfera di festa alle vie del quartiere, che si riempiono di bancarelle, ma anche alle gallerie e ai negozi che organizzano diversi eventi.


Soho

Soho sta per South of Houston Street e le sue vie sono tutto un pullulare di gente vestita all’ultima moda, ristoranti, gallerie d’arte affermate, negozi di design. È caratterizzato da splendidi edifici di ghisa e negli anni Settanta i bassi affitti della zona e dei suoi loft, oggi richiestissimi, avevano attirato qui la comunità di artisti che ora è “emigrata” a Brooklyn. Piene di atmosfera sono le strade Spring St., Prince St. e Broome St., ideali per bighellonare senza meta; lungo la Charlton Street si trovano invece molti edifici storici rappresentativi.
Tra le gallerie lungo la Broadway, al numero 560 e al 568, se ne raccolgono diverse di molto belle. Tra le più famose ci sono la Louis K. Meisel Gallery, dove in diverse puntate lavora anche il personaggio Charlotte della serie televisiva Sex and the City, l’originale Deitch Project, il Drawing Center e le Franklin Bowles Galleries, che hanno artisti del passato e del presente.
Aria molto cool e minimalista si respira invece al Soho Grand Hotel, il primo hotel a comparire in questa zona dall’Ottocento, adesso supertrendy: ha perfino un dog bar, dove i cani sono benvenuti.
Green Street è famosa per le sue meravigliose case di ghisa. Al teatro d’avanguardia Performing Garage recitano talvolta star hollywoodiane, mentre tra gli edifici più interessanti si distinguono il Queen of Green St. e il King of Green St. del 1873, di Isaac F. Duckworth, e nella stessa via diverse facciate ideate da Henry Fernbach.


 Greenwich Village

Il Greenwich Village (a volte chiamato West Village per distinguerlo dall’East Village o semplicemente “Village”) prese il suo nome, “paese verde” (green village), già nel Settecento, quando gli inglesi si insediarono in questa zona. Il mito del Village nacque attorno ai primi anni del XX secolo, per opera della comunità bohémien di liberi artisti, letterati, scrittori, intellettuali e pensatori che lo popolavano. Oggi questo primato si è spostato più verso l’East Village. Tra i suoi abitanti illustri ci sono stati Mark Twain e Henry James, che vi ambientò uno dei suoi romanzi più famosi, Washington Square (1881), poi lo scrittore radicale John Reed che, tra il 1911 e il 1912, visse al 42 di Washington Sq. South. Nel 1917 al 139 di Mac Dougal St. fu invece fondata la Princetown Playhouse, dove Eugene O’Neill scrisse la maggior parte delle sue opere. Al 137 di Waverly Pl. si stabilì per un periodo Edgar Allan Poe. Al 4 di Patchin Place abitò per 40 anni il poeta E.E. Cummings, amico sia di Ezra Pound che di T.S. Eliot che passavano spesso a trovarlo.
Le tranquille strade alberate e i bei cortili di questo quartiere sono diventati meta prediletta di tanti turisti, ma anche di studenti, di creativi e anche dei newyorchesi abbienti che hanno contribuito a far alzare il prezzo degli affitti. Per lo più però la zona è caratterizzata da botteghe di alimentari e ristoranti italiani, negozi di antiquariato, deliziose boutique che si mescolano talvolta a rivendite etniche e a bancarelle con argento e bigiotteria indiana. La sera si vive sia nei numerosi caffè, wine bar e pub sia nei ristoranti alla moda e nei locali in cui si fa musica dal vivo, soprattutto jazz, da sempre una tradizione del quartiere. Uno dei punti d’incontro più vivaci è Sheridan Square, come le strade Christopher (di tradizione gay), Bleecker, Bedford and Hudson Street. Un edificio storico è invece il Jefferson Market Courthouse, del 1877, salvato dalla demolizione e convertito in libreria nel 1967.

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