Andy Warhol e i Velvet Underground

Musica

Andy Warhol e i Velvet Underground

Il primo incontro

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Andy e il suo collaboratore Paul Morrissey, stavano cercando un gruppo rock and roll da promuovere quando vennero invitati dal ballerino Gerad Manlanga al Cafe Bizarre per vedere un gruppo interessante...

Il Caffe Bizzare era uno stanzone lungo e stretto con segatura sparsa sul pavimento, un po' di tavoli e, allineate sulle pareti, lampade coperte del reti da pesca. Warhol e la sua comitiva, comprendente Sedgwick, Morrosey, Malanga e Rubin, sedettero a un paio di tavoli posti accanto al muro, davanti al gruppo e alla sua sinistra. Era un giovedì sera. Nessuno fece caso al loro ingresso. Il mondo dell'arte e del rock erano ancora piuttosto separati e le dieci o quindici persone sparpagliate tra i vari tavoli non riconobbero i nuovi venuti.

L'uomo dai capelli d'argento che portava occhiali scuri e una giacca nera di pelle, con il mento appoggiato una mano elegantemente sottile, ascoltava l’animata conversazione della sua compagnia, che occasionalmente interrompeva con qualche breve scherzoso commento ma che per la maggior parte del tempo restava silenzioso.
Appena i Velvet Underground cominciarono a suonare, però, Andy si animò parecchio perché si rese immediatamente conto che con un gruppo del genere avrebbe potuto lavorare.

I Velvet Underground erano poco conosciuti fuori della loro ristretta cerchia ma si movevano allo stesso livello della scena cinematografica underground che Andy sosteneva. Erano in sintonia con il suo modo di intendere l’arte più di qualsiasi altro gruppo rock che avesse visto: rifiutavano di accettare qualsiasi forma di ordine prestabilito o limitazione.

LOU REED: era un periodo molto strano, con un gruppo di persone molto strane. In un certo settore tutti stavano facendo quasi esattamente la stessa cosa senza che nessuno conoscesse nessun altro.

Dopo il set Barbara condusse Velvet al tavolo di Andy. Erano tutti poco più che ventenni e vestiti di nero da capo piedi. L’accento risonante e l'atteggiamento sognante di John Cale ne rivelavano l'origine gallese la preparazione del campo della musica classica. Il timido sorriso da masticatore di chewing gum del ricciuto Lou Reed lo identificava più strettamente con Andy, con il quale condivideva la somiglianza di carattere. Sedettero uno accanto all'altro e s’intesero immediatamente.

Sterling Morrison e Maureen Tucker rimasero tranquilli questo primo incontro ma fecero una buona impressione. Sapevano tutti che fosse Andy ed erano compiaciuti del suo interessamento e dei suoi complimenti.



MORRISEY: la sera in cui Andy venne al Bizarre Gerald aveva invitato Nico, che era appena arrivata in città; la incontrai per la prima volta in quell'occasione. Penso che Gerard avesse già portato la Factory il disco I'll Keep It With Mine. Avevo l'impressione che i Velvet mancasse una cosa, un cantante solista, perché non ritenevo che Lou avesse la personalità per mettersi in piedi davanti al gruppo e cantare. Al gruppo serviva qualcosa di stupendo che contrastasse con quella sorta di stridente bruttezza che cercavano di vendere e ciò che occorreva era la combinazione con una ragazza di assoluta bellezza collocata davanti a tutta questa decadenza. Quella stessa sera dissi senza esitare “Nico, sei una cantante. Hai bisogno di qualcuno che suoni dietro di te. Forse puoi cantare con questo gruppo, se vogliono lavorare con noi, esibirsi in quel locale e prenderci come manager”.

ANDY WARHOL: l'idea pop, in fondo, era che chiunque potesse fare qualsiasi cosa, sicché naturalmente stavamo tutti tentando di fare tutto. Nessuno voleva rimanere in una categoria, volevamo tutti estendere l'attività verso ogni possibile cosa creativa. Ecco perché, quando incontrano i Velvet Underground alla fine del 1965, eravamo tutti decisi ad entrare anche nella scena musicale.
Prima di andarsene Andy invitò i Velvet e Nico a fare visita la Factory ogni volta che ne avessero voglia. Lasciò il locale prima del secondo set ma più tardi, a cena, continuò a dire agli amici “Dobbiamo pensare a fare qualcosa con i Velvet. Cosa potrebbe essere? DOBBIAMO PENSARE A QUALCOSA!”.

Fonte immagine in alto a sinistra: newyorker.com

Velvet

I Velvet Underground e la New York di Andy Worhol

La ''storia'' dei Velvet Underground, estremamente dettagliata e interessante. ''I dischi dei Velvet Underground sono la storia delle persone che vi hanno suonato, il documento di una crescita di vita e non solo di musica: fra l'inizio e la fine, ci sono decine di storie e di esperienze. Tutte le canzoni stabiliscono un collegamento, per non far sentire solo chi ascolta. Io penso che sia importante che la gente non si senta sola.'' (Lou Reed) Una monografia estremamente curata, corredata da immagini, interviste, conversazioni informali con i protagonisti e con i comprimari che da sempre orbitano attorno alla storia di uno dei gruppi più interessanti nel mondo della musica contemporanea.

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