Che lingua usiamo? Due attività per la classe

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Esploriamo con i bambini gli usi reali della lingua e riflettiamo sul legame tra scelte linguistiche e contesto comunicativo. Di Stefania Ferrari

bambini infanzia mensa

A scuola, nelle attività di riflessione esplicita sulla lingua, in genere l’attenzione è rivolta principalmente a lessico e morfosintassi, meno praticata invece, se non assente, la riflessione intorno alla dimensione pragmatica. Nonostante le Indicazioni Nazionali invitino il docente a dare spazio alla comunicazione orale, ad accompagnare gli allievi nell’esplorazione degli usi vivi e reali della lingua e del legame tra scelte linguistiche e contesto comunicativo, nella pratica raramente tale orientamento viene declinato in azioni didattiche sistematiche. Questa situazione genera inevitabilmente occasioni di apprendimento mancate: lattenzione alla dimensione parlata e la riflessione sull’uso vivo e reale della lingua aprirebbero la strada a concreti percorsi di didattica inclusiva, basati sul soddisfacimento di obiettivi di apprendimento comuni per allievi monolingui e bilingui. Chi sta imparando l’italiano potrebbe infatti sviluppare ulteriori abilità d’uso, mentre chi ha già sviluppato buone competenze imparerebbe a gestire con maggiore consapevolezza le possibili formulazioni linguistiche a disposizione del parlante.
Riprendendo alcune delle proposte elaborate all’interno del progetto Oggi facciamo pragmatica, proponiamo qui due attività dedicate al saper fare richieste in italiano. Il percorso proposto può essere svolto in classe, con tutti gli allievi, o in momenti dedicati all’italiano L2.

Prima attività: Fare una richiesta

Organizziamo la classe in piccoli gruppi e proponiamo l’espressione: “fare una richiesta”. Chiediamo ai bambini di annotare su un foglio tutte le parole che vengono in mente. Se necessario proponiamo alcune domande stimolo: cosa vuol dire fare una richiesta? Chi può fare una richiesta? A chi posso fare una richiesta? Dove si possono fare richieste? Quali parole usiamo per richiedere? Invitiamo i bambini a pensare a ciò che dicono o sentono durante la giornata a scuola o in classe.

Seconda attività: Come si può dire?

Proponiamo alcune situazioni, ad esempio:

• Sei in biblioteca, stai cercando un libro di Harry Potter. Vai dalla bibliotecaria per farti aiutare. Cosa dici?
• Sei a casa di un amico, hai sete e vorresti un po’ d’acqua. Cosa dici alla mamma dell’amico?
• Sei al parco, incontri un amico e gli chiedi di giocare con te a calcio. Cosa dici?
• Sei in classe, la maestra vi ha dato un problema da risolvere. Tu non capisci bene cosa devi fare, cosa dici?

Chiediamo ai bambini in piccolo gruppo di concordare cosa si potrebbe dire in queste situazioni e invitiamoli a mettere in scena davanti alla classe i dialoghi.
Annotiamo alla lavagna le parole e frasi usate per fare le richieste.

Riflettere sulla lingua

Cosa rende simili o diverse le varie proposte? Accompagniamo i bambini nella scoperta della relazione tra grammatica e pragmatica. Osserviamo il verbo: quale effetto comunicativo ha la scelta della persona (per es. posso-puoi-possiamo)? E il tempo o il modo (per es. voglio-volevo-vorrei)? Quali parole rendono una richiesta più o meno diretta o più o meno efficace? Come dovremmo cambiare le frasi se cambiasse l’interlocutore (per es. bambino vs adulto; persona conosciuta vs sconosciuta)?

 

Per approfondire

Stefania Ferrari (2016), Oggi facciamo pragmatica: un percorso di formazione e ricerca azione nella scuola primaria 

Per una selezione di proposte didattiche, clicca qui

 

  

 

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