A cavallo delle onde gravitazionali: ripensiamo i confini tra le discipline

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A cavallo delle onde gravitazionali: ripensiamo i confini tra le discipline

Marica Branchesi è stata riconosciuta da “Nature” come una delle dieci ricercatrici più influenti del mondo, per aver abbassato i confini tra fisici e astronomi e contribuito a mettere in relazione i diversi linguaggi che provengono dalle stelle. Di Franco Lorenzoni.

Marica branchesi

 

Vicino alla costellazione dell’Idra, dalla galassia NGC4993 che si trova a 130 milioni di anni luce dalla Terra, il 17 agosto 2017 è giunta fino ai nostri occhi l’energia sprigionata da una collisione tra due stelle compatte di neutroni, che ha generato un fascio di raggi gamma. Le due stelle, che si rincorrevano in un girotondo accelerato, spiraleggiando fino alle soglie della velocità della luce, erano così schiacciate su se stesse da avere sbriciolato gli atomi che contenevano. Nell’istante in cui l’abbraccio si è trasformato in collisione e poi in fusione, prima di trasformarsi in un buco nero ci hanno mandato messaggi in diverse lingue che sulla terra tanti scienziati hanno captato.
Raccolgo queste informazioni difficili da intendere, perché sembra che quest’appassionante rilevazione multipla delle onde prodotte da queste due stelle prima collassare, forse ci permetteranno di compiere un nuovo passo in avanti nella scoperta di cosa accade e sia accaduto nel nostro Universo, confermando quanto ipotizzava Einstein.
Ad annunciare tutto ciò il 16 ottobre, a Washington, c’era tra gli altri Marica Branchesi, scienziata quarantenne di Urbino, che per questa scoperta è stata riconosciuta come una delle 10 ricercatrici più influenti dell’anno dalla prestigiosa rivista “Nature”.
 

Il particolare che più mi ha colpito della storia è che questo traguardo scientifico sia stato realizzato non da una ricercatrice in solitudine, cosa ormai impensabile, e nemmeno da un composito gruppo di ricerca internazionale, ma con il contributo diretto o indiretto di oltre 3.000 scienziati di tutti i continenti, uniti nel costruire strumenti e nell’osservare contemporaneamente lo stesso fenomeno.
La qualità che viene riconosciuta alla giovane ricercatrice urbinate sembra stia nel suo essere ottima ambasciatrice tra le discipline, lavorando in un territorio di frontiera. Marica infatti presidia con curiosità, attenzione e particolare acume la frontiera che ci separa dall’ignoto che si nasconde nel cosmo, ma soprattutto ha avuto la tenacia e l’intelligenza di coinvolgere e far convergere verso una osservazione comune fisici e astronomi, invitandoli ad assottigliare la frontiera che separa le loro discipline.
In particolare, lavorando all’interno del gruppo Virgo, ha dato un importante contributo perché fosse possibile osservare lo stesso fenomeno celeste usando contemporaneamente diversi canali: la luce, le onde radio, i neutrini, le onde gravitazionali, le particelle cosmiche.
Le possibilità aperte dalla multi-messenger astronomy sembrano molto promettenti e il fatto che il segnale della collisione giunto qui ad agosto sia stato captato da osservatori di tutti i continenti conferma a tutti noi che più siamo aperti, più sappiamo ascoltare diversi linguaggi, più siamo in grado guardare ciò che accade e raccogliere informazioni intrecciando punti di vista differenti, maggiormente allarghiamo le nostre conoscenze. E questo credo non valga solo nel campo della Fisica e dell’Astronomia.
Iniziamo allora il nuovo anno festeggiando le abilità diplomatiche di Marica Branchesi, capace di rendere valicabili le frontiere che separano due discipline cugine, con l’augurio che rivolgo a tutti noi che insegniamo, di essere sempre più capaci di saltare muri e separazioni tra saperi, perché è sempre sporgendosi che si conosce di più.
Cerchiamo di fare tesoro della tenacia e dell’audacia di chi ha il coraggio di guardare oltre il proprio territorio e le proprie conoscenze consolidate, sia nelle nostre menti che ai confini dell’Universo ed anche, soprattutto, qui sulla Terra.   

 

Nelle foto, dall'alto: la scienziata Marica Branchesi; uno strumento alla Casa-laboratorio di Cenci per rilevare la posizione del sole; bambini che disegnano il sole su una meridiana.

 

Per saperne di più

Franco Lorenzoni sarà a Brindisi con Luca Mori il 15 febbraio 2018 per "Imparare a pensare in grande. Ascolto e dialogo con bambini e ragazzi". 

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