Gioie e dolori dei messaggi in chat

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I sistemi di comunicazione su smartphone sono molto utili per la condivisione della vita scolastica. Con i genitori di origine straniera servono però attenzioni e cure particolari, onde evitare incomprensioni. Di Laura Sidoti

whatsapp cellulare messaggistica

Ormai un gran numero di informazioni importanti relative alla scuola passa per i sistemi di messaggistica istantanea, attraverso una catena di comunicazione che collega insegnanti, rappresentanti di classe e genitori. I vantaggi sono notevoli, sia per rapidità e completezza delle informazioni, sia per le possibilità di inclusione. Può capitare a tutti di perdere un’assemblea di classe, di dover recuperare i compiti o di aver bisogno di chiarimenti: le chat arrivano in soccorso. Sono un alleato prezioso per chi tende a dimenticare appuntamenti o scadenze importanti come la firma di avvisi, le richieste di materiale scolastico, le uscite didattiche, il giorno e l’ora della recita. Ma, come tutti gli strumenti, anche questi gruppi online hanno i loro limiti.

Messaggi importanti e chiacchiere in libertà

Capita che i genitori stranieri arrivati da poco in Italia facciano fatica ad approcciarsi a questi sistemi di messaggistica. Non conoscendo ancora la nostra lingua, il contenuto dei messaggi e le richieste e informazioni inoltrate possono risultare incomprensibili, allontanandoli da questo strumento. Non è raro che le comunicazioni più importanti rischino di perdersi fra messaggi non strettamente inerenti alla scuola.

Dopo il primo anno di scuola, per evitare di intasare la chat di messaggi non pertinenti, la nostra rappresentante ha saggiamente deciso di crearne una parallela, dove si può chiacchierare in libertà. Sono state chiarite le nuove regole: su quella ufficiale sono rimasti solo i contenuti rilevanti ”, dice Fatima, una mamma volontaria dello sportello di aiuto per i genitori. Nata in Marocco, residente a Milano da quando aveva 17 anni, è sposata con un italiano: lei è il punto di riferimento della scuola quando ci sono difficoltà di comunicazione con i genitori neoarrivati di lingua araba. Cerca di facilitare il passaggio di informazioni importanti, che altrimenti rischiano di perdersi, ma non può arrivare dappertutto. Aggiunge: “Nella chat di classe di mia figlia intervengono soprattutto le mamme italiane. Quelle straniere sono meno attive, ma ringraziano sempre con entusiasmo quando vengono inoltrate informazioni utili o foto dei loro bambini. È però davvero importante monitorare con attenzione se tutti i genitori sono presenti, se controllano realmente i messaggi e se davvero sono in grado di capire le informazioni che ci scambiamo. In caso contrario, bisogna cercare di coinvolgerli in altro modo, magari avvicinandoli all’uscita”.

Affidarsi alle chat: sì, ma con qualche cautela

Se un genitore non partecipa mai alle discussioni, è meglio verificare di avere il numero giusto. Le mamme neoarrivate a volte danno il numero del marito il quale, pur parlando di solito in italiano con maggiore sicurezza, delega la cura dei figli alla moglie e, di conseguenza, non segue le chat. Altrettanto importante è assicurarsi che i genitori stranieri usino l’app con una certa regolarità e che scarichino i messaggi. I guai sono sempre in agguato.

Da poco ci sono state le tradizionali recite di Natale: in una classe prima una mamma egiziana, che non utilizza regolarmente WhatsApp, non aveva letto il messaggio della rappresentante contenente l’informazione su data e ora della performance del figlio, finendo per perdersela (per fortuna è stata organizzata una replica il giorno dopo, in esclusiva per lei!). Federica, una mamma italiana volontaria dello sportello di mutuo aiuto e rappresentante di classe in una prima, conferma: “Oramai quasi tutti hanno WhatsApp, ma non è detto che tutti i genitori stranieri siano in grado di distinguere fra messaggi importanti e non. Essendo mamma di due figlie più grandi, negli anni ho notato che a volte, spontaneamente, i genitori di una classe trovano mezzi alternativi per coinvolgere chi è in difficoltà con la lingua. Lo fanno attivando le risorse umane delle altre mamme e papà, che magari prendono sotto la propria ala un altro genitore o semplicemente prestano un’attenzione particolare ai bambini più in difficoltà, invitandoli per pomeriggio di gioco e compiti, o offrendosi di accompagnarli alle feste”.  Non mancano le soluzioni creative. Laura, un’altra volontaria dello sportello, è una mamma italiana bilingue. Insegna spagnolo alle scuole superiori e ha “adottato” la mamma neoarrivata dal Centro America di un compagno di classe della figlia. Quando le insegnanti mandano messaggi via WhatsApp o ci sono avvisi importanti, lei si occupa di tradurre e fornire indicazioni.

La comunicazione promuove la corresponsabilità educativa

Sempre più insegnanti condividono con i rappresentanti di classe aggiornamenti, immagini e foto di quanto accade fra le pareti scolastiche. Le immagini sono comprensibili da tutti e hanno il vantaggio di superare la barriera della comunicazione linguistica. Le ricerche confermano che i genitori apprezzano molto questa apertura della scuola alle famiglie, un’opportunità offerta dai telefoni di ultima generazione. E più i genitori sono informati su quanto accade a scuola, più si rafforza la fiducia, la cooperazione scuola-famiglia e il senso di appartenenza ad una comunità a partire dall’obiettivo di co-educare i piccoli.

Oltre allo sportello di mutuo aiuto, le mamme italiane insegnano l’italiano alle mamme immigrate.

 

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