Curiosi di parole

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Un laboratorio con le mamme volontarie per imparare la scrittura e la pronuncia delle lingue di classe. Di Laura Sidoti 

genitori multiculturale classe bambini

Ana ismi Alice!”, “Ana min Milano!”. Facendo leva sulla naturale curiosità dei bambini per le lingue, qualche giorno fa due mamme volontarie dello sportello di mutuo-aiuto hanno affiancato un mediatore culturale nel laboratorio Ti presento la mia lingua. Descritto come un “viaggio alla scoperta delle lingue attraverso filastrocche, giochi di parole, canzoni e altro ancora”, l’iniziativa ci ha dato modo di scoprire con un approccio leggero e divertente la scrittura e la pronuncia della lingua di tre compagni di classe. L’idea era quella di sperimentare un modo alternativo per valorizzare il bilinguismo (in alcuni casi, il trilinguismo) dei nostri bambini e dei loro genitori, volontari e non, sensibilizzando e aumentando la consapevolezza di tutti riguardo al numero e alla varietà delle lingue parlate nella nostra scuola.

Far leva sulla curiosità innata dei bambini

La comunicazione, la comprensione e l’integrazione sociale passano dalla conoscenza della lingua dell’altro. Ignorare il potenziale del plurilinguismo dei nostri alunni è un vero peccato. Da anni è dimostrato come esso sia una forza e una risorsa per il futuro di un individuo, e come la valorizzazione della lingua madre non sia affatto controproducente e non rallenti l’acquisizione dell’italiano. I bambini sono naturalmente curiosi e reagiscono con entusiasmo quando i compagni dicono qualche parola nella propria lingua madre. Cercare analogie fra famiglie linguistiche, o loro sottogruppi, è un’abitudine consolidata nella mia classe. Lo facciamo con parole, frasi, coniugazioni verbali, strutture linguistiche e spesso sono gli stessi alunni a cogliere la similitudine fra alcune. Quante più lingue un bambino ascolta da piccolo, tanto più gli sarà facile da grande impararne altre. La lingua è come la musica: esistono tanti generi, tante tonalità, tante melodie e più ne conosciamo più riusciamo ad arricchirci. Nella nostra scuola i bambini che in casa parlano una lingua diversa dall’italiano sono circa il 30%, percentuale ancora più alta se si tiene conto degli alunni che hanno un genitore italiano e uno straniero.

Suoni e parole in altri alfabeti fra divertimento e imbarazzo 

Nel corso di questo laboratorio gratuito, offerto dalla struttura territoriale di riferimento per l’Integrazione degli alunni immigrati e delle loro famiglie costituita dal Comune di Milano, i bambini hanno provato a leggere e scrivere alcune lettere o parole in altri alfabeti. Le mamme volontarie hanno poi dato dimostrazione delle varianti dell’arabo parlato, portando l’attenzione sulle differenze nell’uso di alcune parole e sul loro suono nella pronuncia marocchina ed egiziana.
In genere, la maggior parte dei bambini si diverte a usare la propria lingua madre di fronte ai compagni. Alcuni possono provare un certo imbarazzo o trovarlo strano, magari perché non l’hanno mai fatto fuori di casa. Ecco perché è importante abituarli fin dal primo anno di scuola. Nel corso del laboratorio, la presenza di persone conosciute come le mamme dei compagni ha abbassato il filtro emotivo spingendo tutti a cercare di ripetere i suoni e le parole che le volontarie e il mediatore ci insegnavano.

Che fatica imparare una nuova lingua!

Incoraggiati a non preoccuparsi dei possibili errori o del giudizio sulla pronuncia, gli alunni hanno capito in prima persona quali siano le difficoltà di chi apprende una lingua straniera per la prima volta. Questo ci ha permesso di rispettare e apprezzare ancora di più gli sforzi e i progressi degli alunni provenienti dall’estero che si uniscono al nostro cammino, come è stato per la compagna arrivata dal Bangladesh a ottobre, e di comprendere le enormi difficoltà di tutti quei genitori stranieri che non hanno la possibilità di imparare a scuola la nostra lingua. Rendersi conto dei benefici della ricchezza linguistica della propria comunità scolastica, e capire il ruolo che ciascuna di queste lingue ha nella vita dei compagni, è stata per tutti un’occasione per riflettere sulla propria identità, sulle proprie radici e sul ruolo delle lingue nella vita di ognuno di noi.

  

  

 

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