Un antidoto alla scuola della noia. Per Paolo Poli

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Ogni suo spettacolo  era un’immersione nella divergenza e nell’ironia. Ciao a Paolo Poli, grande uomo di teatro e di cultura. Alla scuola che non abbia paura di lasciarsi prendere in giro, ha lasciato una memorabile lettura di Pinocchio: dono dell'intelligenza prezioso, per bambini e insegnanti. Di Carla Ida Salviati. 

Paolo Poli Pinocchio

Come molti ripetono in questi giorni, Paolo Poli è stato prima di tutto un grandissimo uomo di teatro, una “bestia da palcoscenico” dotata di un’originalità di approcci assolutamente unici.

Qui vorrei ricordare come sia stato, con i suoi capovolgimenti di letture e di senso, con le acrobazie di parole (usando Queneau poteva costruire un intero spettacolo su una citazione…), un coltissimo intellettuale che ha messo al centro dei suoi sberleffi la cultura scolastica con i suoi riti e i suoi canoni. Bastava che si lasciasse andare alle rime dell’amato Palazzeschi perché crollassero dentro di noi - studenti spettatori - le cattedrali cupe dei Sepolcri, delle tragedie alfieriane, dei Vincenzo Monti, insomma di tutta quella letteratura sulla quale, un tempo, venivamo valutati alla maturità. Con immensa creatività Paolo Poli è stato capace di contrapporre l’anticanone alla cultura formalizzata, pescando nel disprezzato “ciarpame” della letteratura di "serie B" (da Carolina Invernizio alle favole per bambini, di cui fu dicitore sublime) e insieme coniugarla con il teatro di parola, la Vispa Teresa, Tommaso Landolfi

Per chi ha avuto orecchi e cervello per ascoltare, ogni suo spettacolo (che era proprio tutto suo, solo la sorella Lucia poteva fargli adeguata spalla, giocando ad essere burattino e burattinaio) era un’immersione nella divergenza e nell’ironia. Se posso suggerire un modo per trattenere questo efebo geniale ancora un poco nel nostro mondo, e se posso suggerirlo a una scuola che non abbia paura di lasciarsi prendere in giro, allora mi piacerebbe incitare gli insegnanti non pavidi (ce ne sono per fortuna: e ce ne n’erano anche quando le pepate pièces di Poli non venivano inserite nelle promozioni teatrali per gli studenti, relegate a circuiti secondari) ad ascolatre, a ri-ascoltare il Pinocchio. La lettura inimitabile, registrata pochi anni fa, è un regalo grandissimo che possiamo fare ai nostri ragazzi, a noi stessi, alla memoria di una grande intelligenza: maestro egli pure. A modo suo, bien sûr… 

Carla Ida Salviati

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