I vestiti nuovi del Piccolo principe

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [5ZGCHUWW] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [D2QRPRMQ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [D7NIQ5T1] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Dal 2015, chi vuole può tradurre, illustrare, ristampare il celebre libro di Antoine de Saint-Exupéry. Quali saranno i vestiti nuovi del Piccolo principe? A quando un gioco interattivo ispirato al suo personaggio? Di Carla Ida Salviati.

Il piccolo principe

La nuova edizione del Piccolo principe esce per Giunti in una doppia veste grafica, con copertina blu (qui sopra) e bianca (qui sotto). Per saperne di più..
Scopri il Piccolo principe in blu!
Scopri il Piccolo principe in bianco!

Meno baciperugina, più disegni

Se conto bene, siamo arrivati a tredici. Tredici edizioni, dico, dall'inizio del 2015 quando, inesorabili, son cessati i diritti del più famoso libro per l’infanzia degli ultimi cent'anni. Parlo del Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry: blindatissimo fino a poco tempo fa per volere, espresso in vita e trasmesso per via testamentaria agli eredi, dell'aristocratico aviatore.

Non potendo (immagino) controllare alla virgola le innumerevoli traduzioni, comprese quelle nelle lingue più lontane dall'Occidente, la supervisione familiare veniva esercitata sui disegni dell'autore stesso (peraltro non eccelsi), che infatti sono rimasti sempre uguali per tutti questi decenni immortalando il piccolo protagonista, la Volpe, la Rosa, il serpente scambiato per un cappello... Nessun illustratore ha mai potuto cimentarsi con il celeberrimo testo, al punto che persino un’edizione fuori commercio promossa da Adriano Olivetti e magnificamente disegnata da Grasso Favrega, si adattò a cambiare il titolo per aggirare per l'assoluta irremovibilità degli eredi. Il principino doveva avere le fattezze plasmate dal suo creatore, e nessun'altra.

Tanto accanimento per conservare intatta l’immagine originaria del Piccolo principe non ha peraltro impedito il proliferare di gadget di ogni tipo, corredati da citazioni diventate popolarissime, al limite del banale, e ben note anche ai molti che il libro non lo hanno nemmeno mai sfogliato. Effetto baciperugina, per intenderci. Strano destino per un capolavoro, che di stranezze ne ha più di una, a cominciare dai sentimenti contrastanti che ha sempre provocato.

Le stranezze di un capolavoro

Il Piccolo principe o lo si ama visceralmente o lo si odia senza sfumature. E simile destino ha conosciuto suo autore, del quale esistono – soprattutto in Francia – biografie che sfociano nella venerazione ma al quale può capitare di essere ignorato da articoli e rassegne che dovrebbero citarlo in ogni caso, al di là delle valutazioni letterarie.

Curiosa è poi la passione dei detrattori sui reali destinatari del racconto: "Non è un libro per bambini!" tuonava Roberto Denti, che di libri se ne intendeva ma aveva le sua belle idiosincrasie, a cominciare dai Promessi Sposi che nelle sue conferenze davanti agli insegnanti inauguravano spesso l'elenco dei misfatti della scuola nel campo dell'educazione alla lettura. Per contrappeso, succede anche di incontrare devoti innamorati del Piccolo principe, storia che costoro magari hanno conosciuto solo da adulti, ritrovandovi i contorni dell’età dell’innocenza.

E adesso?

Ora sarà bello vedere se, smessi i panni che gli aveva fatto indossare il suo autore-disegnatore, il Piccolo principe continuerà a troneggiare nelle classifiche dei libri per ragazzi più venduti: in certi periodi riusciva a stare addirittura ai primissimi posti per settimane. E anche quando i Potter o gli Stilton invadevano il mercato con tutto il loro efficace codazzo multimediale‎, il principino al massimo scendeva di qualche punto: ma assai raramente usciva dai top ten. E comunque vi è sempre prontamente ritornato appena i più moderni ed effimeri successi editoriali hanno imboccato la via dell'inevitabile declino.

Sarà interessante seguire in futuro il cammino del Piccolo principe. E sarebbe interessante capire ‎se la scuola lo proporrà ai bambini, e come. Chissà, per esempio, se i nostri bambini arpionati agli smartphone subiscono ancora il fascino ambiguo del libro (talvolta) amato dai loro nonni. Ma… a proposito! Chissà che non stia già girando un “giochino” ispirato al Piccolo principe, adesso che si è liberato dai catenacci dei diritti editoriali... Chissà che non conosca una rinnovata vitalità grazie a tecnologie che il conte Antoine nemmeno poteva immaginare nei suoi lunghi voli in tempo di guerra...

Per saperne di più

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola