La questione dell’insegnante gay licenziata

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Il caso dell’insegnante in sospetto di omosessualità. Le reazioni della stampa e parecchie domande su cui riflettere. Qual è il confine tra pubblico e privato? Tra scuola e famiglia? Tra libertà didattica e libertà di scelta degli orientamenti morali per i figli?

Domande

Sta destando molto scalpore la questione dell’insegnante ritenuta gay che si è vista negare – per questo motivo – il rinnovo del contratto di lavoro da una scuola confessionale.

Oggi “La Repubblica” conferma con una nota che la stessa preside aveva raccolto “proteste” di famiglie e colleghi (Prof. gay licenziata. Ora la scuola dice "C'erano proteste", 22 luglio 2014, p. 26).

Su “Internazionale”, il collettivo di scrittori Wu Ming lancia una provocazione:

Le suore di Trento hanno ragione. Per quale motivo un istituto scolastico cattolico, gestito da religiose, dovrebbe accettare un’educatrice omosessuale? Per chi considera l’omosessualità una devianza, una triste sventura, è del tutto legittimo porsi il problema di quanto un docente gay o una docente lesbica possa agire come esempio negativo sugli alunni e le alunne. Il problema infatti non è delle suore, ma di uno stato laico e aconfessionale che finanzia le loro scuole e se ne vanta, affermando per legge (n. 62 del 2000) che quegli istituti fanno parte del sistema scolastico pubblico.  

La questione non è semplice da districare. Pubblico e privato, libertà didattica e libertà di scelta degli orientamenti morali per i figli costituiscono – da sempre – territori con labili confini.  

Mi piace segnalare allora un intervento assai articolato di Vladimiro Zagrebelsky apparso su “La Stampa” e che non a caso si conclude con molte domande aperte:

Lo schema entro il quale si inseriscono i rapporti tra il diritto alla specificità delle scuole religiosamente caratterizzate e i diritti e libertà fondamentali di coloro che operano nel loro ambito, lascia aperto un problema ulteriore. Fino a che punto lo Stato può riconoscere la parità (ed anche finanziare) scuole private, quando emergano contrasti profondi con principi fondamentali dell'ordinamento della Costituzione repubblicana? Fino a dove il pluralismo culturale e il conseguente rispetto dell'autonomia delle organizzazioni religiose rappresentano un valore positivo da tutelare? Vi sono limiti oltre i quali vengono messe in discussione le fondamenta stesse della Costituzione? La deferenza rispetto a orientamenti religiosi tradizionalmente presenti in Italia ha lasciato sopito il problema. Ma da un lato la nuova reattività sociale rispetto ai diritti e le libertà delle persone, e dall'altro la nuova realtà di religioni non tradizionali, come quella islamica, impediranno di eludere un problema che è politico e giuridico insieme e che, quindi, richiede scelte politiche e, nei casi specifici, renderà inevitabili decisioni giudiziarie.  

Apro il dibattito con i lettori: e voi, cosa ne pensate?

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Commenti

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    hmishra1

    12:19, 26 Aprile 2019
    If you face trouble to sync setting in windows 10 pc then login your pc with your outlook account and download settings windows 10 operating system in easiest way without facing any trouble.