La grande scuola dei piccoli

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [P8CUFCU2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [QLPBJPSN] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [NA9KYF2M] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Marilena, trentacinque anni, laureata in lettere classiche a pieni voti ha scelto di insegnare nella scuola dell'infanzia. La sua storia, un augurio di buon inizio d'anno a tutti quelli che lavorano nella grande scuola dei piccoli. Da "Scuola dell'infanzia" di settembre.

Illustrazione di Roberta Gorni

Marilena ha trentacinque anni e mi racconta la sua storia. Laureata in lettere classiche a pieni voti, si è a ruota abilitata anche in Scienze della formazione e ha vinto il concorso nella scuola dell’infanzia.

Ha cominciato a insegnare in una cittadina della Lombardia, ha preso casa. “Mia madre – dice – all’inizio era contenta. Sono figlia unica e un lavoro sicuro la rasserenava. Pensava però fosse un posto temporaneo, un modo per aspettare il ruolo nel liceo classico, in quella cattedra per cui avevo duramente studiato. Ho faticato non poco a spiegarle che anche all’Università ‘per maestre’ (così lei la chiamava) mi ero impegnata, e non poco, tra una supplenza e l’altra. Ma la delusione massima per mia madre è stata quando, tre anni fa, mi sono rifiutata di partecipare al concorso che, con il senno del poi, avrei anche potuto vincere, visto che per le lingue antiche sono proprio portata”.

Marilena ha deluso sua madre che se la vedeva già in un prestigioso liceo, magari proprio in quello dove lei aveva a lungo insegnato matematica. Marilena preferisce il dialogo con i bambini di quattro anni a quello con i preadolescenti. Una rinuncia? Una sconfitta? Timore del confronto? “Qualche volta ci penso – continua – anche perché mia madre non si dà per vinta. Ha persino pensato che avessi un innamorato segreto che mi tratteneva qui… Ma non c’è niente di questo. Per lei è impensabile che una persona colta possa essere professionalmente gratificata dal contatto con bambini molto piccoli. Le sembra che io abbia sprecato il mio tempo, è convinta che un giorno mi pentirò della scelta che ho fatto”.

Chissà, forse un giorno Marilena se ne pentirà davvero. Magari quando si accorgerà che il suo stipendio è assai più modesto di quello dei colleghi delle superiori; oppure quando si stancherà di combattere in una scuola che ha bisogno di tutto e alla quale si stanno togliendo risorse; oppure quando, in là con gli anni, non ce la farà più ad accovacciarsi sulle piccole sedie dei suoi piccoli alunni… Forse se ne pentirà quando si accorgerà che la scuola dell’infanzia è esaltata, con parole altisonanti, come tassello indispensabile a costruire opportunità autentiche, e nondimeno è sotto tiro per i costi troppo elevati ed è aggredita dalla crisi...

“Per ora – conclude – me ne sto qui, e non come un ripiego. Sto qui perché certe mattine mi sembra di essere alla scuola di filosofia di Atene, altro che in questa cittadina della Padania. Certe mattine, e spesso senza che lo cerchi io, qui in cerchio si parla di tante cose, della natura, e di noi, e dei grandi, e persino della morte… Nessuno ha idea di quanta ricchezza ci sia nel pensiero infantile. E mia madre non immagina come io, che mi sono formata su Platone e su Saffo, abbia bisogno di quei miei antichi studi per seguire i percorsi dei miei piccolini…”.

Tua madre forse non lo capirà mai. Ma molte tue colleghe, quelle della scuola “piccola”, ti daran ragione. Ne sono certa.

Buon anno scolastico, Marilena.  

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola

  • avatar

    hmishra1

    12:16, 26 Aprile 2019
    If you were unable to find your saved documents then just from here learn that where are recent documents windows 10 operating system get it in easiest way.
  • avatar

    staow

    7:54, 23 Aprile 2019
    Teaching in kindergarten, a lot of educators believe they require adaptive skills. And that's true. Some teacher vacillate between two options: whether to work at high school or in the kindergarten. And they know the pitfalls. This issue is not unobtrusive in any case, as reports by achieveessays term paper writers confirm that.