Anticipo scolastico? Una novità vecchia

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Il Ministro Giannini solleva la vecchia questione dell'anticipo ed è subito polemica. Spesso si confonde la durata degli studi con l'obbligatorietà. E si dimentica che nella BUONA scuola dell'infanzia si lavora con ritmi e cure che dovrebbero contagiare tutta la scuola, dai 6 ai 18 anni. 

Ragnatele

Bello vedere come il dibattito sollevato dalla questione dell'anticipo scolastico cresca di ora in ora, sulle nostre pagine Facebook e altrove. Ma l'uscita del Ministro mi ha fatto cadere le braccia semplicemente perché sembra credere di essere originale: cioè immagina che non ci abbia mai pensato nessuno!

Invece se ne parla da più di venti anni: o meglio, da un ventennio si è di fronte al problema della scuola italiana che dura un anno di più della maggioranza della scuola europea. Questo è un problema molto molto serio: tanto più che il mercato del lavoro - in una crisi economica che durerà a lungo e comunque ci lascerà tutti "cambiati"- sta internazionalizzandosi e i bambini che oggi hanno quattro anni, fra quindici entreranno "in competizione" con coetanei già usciti da un anno dal sistema formativo.

Comunque: durata degli studi e obbligatorietà, come sappiamo non sono la stessa cosa, e invece quasi sempre vengono confusi.

Il problema è "dove" sottrarre questo anno in più. Sappiamo che altri ministri ci hanno pensato ma questa riforma profonda non è mai stata fatta. Significherebbe "ricostruire" dalle radici alle fronde tutta la scuola, nelle sue parti "obbligatorie" e in quelle "non obbligatorie"; significherebbe spalmare in modo diverso il sapere e ovviamente decidere quali siano i saperi che la scuola deve impartire e quando e come; significherebbe ridisegnare l'organico dell'intera scuola statale, significherebbe rispondere alla domanda se sia possibile (nel caso della soluzione prospettata dal ministro Giannini) che uno spezzone di scuola obbligatoria possa non essere statale, poiche' sappiamo benissimo che gran parte del servizio di scuola dell'infanzia e' offerto dalla paritaria e che la scuola statale per l'infanzia non ha speranze di crescita...

Ci sono poi altre questioni: ma credo bastino queste per una domenica elettorale già piuttosto impegnativa. Un'ultima cosa: nella BUONA scuola dell'infanzia non si passa il tempo a giocare (come moltissime scrivono): nella buona scuola ‎dell'infanzia si lavora tanto, con i ritmi giusti, con spirito ludico continuo e diffuso, con ascolto e cure che dovrebbero contagiare tutta la scuola, dai 6 ai 18 anni.

Per saperne di più

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Commenti

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    csiracusa

    22:20, 26 Maggio 2014
    Queste le mie riflessioni a proposito della proposta di anticipare la Primaria ai bambini di 5 anni:
    1. Chissà perchè in Europa (dato che, giustamente, ci confrontiamo con i parametri europei) solo pochi paesi, tre o quattro, (se consideriamo Inghilterra, Scozia e Galles tutti insieme) iniziano la scuola a cinque anni...un motivo ci sarà... chissà perchè le migliori scuole europee in termini di risultati concreti e misurabili, vedi ad esempio Finlandia, iniziano la scuola primaria a 7 anni...
    2. Mi piacerebbe sapere se tra i fautori e promotori della proposta ci sono insegnanti della scuola primaria... ho i miei dubbi...qualsiasi insegnante di questa scuola sa, per esperienza diretta che i bambini di 5 anni non sono ancora maturi nel senso pieno e globale del termine per la scuola primaria (tranne piccole percentuali), non si tratta solo di sapere leggere e scrivere (sappiamo già, Doman ce lo dice, che persino un cerebroleso può leggere a quattro anni, ovviamente con metodologie particolari, individuali e non adatte al gruppo-classe) ma di una maturazione psicofisica globale che pochi a 5 anni anno.

    Mi si dice, ed è vero, che i bambini di oggi hanno molti più stimoli ma è anche vero che sono molto più vivaci e, paradossalmente, spesso manifestano capacità di attenzione e di ascolto più limitate rispetto al passato… inoltre fanno più fatica a rispettare le regole scolastiche…(forse perché a casa sono, spesso abituati a fare quello che vogliono, se non addirittura, a comandare loro).

    Mi si dice, ancora, e anche questo potrebbe essere in parte vero, che è la scuola che deve adattarsi, adeguarsi, modificarsi…sì, certo: più tempi per il gioco, per il canto, per l’esperienza fisico-corporea, per valorizzare le capacità espressivo grafico-pittoriche…a parte il fatto che già la prima classe, per la sua intima natura di classe di collegamento, dà molto spazio a tutte queste forme di apprendimento, in realtà tutte queste sono attività specifiche, modalità e forme di apprendimento tipiche della scuola dell’Infanzia, scuola che riveste un’importanza assolutamente rilevante. Che facciamo trasformiamo il primo anno della Primaria nell’ultimo dell’Infanzia? Impoveriremmo la nostra scuola di un anno importantissimo, fondamentale direi.

    Da qui le mie due proposte:

    PROPOSTA 1 Rendete obbligatorio l'ultimo anno della scuola dell'Infanzia: quello sì che è di fondamentale importanza...!

    PROPOSTA 2 Prima di legiferare norme di questo tipo perché non chiedere a tutti ”i veri esperti sul campo”, cioè, in questo caso, i docenti della scuola Primaria e magari anche quelli dell’Infanzia, cosa ne pensano?…Nell’era tecnologica non dovrebbe essere così difficile.

    Ritengo che questo sia l'ultimo colpo di genio dei nostri politici...Prima di pensare anche semplicemente ad avviare questo tipo di riforma io manderei il ministro, tutti i pezzi "grossi" ed i teorici sapientoni a fare un anno di lavoro "serio, reale e concreto" equamente ripartito tra l'ultimo anno della scuola d'infanzia ed il primo della primaria e DOPO, SOLO DOPO, potremo riparlarne...Parola di persona realmente seriamente e, senza falsa modestia, competente. Vogliono far completare il ciclo di studi a 18 anni? Cerchino altre strade, se proprio lo ritengono opportuno. Tutti a scuola Primaria a 5 anni proprio no!
    Tra l'altro è di questi giorni un articolo del articolo del Corriere della sera nel quale si afferma che persino il Regno Unito (in cui notoriamente i bambini accedono alla Primaria all'età di 5 anni) si sta interrogando se non sia il caso di posticipare tale ingresso, confrontandosi con le scelte di una nazione, come la Finlandia, che ha raggiunto i migliori risultati in campo scolastico.http://www.corriere.it/scuola/14_febbraio_17/scuola-inizio-7-anni-dibattito-regno-unito-5-anni-finlandia-7-anni-ee2bc500-97b2-11e3-910c-771d54eec810.shtml