L'integrazione scolastica di un allievo con ritardo mentale

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L'integrazione scolastica di un allievo con ritardo mentale

Rispondiamo al quesito di un'insegnante di sostegno proponendo attività rivolte sia al bambino con ritardo mentale sia all'intero gruppo classe, per favorire l'integrazione.

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integrazione-ritardo-mentale

Fonte: www.theguardian.com

Il quesito

Sono un’insegnante specializzata per il sostegno e seguo un allievo con ritardo mentale che frequenta la II elementare. L’allievo presenta numerose difficoltà a livello motorio, linguistico e cognitivo. Vorrei avere alcune indicazioni su possibili attività da sviluppare al fine di potenziare la padronanza dei concetti di relazione spazio-temporale, favorendo tuttavia l’integrazione nel gruppo classe. 

 

Il quesito posto è molto ampio e non consente una risposta completa nel breve spazio che abbiamo a disposizione. Ci limitiamo, pertanto, a fornire alcune esemplificazioni di attività didattiche e qualche suggerimento per adattare i materiali di lavoro.

Ipotesi di lavoro didattico 

L’ipotesi di lavoro è riferita all’intera classe e prevede, nell’ambito dell’insegnamento della storia, l’obiettivo di rinforzare l’acquisizione delle coordinate spazio-temporali, alla base dell’apprendimento di altri operatori cognitivi come la cronologia, la successione, la contemporaneità, la durata, ecc., degli eventi che avvengono in determinati luoghi in un tempo definito. Quest’ultimo elemento è alla base della ricostruzione e della narrazione storica.

L’argomento del programma di lavoro può essere la ricostruzione di un evento avvenuto nel corso dell’anno precedente, basandosi su un tema di fondo, che può essere deciso insieme ai bambini (ad esempio “Una giornata di fine anno scolastico”). Tale obiettivo offre la possibilità di prendere in considerazione l’argomento relativo alle fonti, in quanto la ricostruzione dell’evento avrà bisogno di documenti e fonti prodotti durante l’anno precedente. 

Per saperne di più scarica l'articolo completo che trovi nella sezione "Approfondimenti" in cima a questa pagina.

Lucio Cottini (Università di Udine): 25 Ottobre 2013 Didattica, Integrazione

Commenti

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    Pietro Sacchelli

    9:48, 2 Novembre 2013

    Se posso modestamente suggerire una proposta didattica, proporrei alla collega del bambino con ritardo mentale, lo svolgimento di un'attività ludica da svolgere in cortile con i compagni con la finalità di rafforzare il concetto di tempo e di favorire l'inclusione dell'alunno nel gruppo classe. Le proposte potrebbero essere molteplici, ma mi limiterò a suggerire il noto gioco del "ruba bandiera" che ha divertito generazioni bambini. Questa piacevole attività di gruppo esalta non solo lo spirito di appartenenza al gruppo, ma richiede il rispetto delle regole secondo una precisa tempistica. Infatti PRIMA viene chiamato un numero da parte di chi dirige il gioco tenendo la "bandiera" e DOPO i giocatori di ciascuna squadra scattano CONTEMPORANEAMENTE dal punto di partenza per afferrare il fazzoletto. In classe l’insegnante potrebbe invitare i bambini a riscrivere i momenti temporali del gioco (PRIMA - DOPO) sottolineando il significato di CONTEMPORANEAMENTE (sostituibile anche da altri termini come NELLO STESSO MOMENTO, MENTRE… etc.). L'attività di riflessione può essere accompagnata anche da un disegno esplicativo da parte del bambino con ritardo che dovrà spiegarlo utilizzando, con cognizione di causa, gli  organizzatori temporali del prima, dopo, contemporaneamente, infine etc.. Attività di questo tipo rafforzano la categoria temporale in modo spontaneo evitando argomenti astratti, lontani dal vissuto del bambino che potrebbero risultare noiosi e poco significativi per rafforzare i concetti logici e spazio-temporali.