Il bambino con deficit d'attenzione e iperattività: quali percorsi educativi e riabilitativi?

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Il bambino con deficit d'attenzione e iperattività: quali percorsi educativi e riabilitativi?

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deficit_attenzione_iperattivita

Fonte: www.rightfromthestart.wordpress.com

Il quesito

Sono un’insegnante di terza elementare ed ho nella mia classe un bambino di 8 anni, Matteo, certificato come allievo ipercinetico. Confrontando le mie osservazioni del bambino con quanto ho appreso dalla Diagnosi Funzionale mi sorgono alcuni dubbi. In primo luogo, pensavo che un bambino ipercinetico fosse molto iperattivo e non fosse assolutamente in grado di porre attenzione. Invece, Matteo è agitato solo in alcune occasioni ed anche la sua attenzione non è del tutto assente, soprattutto nelle prime ore di scuola. Resto inoltre molto perplessa rispetto all’incapacità di Matteo di rispettare un ordine o di seguire le istruzioni su come si svolge un compito.
Non avrà forse problemi di linguaggio, per cui non comprende realmente ciò che gli viene detto?
Infine, vorrei avere alcune indicazioni sui percorsi educativi più indicati in tali situazioni.

M. Rita, Napoli 

Matteo è stato certificato con disturbo ipercinetico in base all’ICD-10 (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati - Decima Revisione). Si tratta di una sindrome caratterizzata da tre problemi principali: la disattenzione, l’impulsività e l’iperattività. L’insegnante di Matteo pone fondamentalmente due interrogativi:

  1. Il bambino può essere considerato veramente ipercinetico, visto che i sintomi di disattenzione e di iperattività non sembrano costituire i problemi principali?
  2. Come possiamo aiutare il bambino nel suo percorso di apprendimento e nell’interazione con i compagni di classe?

Partiamo dalla prima domanda. I bambini con DDAI (Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività) sono caratterizzati da un’elevata variabilità comportamentale: in alcuni momenti sembrano dedicarsi tranquillamente ad un videogioco e poi diventano iperattivi ed incontrollabili nel momento in cui devono fare i compiti scolastici.

In realtà, il disturbo DDAI non è tanto caratterizzato dall’assenza completa di attenzione, quanto dall’incapacità del bambino di guidare la propria attenzione sul compito rilevante al momento per un lasso di tempo sufficientemente lungo. In particolare, questi bambini riescono a mantenersi concentrati soprattutto nelle fasi iniziali di un compito nuovo. Però, basta che passino alcuni minuti e l’attività diventi ripetitiva, che la distrazione torna immediatamente. Non a caso, anche l’insegnante di Matteo fa notare che il suo allievo riesce meglio nelle prime ore della mattinata.

Anche il comportamento iperattivo non è necessariamente costante in tutte le situazioni. In contesti nuovi e stimolanti, il bambino riesce a controllarsi maggiormente, mentre peggiora in situazioni ripetitive e noiose, come avviene talvolta in ambito scolastico.
Infine, l’incapacità di Matteo di seguire un ordine o rispettare delle regole costituisce un tratto tipico dei bambini iperattivi, non imputabile a difficoltà linguistiche in senso stretto (non evidenziate dalla documentazione in possesso dell’insegnante), ma a deficit di inibizione comportamentale e di memoria di lavoro. In altri termini, gli allievi con tale deficit hanno difficoltà a mantenere attive in memoria le istruzioni ricevute e non riescono al contempo a inibire i comportamenti inappropriati alla situazione.

 

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Daniele Fedeli (Ricercatore e docente di Pedagogia speciale presso l’Università degli Studi di Udine): 30 Gennaio 2014 Casi, Comportamento

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