Scuola e socializzazione: un’intervista al Prof. Alessandro Antonietti

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Scuola e socializzazione: un’intervista al Prof. Alessandro Antonietti

Che cosa significa socializzare a scuola? Che differenza c’è tra socializzazione e inclusione? Che cosa possono fare gli insegnanti? A queste domande risponde il Prof. Alessandro Antonietti, che approfondirà queste tematiche nel corso della V edizione del Convegno “In classe ho un bambino che…” (Firenze, 10-11 febbraio 2017).
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Immagine tratta dal sito: mammeallavoro.wordpress.com

“Scuola e socializzazione” sarà il tema del Simposio che presiederà e introdurrà al prossimo Convegno In classe ho un bambino che… (Firenze, 10-11 febbraio 2017). Che cosa significa socializzare a scuola?

Il concetto di socializzazione è cambiato nel tempo. Prima, con questo termine, si indicava l’adeguamento degli studenti a una situazione sociale prestabilita, con regole e norme preesistenti. Adesso, con “socializzazione” si intende piuttosto la costruzione condivisa di un gruppo con regole e norme sue proprie.

Questo cambiamento è in parte dovuto al cambiamento delle condizioni sociali: è un dato di fatto riscontrabile in tutte le realtà locali che nelle classi c’è minore omogeneità rispetto al passato. Di conseguenza, tutti sono chiamati a dare un contributo per creare quell’adeguato livello di intesa e di condivisione che permette poi di costruire una visione comune di quello che va fatto e dei modi con cui va fatto.

Per dirlo con una metafora, se prima la “mosca bianca” doveva diventare nera (ossia adeguarsi alle regole che tutti gli altri rispettavano), adesso bisogna fare i conti con il fatto che in classe abbiamo la mosca bianca, la mosca grigia, la mosca verde, la mosca rossa… Insomma, non esiste la “mosca-tipo” a cui tutti devono adeguarsi; bisogna trovare il giusto mix tra questi colori e ciascuno ha un ruolo nella costituzione dell’unità che si crea nel gruppo.

In che modo gli insegnanti possono aiutare i propri alunni a socializzare?

Il processo di socializzazione nella scuola non va pensato, come in passato, soltanto in riferimento agli studenti, soprattutto agli studenti “anomali” rispetto al gruppo. È anche un tema che interessa il corpo docente: il primo passaggio importante da compiere nella scuola rispetto alla socializzazione è quello di costruire una condivisione sui valori, sui principi ispiratori e sugli approcci da parte degli insegnanti. Nel mondo degli insegnanti, infatti, anche se magari in misura minore rispetto al mondo degli studenti, c’è una diversità di prospettive, di visioni del mondo e del compito educativo. 

Ha dei suggerimenti da offrire agli insegnanti?

A mio avviso, la prima operazione da compiere per un gruppo docente è riuscire a intendersi su alcuni punti-chiave dell’azione educativa in modo da proporsi alla classe in maniera coerente. Il secondo passaggio penso sia quello di trovare il modo di esplicitare principi e regole di condotta che permettano a tutti di integrarsi. Il terzo passaggio, più difficile, consiste nel trovare le strategie per mettersi in gioco nel creare una condivisione nel gruppo. Infatti, non tutti sono ugualmente disponibili: c’è chi vuole prevaricare, c’è chi si tira indietro rispetto all’interazione con gli altri, c’è chi vuole comunicare ma non ha gli strumenti per farlo in maniera adeguata. 

Che aiuto può dare la psicologia alla scuola in merito alla “socializzazione”?

La psicologia, come dimostra il Simposio che presiederò al Convegno, può offrire delle indicazioni di metodo per favorire la socializzazione. 

Ci sono tre livelli relativi al “che cosa” può fare la scuola per favorire la socializzazione: 

  • un livello relativo al corpo docente: gli insegnanti dovrebbero intendersi tra di loro per muoversi in modo coerente;
  • un secondo livello istituzionale: esplicitare i criteri scelti;
  • un terzo livello che riguarda il gruppo classe: come applicare i criteri scelti e tradurli nella didattica. 

È soprattutto all’ultimo livello che la psicologia può essere d’aiuto, attraverso la formazione che gli insegnanti possono ricevere su alcuni metodi educativi, quali l’apprendimento cooperativo, la peer education

Qual è la differenza tra socializzazione e inclusione?

L’inclusione è la prospettiva, la socializzazione è l’obiettivo a medio termine. Per creare inclusione bisogna favorire la socializzazione dei membri della classe. Se si crea socializzazione si va nella direzione dell’inclusione.

 

Per saperne di più...

Vai al sito del Convegno In classe ho un bambino che...
 

12 Gennaio 2017 Didattica, Relazioni

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