Psicologia architettonica e ambienti scolastici: esempi di edifici scolastici attuali

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Psicologia architettonica e ambienti scolastici: esempi di edifici scolastici attuali

Pubblichiamo l'approfondimento online dell’articolo della Prof.ssa Francesca Pazzaglia "Psicologia architettonica e ambienti scolastici" del n. 48 di Psicologia e scuola (novembre-dicembre 2016). L'architetto Julian Adda ci illustra le caratteristiche degli edifici scolastici attuali. 

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Le scuole di San Vendemiano (Foto di Zintek srl)

 

Nel volume Rivoluzione Scuola. Valori Spazi metodi i saggi di Leonardo Ciacci e di Laura Anna Pezzetti ripercorrono la storia degli edifici scolastici nel corso degli ultimi due secoli.

Sintetizzando in poche parole, si osserva come si sia passati dall’edificio massivo - che in qualche modo si faceva anche tangibile interprete della presenza fisica nel territorio del Regno o dello Stato (basti pensare alla rappresentatività degli edifici realizzati nel periodo a cavallo tra ’800 e ’900, in cui le condizioni di comfort passavano in secondo piano rispetto ad altri obiettivi) - fino agli edifici attuali, che al contrario mettono in primo piano proprio il raggiungimento di una situazione di comfort ottimale, dato che bambini e ragazzi passano una buona parte della loro giornata in questo contesto.

Tra i due estremi, tutti quegli edifici scolastici realizzati nel corso dei decenni che hanno visto una trasformazione qualitativa, in senso peggiorativo, soprattutto nel periodo dei decenni degli anni ’70 / ’80, quando era preminente l’obiettivo di rispondere alla domanda di spazi scolastici (riferendomi in particolar modo agli istituti superiori).

GLI EDIFICI SCOLASTICI ATTUALI

Si punta ora alla realizzazione di edifici magari in legno, o comunque il meno possibile in cemento e cartongesso; a una condizione di gestione del microclima interno che tenga conto delle necessità di riscaldamento/raffrescamento, del ricambio d’aria, della eventuale emanazione di sostanze più o meno tossiche che possano derivare dagli elementi di arredo; si punta anche a un utilizzo dell’edificio scolastico che non sia più limitato solo alle ore di lezione, ma che possa anche diventare centro di aggregazione all’interno del quartiere o del nucleo urbano interessato.

ALCUNI ESEMPI

Gli esempi presentati cercano di illustrare queste riflessioni. Il primo è un progetto austriaco, riportato anche nel volume Rivoluzione Scuola, per la scuola materna Schukowitzgasse a Vienna; il secondo il progetto della scuola primaria di Ponzano Veneto (TV); quindi il recupero di un edificio della fine dell’ottocento, in origine scuola elementare e ora scuola media, a Rovereto (TN); infine il progetto di un edificio progettato secondo le linee guida della filosofia steineriana, a San Vendemiamo (TV).
 

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A cura di Julian Adda, Architetto: 02 Novembre 2016 Bisogni

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